Tre regioni in arancione e tutte le altre, comprese le province autonome di Trento e Bolzano, in giallo. La nuova Italia a colori, da lunedì 10 maggio, non ha regioni rosse e nemmeno bianche. In zona gialla Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria, Veneto, le province autonome di Bolzano e di Trento (Trentino Alto Adige), a cui si aggiungono Puglia, Basilicata e Calabria. In fascia arancione, invece, restano le due isole, Sicilia e Sardegna (con proteste in diverse zone delle due regioni), e si aggiunge la Valle d'Aosta, ultima regione ad abbandonare la zona rossa. Per la Lombardia conferma in giallo. "I nostri parametri sono stabili" ha sotttolineato il governatore Attilio Fontana. C'è poi il nodo della campagna vaccinale. Nelle ultime settimane la regione ha dato una vigorosa accelerazione ma si potrebbe fare ancora di più: "Procediamo, ma non siamo al massimo delle nostre possibilità – ha chiosato il presidente della Regione -. Servono più vaccini". 

Nei territori in zona gialla si devono rispettare le norme del decreto Covid approvato a fine aprile dal governo Draghi. Le regole riguardano soprattutto gli spostamenti e la riapertura di bar, ristoranti, cinema, teatri, mostre, attività sportive. Va sempre rispettato il coprifuoco, dalle 22 alle 5, che non cambia rispetto al passato, e sul quale sono in corso da settimane accese polemiche. Una revisione dell'orario potrebbe avvenire dalla prossima settimana. "La curva in Italia è in decrescita: la decrescita in è sempre lenta ma il dato significativo è che in tutte le regioni si registra la decrescita", ha detto Silvio Brusaferro commentando il report settimanale dell'Iss sottolineando i dati positivi che giungono dal fronte ospedaliero: "I ricoveri ci segnalano dati importanti, per quanto riguarda l'area medica l'occupazione è al 29% anziché il 32 della settimana precedente, nelle terapie intensive è al 25 rispetto al 30%". Merito anche delle vaccinazioni, la cui campagna nazionale trova il plauso del presidente dell'Iss.

Con l'Italia quasi tutta in giallo, e con la curva dei contagi che, seppur lentamente, continua a scendere, in questi ultimi giorni sono in corso delle vere e proprie prove tecniche di ripartenza. Molti bar e ristoranti, prima quasi del tutto fermi, hanno riaperto i battenti; in molte sale cinematografiche sono tornate le emozioni, i ragazzi sono tornati a sfidarsi a calcetto. Un lento ritorno verso la normalità. Con la speranza, tra vaccini e rispetto delle regole per evitare un nuovo aumento dei contagi, di poter vedere presto la luce alla fine del tunnel. E, soprattutto, di non dover mai più tornare indietro.