Sicilia verso la zona gialla
Sicilia verso la zona gialla

Oggi è il giorno del monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità, che definisce i passaggi di fascia. Da lunedì 30 agosto l'Italia non sarà più - come nei due mesi precedenti - tutta bianca. La Sicilia infatti è retrocessa in gialla, mentre si salva la Sardegna. La Sicilia è quindi la prima regione italiana a cambiare colore: "Ho appena firmato una nuova ordinanza che porta la Sicilia in zona gialla. È la conferma che il virus non è ancora sconfitto e che la priorità è continuare ad investire sulla campagna di vaccinazione e sui comportamenti prudenti e corretti di ciascuno di noi", l'annuncio del ministro della Salute, Roberto Speranza. 

Il monitoraggio Iss

Scende, seppur di poco, l'indice di trasmissibilità secondo il monitoraggio settimanale Iss-Ministero Salute dell'andamento dell'epidemia Covid in Italia: il valore Rt passa da 1.1 della scorsa settimana a 1.01 di quest'ultima. L'ulteriore ribasso conferma una tendenza in atto già da alcune settimane. Lieve aumento, secondo quanto si apprende, invece per l'incidenza nazionale con 77 casi ogni 100mila abitanti per il periodo 20-26 agosto, rispetto ai 74 casi di 7 giorni prima. Stando al monitoraggio sono 10 Regioni e le province autonome che risultano classificate a rischio moderato, e la Sicilia, che dovrebbe diventare gialla da lunedì, è classificata a rischio moderato ma con "un'alta progressione di escalation nei prossimo 30 giorni". Le restanti 11 Regioni risultano classificate a rischio basso. Oltre la Sicilia che ha superato le soglie per i ricoveri (19.4%) e le intensive (12.1%), il rischio moderato riguarda Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Piemonte, Trento, Puglia, e Valle d'Aosta. 

Occhi puntati sul monitoraggio del 27 agosto

Sicilia: un giallo annunciato

Secondo i nuovi parametri, il passaggio della Sicilia in zona gialla era scontato.  Anche gli indicatori decisionali confermano questo quadro: l'incidenza a 7 giorni, più aggiornata perché relativa al periodo 20-26 agosto, è a quota 200,7 per 100mila abitanti, la più alta in Italia in questo momento. E poi c'è la situazione degli ospedali: per la percentuale di occupazione dei posti letto di area medica da parte di pazienti Covid viene considerato il dato al 24 agosto, che è 19,4% (sopra dunque la soglia del 15% che decreterebbe il passaggio in giallo). La percentuale di occupazione dei posti letto di terapia intensiva da pazienti Covid è al 12,1% (sempre dato al 24 agosto), anche in questo caso sopra la soglia critica del 10%. Nella bozza del monitoraggio Iss-ministero Salute viene analizzata la "probabilità di una escalation nei prossimi 30 giorni", cioè quanto è probabile che la regione superi le soglie di occupazione dei posti letto negli ospedali. E questa probabilità viene data (secondo proiezioni al 24 settembre) sopra il 50% per i ricoveri in area medica (in riferimento alla probabilità raggiungere un'occupazione delle aree mediche del 40%), e dal 5 al 50% per le terapie intensive (in relazione alla probabilità di raggiungere quota 30%). 

"La Sicilia va in giallo? Purtroppo è inevitabile visti i bassi dati delle vaccinazioni e l'evoluzione dei contagi. Un anno fa, nella stessa data, il Paese aveva un migliaio di contagiati, ora siamo a settemila. Avevamo una sessantina di persone in terapia intensiva oggi oltre 500" ha detto ieri Francesco Boccia, deputato Pd e responsabile Enti locali della Segreteria nazionale, a Marina di Ragusa nel dibattito alla Festa regionale del Pd Sicilia. "Oggi ci sono i vaccini che non c'erano un anno fa. Cosa dobbiamo aspettare per evitare il disastro dell'autunno? Purtroppo i dati bassi delle vaccinazioni in Sicilia sono parte del problema al quale si aggiunge lo scarso rispetto del distanziamento un po' ovunque nel Paese", ha aggiunto Boccia. 

