Milano - Dopo settimane di chiusure e sacrifici, oggi con il consueto monitoraggio Iss dell'emergenza Covid in Italia, si definirà la nuova mappa delle zone. Il nuovo decreto Covid ha reintrodotto le zone gialle e dunque da lunedì 26 aprile le regioni dove la situazione pandemica è sotto controllo torneranno nella fascia di minori restrizioni. In base alle ipotesi valutate dagli esperti dell'Istituto superiore di Sanità e del ministero della Salute dopo il monitoraggio settimanale dei dati sull'andamento epidemiologico del Covid-19 soltanto la Sardegna rimarrà in zona rossa, mentre altre cinque regioni saranno arancioni: Calabria, Sicilia, Valle d'Aosta, Basilicata e Puglia. Quest'ultima è stata in bilico sino all'ultimo, ma poi i dati hanno fatto propendere per l'arancione. Le altre regioni, compresa la Lombardia, le due province autonome entrano in zona giall da lunedì prossimo, 26 aprile, come previsto dal decreto Riaperture. Le regioni sono: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Marche, Piemonte, Pa Bolzano, Pa Trento, Toscana, Umbria e Veneto. Singolare il caso della Calabria, che il monitoraggio dell'Iss ha indicato come fra le due regioni a livello di rischio alto ma ha avuto un trattamento diverso rispetto alla Sardegna.

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Lombardia

Dopo 28 giorni in zona rossa (dal 15 marzo) e due settimane in arancione, anche la Lombardia passa finalmente in zona gialla. Il presidente della Regione Attilio Fontana, che a Skytg24 ieri ha dichiarato: “I numeri stanno gradualmente migliorando e se le cose dovessero continuare così credo proprio di sì”. La Lombardia, secondo i dati dell’ultimo monitoraggio ISS, aveva un Rt pari a 0.78, ovvero sotto la soglia di allerta, e un’incidenza di casi pari a 163 ogni 100 mila abitanti. Sono in calo anche gli altri parametri relativi ai nuovi casi giornalieri, l’occupazione delle terapie intensive e i focolai. Ieri i nuovi casi di positività al coronavirus in Lombardia sono 2.509 (di cui 129 'debolmente positivi') a fronte di 52.170 tamponi (di cui 34.657 molecolari e 17.513 antigenici) per un rapporto del 4,8%. Si registrano 54 nuovi decessi. I nuovi guariti/dimessi da ieri sono 2.498 e le persone in terapia intensiva sono 653; 14 in meno di ieri. Sono 4.352 i pazienti attualmente ricoverati non in terapia intensiva, 170 in meno di ieri. 

Lombardia in zona gialla, cosa cambia da lunedì 26 aprile

Lazio

Lazio nella fascia di rischio più bassa (eccezion fatta per la zona bianca, che però al momento resta una chimera). "Da lunedì saremo zona gialla. Riapriamo finalmente, ma non riapriamo al Covid e quindi stiamo attenti" ha annunciato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Il valore RT nel Lazioè infatti a 0.78, con un calo del numero dei nuovi focolai, ede tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e dei posti letto in area medica (entrambi però ancora sopra soglia di allerta). In flessione anche l'incidenza, a 140 per 100 mila abitanti.

Emilia-Romagna

Da lunedì 26 aprile, anche l'Emilia-Romagna tornerà gialla. Il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha spiegato: "Domani (oggi per chi legge, ndr) si esprimerà il Comitato tecnico scientifico sulla base dei dati che vengono consegnati settimanalmente, ma posso già dire come tutto porti a credere che l'Emilia-Romagna diventerà zona gialla da lunedi' 26 aprile". Nella regione c'èstato un sensibile miglioramento dei dati relativi ai contagi, anche negli ospedali le cose vanno meglio, ma occorre continuare ad avere un atteggiamento molto cauto per via delle varianti che hanno abbassato l'età dei contagiati, dei ricoverati e dei deceduti.

Liguria

Da lunedì la Liguria sarà in zona gialla. Ad ufficializzarlo il governatore Giovanni Toti nel consueto aggiornamento sull'andamento della pandemia. "Dal report ministeriale che verrà confermato domani dalla cabina di regia- annuncia Toti- la Regione Liguria si conferma in fascia gialla, con un Rt abbondantemente sotto l'uno e gli altri parametri coerenti con quella zona di rischio".

