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1 set 2021

Zona gialla: le regioni a rischio. Cosa può cambiare dal 6 settembre

Dopo la Sicilia quali regioni potrebbero abbandonare la zona bianca? Cosa dicono gli ultimi dati su contagi e ricoveri e vaccini. Il monitoraggio venerdì 3 settembre

Cefalù fra i borghi più belli d'Italia con la Cattedrale normanna patrimonio dell'umanità Unesco,  zona rossa come tutti i comuni nella provincia di Palermo, in questi giorni é semi deserta e senza turisti. Un aspetto insolito rispetto agli anni scorsi quando non c'era la pandemia da coronavirus e i visitatori invadevano strade e piazze.  ANSA/Giovanni Franco
La Sicilia è stata la prima regione a tornare in zona gialla

Milano - L'Italia non è più tutta bianca ma il rischio all'orizzonte è che la Penisola possa tingersi ulteriormente di giallo. La prima ad abbandonare la fascia di rischio più bassa è stata la Sicilia, che dal 30 agosto è tornata in zona gialla. Oggi è di 6.503 nuovi casi (totale 4.546.487), 69 morti (totale 129.290), -1.347 attuali positivi (totale 136.578), 7.774 dimessi/guariti (totale 4.280.619) il bilancio della situazione della pandemia da Covid-19 di oggi in Italia, secondo il bollettino del Ministero della Salute.  Sono 40 i nuovi ingressi in terapia intensiva (540 in totale i ricoverati); i ricoverati con sintomi sono 4.231 (-21 da ieri); 131.807 le persone in isolamento domiciliare.  303.717 i nuovi tamponi effettuati rispetto a ieri: il tasso di positività si attesta così al 2,14%. La regione più colpita per nuovi contagi giornalieri è anche sempre la Sicilia (con 1.155 casi con 20.959 tamponi), seguita da Veneto (691 contagi a fronte di 46.031 tamponi) e Lombardia (688 casi su 50.244 tamponi).

Zona gialla: attesa per il monitoraggio del 3 settembre
Zona gialla: attesa per il monitoraggio del 3 settembre

La curva in Italia

I dati nazionali degli ultimi giorni indicano che la curva dell'epidemia di Covid-19 è in leggera risalita. Ormai è molto chiaro come l'andamento dell'epidemia e soprattutto quello dei decessi siano legati a doppio filo con le vaccinazioni e il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha rilevato che "in autunno è verosimile una recrudescenza, prevalentemente tra non vaccinati, e se resteranno questi i numeri è possibile che dovremo vedere nei prossimi mesi ancora la morte di altre migliaia di persone, forse anche 30.000, considerando i non vaccinati sopra i 50 anni". Nel frattempo secondo i dati di Agenas l'Italia si sta avvicinando al traguardo del 70% della popolazione che ha ricevuto due dosi del vaccino anti Covid-19 e attualmente è al terzo posto in Europa per numero di somministrazioni. 

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La Sicilia resta in giallo

Dopo due mesi di zona bianca, la Sicilia è ritornata da lunedì in fascia gialla a causa del costante aumento dei contagi da coronavirus che ha caratterizzato soprattutto le ultime settimane. La novità principale sull'Isola, che quest'anno ha registrato un boom di presenze turistiche superiore del 6% rispetto al 2019, riguarda l'obbligo d'indossare la mascherina anche all'aperto e il limite di 4 persone non conviventi a tavola nei ristoranti.  Dal 30 agosto per le strade sono aumentati i controlli da parte delle forze dell'ordine per vigilare affinché la gente indossi correttamente la mascherina. Sul passaggio di fascia pesa anche il numero di vaccinati. Stando ai dati del report del commissario Francesco Figliuolo in regione ad oggi sono state somministrate 5.732.535 dosi sulle 6.397.337 consegnate, per una percentuale pari al 89,6%. Il dato colloca la Sicilia nella parte finale della classifica che vede invece tra le regioni più "virtuose" il Molise (93,2%), la Lombardia (93,1%) e la Toscana (92,7%). 