Covid, report Gimbe: "Aumentano contagi e decessi. Più ricoveri tra i non vaccinati"

elaborazione dati monitoraggio Gimbe

Appena sette giorni fa la Sicilia contava un'occupazione dei posti letto di terapia intensiva al 9,2%, appena 0,8% sotto la soglia di sicurezza. Un dato che in meno di sette giorni è passato da 77 posti occupati a 102. A questi dati si aggiungono quelli sulle ospedalizzazioni ordinarie, dove la soglia è il 15% ed era già stata superata la scorsa settimana. Le ragioni di questo boom di contagio sono diverse. Il tutto in un periodo che vede in regione un alto numero di turisti che ha proiettato la Sicilia ai vertici delle mete estive. Il governo regionale siciliano, guidato da Nello Musumeci ha cercato di correre ai ripari, con l'istituzione di diverse zone rosse nel territorio. Accorgimenti che però non hanno sortito l'effetto contenitivo sperato. Da dopodomani (sabato) - a prescindere dalla decisione del passaggio in giallo dell'intera Sicilia - sono quattro i comuni che passano in "zona arancione" come previsto dall'ordinanza del presidente della regione, Nello Musumeci. Il provvedimento, valido fino a lunedì sei settembre riguarda i comuni di: Barrafranca (in provincia di Enna), Niscemi (Caltanissetta), Comiso e Vittoria (Ragusa).

Zona gialla: cosa cambia rispetto al bianco

Mascherine obbligatorie anche all'aperto e un limite di quattro commensali al tavolo del ristorante. E' quanto cambia nella sostanza per i territori. Regole diverse e meno stringenti rispetto a quanto gli italiani erano abituati a fare nei mesi scorsi. E che tengono conto anche del green pass in possesso dei vaccinati. Con il nuovo profilo di rischio giallo, le misure prevedono che ci si possa spostare tra le regioni (anche senza il green pass) ed è possibile raggiungere le seconde case fuori regione al di là del colore del territorio di provenienza e di quello di arrivo. Non ci sono più limiti orari alla circolazione, dunque nessun coprifuoco, che è stato eliminato lo scorso 21 giugno e che ha segnato duramente i mesi di lockdown. Le mascherine, che in zona bianca sono già obbligatorie nei locali al chiuso, in gialla devono tassativamente essere indossate anche all'aperto.

E la Lombardia?

La Lombardia resterà certamente bianca anche per la prossima settimana. Ieri a fronte di 38.173 tamponi effettuati in Lombardia, erano 758 i nuovi positivi (1,9%), sei invece i morti nelle ultime 24 che portano il totale delle vittime da inizio pandemia a 33.898. Diminuiscono i ricoverati nelle terapie intensive: sono 42, uno in meno rispetto a mercoledì; stessa flessione per i ricoverati non in terapia intensiva che risultano 339 (-1). I nuovi casi per provincia: Milano 236 di cui 81 a Milano città; Bergamo 41; Brescia 122; Como 42; Cremona 21; Lecco 28; Lodi 18; Mantova 26; Monza e Brianza 54; Pavia 43; Sondrio 15 e Varese 80.

Vaccinazioni regione per regioni

Intanto prosegue la campagna vaccinale anti-Covid. Sono 76.332.708 le dosi di vaccino contro il Covid somministrate in Italia, l'88.6% di quelle consegnate al nostro Paese, pari a 86.125.019 dosi. A livello regionale la Lombardia è la regione più virtuosa, facendo registrare il 91,5% del rapporto tra dosi somministrate e dosi consegnate. Seguono il Molise (91,1%) e la Toscana(90,6%). In coda alla 'classifica' troviamo la Provincia Autonoma di Bolzano (81,4%), la Calabria (84,1%) e la Campania (85,2%). Le somministrazioni sono state effettuate nei 2.830 principali punti di tutta Italia. Le persone che hanno completato il ciclo vaccinale sono 36.949.522, il 68,41% della popolazione over 12.