Milano - Grazie al sistema a zone introdotto con il Dpcm del 3 novembre 2020, che identifica con bianco, giallo, arancione e rosso le regioni in base alla gravità della situazione epidemiologica, l'Italia ha potuto ridurre la trasmissibilità (Rt) del 13-19% in zona gialla, del 27-38% in zona arancione e del 36-45% in zona rossa. Le misure hanno ricondotto l'epidemia sotto controllo in 85 province su 107 entro tre settimane dalla loro introduzione, evitando nello stesso periodo complessivamente circa 25.000 ricoveri, ovvero oltre metà dei 44.000 effettuati. A dirlo è uno studio di Fondazione Bruno Kessler, Istituto Superiore di Sanità e Inail pubblicato sul Nature Communications. 

E in questa estate funestata dalla variante Delta, il tema dei colori delle regioni rischia di tornare prepotentemente alla ribalta. Perché è vero che l'Italia è tutta in zona bianca, ma è anche vero che a causa della maggiore trasmissibilità della nuova variante, i contagi stanno correndo ormai da giorni, facendo schizzare in alto l'incidenza settimanale. Prima del decreto legge del 23 luglio - che ha aggiornato i criteri per il passaggio di fascia di rischio -, a decidere il "declassamento" era la mera incidenza dei contagi settimanali su 100mila abitanti e la soglia per passare da bianca a gialla era di 50 casi su 100mila abitanti. Se la situazione fosse rimasta questa, sarebbero in zona gialla (dove vige per esempio l'obbligo di mascherina all'aperto) 14 regioni e province autonome, sulla base del report indipendente di Fondazione Gimbe relativo alla settimana 21-27 luglio (Calabria 53, Campania 59, Emilia Romagna 98, Lazio 138, Liguria 76, Lombardia 62, Marche 62, Alto Adige 52, Trentino 78, Sardegna 182, Sicilia 131, Toscana 112, Umbria 99, Vento 141).  "Solo" otto invece secondo gli ultimi dati forniti dall'Istituto superiore di Sanità: Emilia-Romagna (71,5), Lazio (87,5), Liguria (53,6), Sardegna (136,2), Sicilia (80,9), Toscana (94,5), Umbria (81,6) e Veneto (81). 

Le regole per passare in zona gialla

Tuttavia, l'ultimo decreto del Governo ha stabilito che si passa in zona gialla con un’incidenza di nuovi casi settimanali pari o superiore a 50 per 100mila abitanti (e inferiore a 150), ma con una percentuale di ricoverati in area medica superiore al 15% oppure in terapia intensiva superiore al 10%. Vediamo allora, regione per regione, qual è la situazione (aggiornata al primo agosto) sia sul piano dell'incidenza sia sul piano dell'occupazione dei posti letto. 

Il tasso di occupazione dei posti letto regione per regione

  • Abruzzo: incidenza 34.2; il tasso di occupazione delle terapie intensive è allo 0%, mentre l'area medica è al 3%. 
  • Basilicata: incidenza 24.3; il tasso di occupazione delle terapie intensive è 0%, mentre l'area medica è al 5%. 
  • Calabria: incidenza 45.9; il tasso di occupazione delle terapie intensive è 4%, mentre l'area medica è al 9%. 
  • Campania: incidenza 34.8; il tasso di occupazione delle terapie intensive è al 2%, mentre l'area medica è al 6%. 
  • Emilia Romagna: con un'indicidenza di 71,5, il tasso di occupazione delle terapie intensive è a 2%, mentre l'area medica è al 3%: la zona gialla è ancora lontana.  
  • Friuli Venezia Giulia: incidenza 36.6; il tasso di occupazione delle terapie intensive è al 2%, mentre l'area medica è all'1%. 
  • Lazio: con un'incidenza all'87,5, il tasso di occupazione delle terapie intensive è al 5%, mentre l'area medica è al 5%. Trend a rischio zona gialla.   
  • Liguria: con un'incidenza di 53,6 casi, il tasso di occupazione delle terapie intensive è al 4%, mentre l'area medica è al 2%.
  • Lombardia: incidenza 39.4; il tasso di occupazione delle terapie intensive è al 2%, mentre l'area medica è al 3%.
  • Marche: incidenza 45.5; il tasso di occupazione delle terapie intensive è al 3%, mentre l'area medica è al 3%.
  • Molise: incidenza 19.2; il tasso di occupazione delle terapie intensive è al 3%, mentre l'area medica è allo 0%.
  • Piemonte: incidenza 26; il tasso di occupazione delle terapie intensive è all'1%, mentre l'area medica è all'1%.
  • Bolzano: incidenza 31.3; il tasso di occupazione delle terapie intensive è al 3%, mentre l'area medica è all'1%.
  • Trento: incidenza 45; il tasso di occupazione delle terapie intensive è allo zero per cento, mentre l'area medica è al 2%.
  • Puglia: incidenza 23.8; il tasso di occupazione delle terapie intensive è al 2%, mentre l'area medica è al 3%.
  • Sardegna: il tasso di occupazione delle terapie intensive è al 9%, mentre l'area medica è al 5%. Inoltre l'incidenza è di 136,2: il rischio di zona gialla è alto. 
  • Sicilia: : il tasso di occupazione delle terapie intensive è al 5%, mentre l'area medica è al 10%. Inoltre l'incidenza è di 80,9: il rischio di zona gialla è alto. 
  • Toscana: il tasso di occupazione delle terapie intensive è al 3%, mentre l'area medica è al 3%. Nonostante l'incidenza di 94,5 casi su 100mila abitanti, la zona gialla è per ora lontana. 
  • Umbria: incidenza 81.6; il tasso di occupazione delle terapie intensive è al 2%, mentre l'area medica è al 3%.
  • Valle d'Aosta: incidenza 28.2; il tasso di occupazione delle terapie intensive è allo zero per cento, mentre l'area medica è al 3%.
  • Veneto: incidenza 81; il tasso di occupazione delle terapie intensive è al 2%, mentre l'area medica è al 2%.

Le regole della zona gialla

Sicilia e Sardegna sono per ora le regioni che vedono il giallo più da vicino, complice anche la stagione estiva che ha portato sulle isole migliaia di turisti. Anche Lazio e Veneto sono considerate dal ministero della Salute come "ad alta probabilità di proressione della classificazione del rischio". C'è da dire che la tendenza all'aumento dei casi e delle ospedalizzazioni è in aumento dappertutto e il passaggio di colore potrebbe avvenire già a fine agosto. Ma quali sono le regole della zona gialla? Rischiano di rovinare le vacanze di chi si trova nella regione?

Ecco le principali: il coprifuoco è abolito anche in zona gialla, quindi non c'è un limite orario per ritirarsi a casa. Ma viene reintrodotto l'obbligo di mascherina anche all'aperto, mentre in zona bianca è obbligatoria solo al chiuso e in caso di assembramento. Al ristorante si potrà consumare solo fino alle 18 al chiuso, mentre all'aperto si potrà anche cenare. Questa regola non vale per gli alberghi: i clienti potranno cenare anche al chiuso. 

Per quanto riguarda il Green pass è obbligatorio per le alcune attività al chiuso: ristoranti e bar per il consumo al tavolo; spettacoli; eventi, congressi e fiere; piscine, palestre, centri benessere; centri termali, parchi tematici e di divertimento; sale gioco, sale scommesse, casinò; concorsi pubblici.

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