Toscana

Ottimista anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani: "l'Rt oggi (ieri per chi legge, ndr) risulta essere di 0,82-0,86, rispetto alla soglia di 1 della zona arancione", e "siamo abbondantemente sotto i 200 casi su 100mila abitanti, è un fatto progressivo da 15 giorni a questa parte, da quando eravamo ancora in zona rossa" per cui "i due principali indicatori ci vedono in Toscana in netto calo", e dunque "la zona gialla da lunedì ci sarà anche in Toscana".

Piemonte

Migliorano i dati dell'epidemia da Covid in Piemonte. Secondo il pre report del ministero della Salute e dell'Istituto superiore di Sanità nella settimana tra il 12 e 18 aprile si è registrata una ulteriore riduzione dei casi segnalati di circa il 20%. La percentuale di positività dei tamponi scende dal 10.7% a 9%. Si riduce il numero dei focolai attivi, dei nuovi e il numero di persone non collegabili a catene di trasmissione note. Il tasso di occupazione dei posti letto ordinari cala da 61% a 47%, quello dei posti letto in terapia intensiva da 50% a 45%. L'Rt puntuale diminuisce ulteriormente (da 0.75 a 0.66) e l'Rt medio passa da 0.76 a 0.7.  I valori sono da zona gialla. Intanto, per la provincia di Cuneo che è passata in arancione qualche giorno dopo rispetto al resto del Piemonte, la Regione chiesto un chiarimento al ministero per capire se è necessario che scadano le due settimane di permanenza in arancione oppure se è possibile l'eventuale passaggio in giallo con il resto della regione. 

Veneto 

"In Veneto abbiamo indici da zona gialla" ha sottolineato il presidente del Veneto Luca Zaia nel corso del punto stampa spiegando che "lo eravamo anche la scorsa settimana, ma con il nuovo decreto saremo in zona gialla da lunedì prossimo". "L'Rt è a 0,71 e un'incidenza di 126,8 - ha spiegato - l'occupazione nelle terapie intensive del 22% (con il limite al 30%) e nelle aree non critiche al 20% (rispetto al limite del 40%). Quindi, siamo di fatto in zona gialla".

Friuli Venezia Giulia

Anche il Fiuli Venezia Giulia ha i numeri per il passaggio di fascia."Il report inviato nella notte dall'Istituto superiore di sanità evidenzia che i contagi in Friuli Venezia Giulia sono scesi con un indice Rt passa da 0,72 a 0,61 e, per prima volta, dall'inizio della terza ondata i livelli di occupazione dei posti letti nei reparti di terapia intensiva e nelle aree mediche sono sotto la soglia di guardia. Inoltre, procede l'attività di monitoraggio sulle mutazioni del virus e, su questo fronte, la situazione appare sotto controllo. Dati che dovrebbero permettere l'inquadramento della nostra regione in zona gialla" ha confermato il vice presidente del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi.

Abruzzo

"La bozza del report settimanale ha mostrato segnali di miglioramento su tutti gli indicatori. In particolare, torna a scendere l'indice Rt, che si ferma a 0,84 medio (0,79-0,89) contro lo 0,92 della scorsa settimana. La pressione ospedaliera scende al 26% (-1%) nelle terapie intensive e 34% (-3%) in area medica, percentuali che non 'scontanò le ulteriori diminuzioni di ieri e della giornata odierna. Diminuiscono anche i focolai. Un quadro che consolida e certifica l'attribuzione della fascia gialla all'Abruzzo, rendendo possibili le riaperture tanto attese, nella misura concessa dal recente decreto-legge" Queste le parole del governatore dell'Abruzzo Marco Marsilio. "Rinnoviamo l'appello a tutti i cittadini e a tutti gli operatori nell'applicare e osservare con serietà le misure di protezione e contenimento del virus, per non vanificare i sacrifici fatti", ha sottolineato il presidente di Regione. 