Anche oggi la Sicilia si conferma prima regione italiana per contagi. Sono 1.155 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore nell'isola a fronte di 20.959 tamponi processati in Sicilia. L'incidenza sale al 5,3 ieri era al 5,1% . Gli attuali positivi sono 28.300 con un decremento di 143 casi. I guariti sono 1.271 mentre si registrano altre 27 vittime che portano il totale dei decessi a 6.369. I decessi comunicati oggi sono: 6 deceduti il 30 agosto, 5 il 29 agosto, 5 il 28 agosto e 3 il 27 agosto. Sul fronte ospedaliero sono adesso 950 i ricoverati, 9 in più rispetto al giorno precedente mentre in terapia intensiva sono 114, tre in meno rispetto a ieri. Sul fronte del contagio nelle singole province la situazione è la seguente: Palermo 206, Catania 237, Messina 253, Siracusa 140, Ragusa 5, Trapani 153, Caltanissetta 55, Agrigento 52, Enna 54.

Il report dei vaccini in Italia
Il report dei vaccini in Italia

Il nodo delle terapie intensive

"Assisteremo ad un aumento dei casi in terapia intensiva ancora per qualche settimana, ma è davvero difficile fare delle previsioni per l'autunno perché ci sono troppi fattori in ballo" ha detto oggi all'Adnkronos Salute Alessandro Vergallo, presidente nazionale dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi-Emac), facendo il punto della situazione. La Sicilia, già in zona gialla, "è la Regione coi numeri peggiori per quanto riguarda ricoveri in intensiva di pazienti Covid".

"Che autunno sarà? Difficile fare previsioni. Troppi fattori in ballo"

"Su scala nazionale - prosegue Vergallo - la media di occupazione dei posti letto in rianimazione è al 6% e al 7% quella per le aree non critiche", laddove le soglie massime, fissate dai nuovi parametri per il passaggio in zona gialla, sono rispettivamente del 10% e del 15%.  Uno dei punti 'critici', secondo gli anestesisti, "è il numero reale dei posti letto Covid in terapia intensiva oggi disponibili, pensiamo che in questi mesi siano stati ridotti per riportarli nella gestione ordinaria". Ma cosa accadrà nei prossimi mesi nelle rianimazioni? "E' arduo immaginarlo - rimarca il presidente nazionale dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani - ci sono tanti fattori: le varianti più contagiose, l'efficacia dei vaccini e la loro durata, l'andamento della diffusione del contagio, la riapertura delle scuole e di tutte le attività lavorative. Quindi - conclude - immaginare oggi quale sarà l'effetto di questi fattori sugli ospedali è molto difficile".  

Calabria e Sardegna

In Italia soltanto la Sicilia ha al momento i requisiti per restare in zona gialla, mentre in Calabria e Sardegna le curve dei ricoveri sembrano appiattirsi. E' quanto emerge dall'analisi del dal matematico Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo 'M.Picone', del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). "In giallo da lunedì 30 agosto, la Sicilia registra il 23% dei ricoverati nei reparti ordinari e il 13% dei ricoverati nelle terapie intensive, ma la crescita è in frenata", osserva Sebastiani. "In Calabria - prosegue - le curve medie dei ricoverati nei reparti ordinari e nelle unità di terapia intensiva negli ultimi 5 giorni sembrano appiattirsi sui valori del 17% e 9%, rispettivamente; in Sardegna le curve medie dei ricoverati nei reparti ordinari e in quelli di terapia intensiva sembrano appiattirsi sui valori del 14% e 12%".

In altre regioni, prosegue Sebastiani, "solo uno dei due parametri è vicino alla soglia, ma l'altro no". È il caso della Basilicata, dove la curva media dei ricoverati nei reparti ordinari sembra appiattirsi attorno al 13%, ma nelle terapie intensive nelle ultime quattro settimane i ricoveri sono sempre sotto il 2,5%. Anche nelle Marche la curva delle terapie intensive è in crescita accelerata al 9% attualmente, ma la curva media dei ricoverati nei reparti ordinari è attorno al 6.5%. In Toscana, infine, i ricoveri in terapia intensiva al 9% segnano una crescita, ma i ricoverati nei reparti ordinari sono all'8%, con una crescita in frenata. 

Oggi in Calabria aumentano in regione sia i nuovi contagiati da Covid che il tasso di positività, passati, rispettivamente, dai 195 di ieri a 339 (il totale arriva a 78.048) e dal 4,85% al 9,09. Si registrano, inoltre, un decesso (totale 1.316) ed un ricoverato in più sia in area medica (162) che nei reparti di rianimazione (16). I casi attivi, inoltre, raggiungono quota 4.880 (+68) e gli isolati a domiciilio 4.702 (+66). I nuovi guariti sono 270 (totale 71.852). I tamponi eseguiti, ad oggi, sono 1.087.041 (+3.731). 

La settimana scorsa la Sardegna è stata a rischio di passaggio di fascia. Quali sono i numeri di oggi? In Sardegna 389 ulteriori casi confermati di positività al Covid, sulla base di 3.842 persone testate. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 8277 test. Scende la pressione sugli ospedali. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 24 (3 in meno rispetto a ieri). I pazienti ricoverati in area medica sono 230 (10 in meno rispetto a ieri). 7281 sono i casi di isolamento domiciliare (122 in meno rispetto a ieri).  Si registrano 3 decessi

Secondo quanto ha sostenuto oggi in commissione Sanità del Consiglio regionale il commissario straordinario dell'Ats Massimo Temussi la Sardegna è sopra la media nazionale sul fronte della campagna vaccinale e si conta di arrivare all'immunità di gregge entro 25 giorni. Temussi ha però ha ammesso il ritardo con l'immunizzazione dei cittadini tra i 40 e 49 anni, una fascia in cui sono stati registrati diversi decessi per Covid 19 pur in assenza di particolari patologie pregresse. Il commissario ha anche sottolineato la necessità di insistere sulla somministrazione dei vaccini, anche con iniziative come quelle di ieri notte che hanno portato a mille inoculazioni in quattro ore. 

I parametri per la zona gialla

Con le ultime misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, l'esecutivo ha elaborato nuovi criteri per definire i colori delle regioni. L'incidenza dei contagi resta in vigore, ma non è più il criterio principale per la scelta delle colorazioni (bianca, gialla, arancione, rossa) che fanno scattare le restrizioni. Dall'entrata in vigore del decreto (venerdì 6 agosto 2021), i due parametri principali sono: il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19; il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19.

Le regioni restano in zona bianca se: l'incidenza settimanale dei contagi è inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive; qualora si verifichi un'incidenza superiore a 50 casi per 100.000 abitanti, la regione resta in zona bianca se si verifica una delle due condizioni successive: il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19 è uguale o inferiore al 15 per cento oppure il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19 è uguale o inferiore al 10 per cento.

Da zona bianca a gialla: è necessario che si verifichino alcune condizioni perché una regione passi a misure maggiormente restrittive: l'incidenza settimanale dei contagi deve essere pari o superiore a 50 ogni 100.000 abitanti a condizione che il tasso di occupazione dei posti letto in area medica sia superiore al 15 per cento e il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19 sia superiore al 10 per cento; qualora si verifichi un'incidenza pari o superiore a 150 casi per 100.000 abitanti, la regione resta in zona gialla (e non slitta in arancione) se si verificano una delle due condizioni successive: il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19 è uguale o inferiore al 30 per cento; oppure il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19 è uguale o inferiore al 20 per cento.

E la Lombardia?

Oggi sono 688 i nuovi positivi al Covid registrati in Lombardia nelle ultime 24 ore mentre i morti sono 6, facendo così salire a 33.923 il totale dei decessi dall'inizio della pandemia.  A fronte di 50.244 tamponi effettuati, il rapporto tamponi/positivi si attesta all'1,3%. Salgono i ricoveri in terapia intensiva: 46 (+1) mentre i pazienti ricoverati non in terapia intensiva sono 359 (+6). Le province più colpite restano Milano (238, 103 in città) e Brescia (83). Como, che fino a ieri registrava 23 positivi, supera i 30 di Bergamo con un totale di 45.

Zona gialla: cosa cambia rispetto al bianco

Mascherine obbligatorie anche all'aperto e un limite di quattro commensali al tavolo del ristorante. E' quanto cambia nella sostanza per i territori. Regole diverse e meno stringenti rispetto a quanto gli italiani erano abituati a fare nei mesi scorsi. E che tengono conto anche del green pass in possesso dei vaccinati. Con il nuovo profilo di rischio giallo, le misure prevedono che ci si possa spostare tra le regioni (anche senza il green pass) ed è possibile raggiungere le seconde case fuori regione al di là del colore del territorio di provenienza e di quello di arrivo. Non ci sono più limiti orari alla circolazione, dunque nessun coprifuoco, che è stato eliminato lo scorso 21 giugno e che ha segnato duramente i mesi di lockdown. Le mascherine, che in zona bianca sono già obbligatorie nei locali al chiuso, in gialla devono tassativamente essere indossate anche all'aperto.

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