Campania

Resta stabile il quadro dei contagi covid in Campania: ieri i nuovi positivi erano 1.912, di cui 559 sintomatici, su 20.078 test molecolari esaminati. Il tasso di incidenza era del 9,52%, contro il 9,23 del bollettino precedente. L'Unità di crisi ha segnalato 26 nuovi decessi (ieri 30) e 1.753 guariti, dato quest'ultimo identico a quello delle 24 ore precedenti. Ecco il motivo della zona gialla. 

Puglia

In bilico sino all'ultimo fra zona gialla e zona arancione, la regione del presidente Emiliano non è riuscita a fare lo scatto decisivo verso il colore con meno restrizioni. Il monitoraggio dell'Iss ha sancito quindi che per la Puglia il colore per ora sarà l'arancione.

Sicilia

La regione sarà arancione. Il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci ha istituito due nuove "zone rosse" a Fiumedinisi, in provincia di Messina, e Troina, nell'Ennese. L'efficacia del provvedimento inizierà sabato 24 per terminare mercoledì 5 maggio. Prorogata, inoltre, la "zona rossa", fino a mercoledì 28, anche per Biancavilla, in provincia di Catania, Centuripe e Pietraperzia, nell'Ennese. Per Cattolica Eraclea, in provincia di Agrigento, è stata prorogata la "zona rossa"  fino al 28 aprile. Non si tratta quindi, a differenza di quanto comunicato in precedenza, dell'istituzione di una nuova restrizione con efficacia dal 24 aprile al 5 maggio. 

Sardegna

La regione Sardegna è l'unica rimasta con il colore rosso. Un paradosso, se si pensa che proprio la Sardegna era stata l'unica ad avere avuto la zona bianca. Ieri l'assessore alla Sanità della Regione Sardegna, Mario Nieddu, aveva espresso l'auspicio di un passaggio da rosso ad arancione: "I presupposti parrebbe ci siano. Dalla prima bozza il nostro Rt dovrebbe essere sotto l'1. Vedremo se sarà confermato. Sono in corso interlocuzioni con l'Istituto superiore di sanità e col ministero per verificare se ci sono le condizioni per i passaggio" aveva detto sottolineando che le criticità della Sardegna "sono relative all'aumento dei focolai e alle loro dimensioni, che ci mantengono con un rischio moderato, non basso. Continuano a essere buoni gli indici di occupazione dei posti letto, che sono sotto la sogna di allarme del 30%". Ma - stando ai dati del monitoraggio - la regione dovrà ancora attendere per il passaggio di fascia. 

Molise

Il governatore del Molise Donato Toma aveva anticipato il dato relativo alla bozza del monitoraggio sull'Rt medio a 14 giorni che, rispetto alla scorsa settimana (0.92), è risultato in aumento (1.16). Dati che hanno convinto e che hanno consentito l'ingresso del Molise in zona gialla.

Valle D'Aosta

A differenza di quanto è accaduto per altre regioni, il destino della Valle d'Aosta non era particolarmente segnato già nei giorni scorsi. I dati hanno quindi fatto propendere per la zona arancione.

Calabria

La Calabria è la regione con il rischio di livello più alto insieme alla Sardegna, ma la decisione sul colore della zona è stata differente: mentre la Sardegna è l'unica di colore rosso, la Calabria è nel gruppo di quelle arancioni.

Marche

Le Marche cambiano casacca e indossano il colore giallo. Il monitoraggio dei dati sui contagi da coronavirus effettuato dall'Iss ha stabilito che la regione governata dal presidente Francesco Acquaroli potesse tornare al colore che riserva le restrizioni minori. E così dal 26 aprile le Marche fanno ingresso nel gruppo delle regioni a zona gialla.

Umbria

I dati sui contagi non avevano mai fatto temere un possibile passaggio dell'Umbria in zone ad alto tasso di limitazioni e infatti la regione da lunedì 26 aprile sarà gialla.

Province autonome

Bolzano e Trento non hanno numeri di contagi tali da far pensare a un loro passaggio in zona arancione o addirittura rossa. Nessuna delle due è fra quelle reputate ad alto livello di rischio e quindi la decisione della zona gialla è stata quasi automatica.

Basilicata

E' una delle cinque regioni a dover vivere ancora in zona arancione. Lo prevedono le nuove ordinanze del ministro della Salute, Roberto Speranza, firmate sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia.