Milano - L'Italia si colora di bianco. Da lunedì 21 giugno, altre sette tra Regioni e Province autonome dovrebbero raggiungere un’incidenza inferiore ai 50 contagi per la terza settimana consecutiva e, quindi, passare alla fascia con minori restrizioni Covid. Si tratta di  Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Sicilia, Toscana e Provincia autonoma di Bolzano.  L’unica incognita sembra essere quella della Valle d’Aosta: la Regione ha chiesto al governo di poter anticipare di una settimana la promozione. Se il ministero della Salute Roberto Speranza dovesse concedere questa deroga potrebbe non dover aspettare il 28 giugno.

Italia, il calendario delle zone bianche

Intanto, oggi, il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 9-15 giugno 2021, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (11.440vs 15.288, pari a -25,2%) e decessi (411 vs 469, pari a -12,4%).In calo anche i casi attualmente positivi (105.906 vs 181.726,-75.820 casi, pari a -41,7%), le persone in isolamento domiciliare (102.069 vs 176.353, -74.284 casi, pari a -42,1%), i ricoveri con sintomi (3.333 vs 4.685, -1.352 casi, pari a -28,9%) e le terapie intensive (504 vs 688, -184 casi, pari a -26,7%)."Da 13 settimane consecutive - ha detto  Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - si registra una discesa dei nuovi casi settimanali. Se la costante riduzione del rapporto positivi/casi testati attesta una ridotta circolazione del virus,la progressiva diminuzione dell'attività di testing sottostima ilnumero dei nuovi casi e documenta la mancata ripresa deltracciamento dei contatti, fondamentale in questa fase della pandemia".

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I colori delle regioni oggi

Tutte le regioni che sono già in zona bianca mantengono l'incidenza sotto i 50 e quindi bianche resteranno. Ecco quali sono con i relativi dati: Abruzzo (12), Liguria (7), Umbria (13), Veneto (10), Molise (9), Friuli Venezia Giulia (13), Sardegna (9), Lombardia (17), Lazio (18), Emilia Romagna (17), Piemonte (15), Puglia (20) e provincia di Trento (14). In zona gialla, invece, si trovano ancora: Sicilia (31), Basilicata (31), Calabria (25), Toscana (23), Campania (20), Marche (13), Provincia di Bolzano (18). C'è anche la Val d'Aosta che per la seconda settimana consecutiva è sotto i 50: 17 il dato ad oggi. 

Zona bianca dal 21 giugno

Da lunedì 21 giugno altre sette regioni potrebbero passare alla zona bianca. La decisione verrà presa domani, in base ai dati del monitoraggio dell'Istituto Superiore della Sanità. Ma vediamo nel dettaglio di quli zone si tratta.

BASILICATA - La Basilicata ha fatto registrare nelle scorse settimane 35 e 39 casi settimanali e nonostante la risalita non dovrebbe superare i 50. 

CALABRIA - In calo anche i numeri della Calabria (43 e 36)

CAMPANIA - Trend in discesa in Campania (43 e 31). "Non voglio commentare la zona bianca, gialla, lasciamo perdere perché mi fa male il fegato", ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nel corso di un intervento trasmesso sulla sua pagina Facebook,  "abbiamo avuto il livello più basso di positivi, 199, e se Dio vuole continueremo a scendere".

MARCHE - Numeri in calo nelle Marche (34 e 28), anche se c'è qualche timore per la variante brasiliana che affianca quella inglese ormai diventata da mesi prevalente in questa regione. 

TOSCANA -  Stessa situazione inToscana (39 e 28). Nei giorni scorsi il presidente Eugenio Giani ha detto che i dati attuali sono “abbondantemente dentro quelli che sono i parametri della zona bianca. La caratteristica di zona bianca ce l'abbiamo ormai dal 30 maggio

SICILIALa zona bianca è scenario quasi certo anche per la Sicilia, anche se il governatore Nello Musumeci ha avvertito: "In Sicilia c'è una forma di irresponsabilità e non prudenza, ma è isolata, per questo io intervengo subito con la zona rossa per isolare l’eventuale focolaio. Nelle località turistiche il contagio si è abbassato, ma questi sono campanelli d’allarme che servono a richiamare i giovani alla prudenza anche in estate. La battaglia contro il Coronavirus non si vince con il colore giallo o bianco - ha concluso il governatore - ma quando l’ultimo siciliano sarà vaccinato". L'ultima ordinanza di Musumeci riguarda Santa Caterina Villarmosa, in provincia di Caltasinetta, zona rossa per altri dieci giorni.

PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - Anche a Bolzano l’incidenza delle scorse settimane è ben al di sotto dei 50 (41 e 31). L'evoluzione della pandemia in Alto Adige, ha detto il presidente della provincia di Bolzano Arno Kompatscher, "è confortante. Andiamo verso la zona bianca, ma preoccupa la diffusione della variante Delta", ha precisato. "I dati settimanali dei contagi e quelli dei ricoveri restano bassi e questo ci porterà dal prossimo 21 giugno in zona bianca".

Valle d'Aosta, 21 o 28 giugno?

La Valle d'Aosta potrebbe diventare zona bianca, ma dal 28 giugno. Quindi, avrebbe ancora una settimana di attesa prima di passare ad un regime di minori restrizioni Covid. Ma il presidente della Regione, Erik Lavevaz, ha chiesto al Governo di anticipare la data. "I dati sull'evoluzione pandemica - ha detto in consiglio il governatore - hanno confermato un trend discendente che in questi ultimi giorni si è stabilizzato intorno a valori molto bassi. Il dato più rilevante, dopo 472 morti a causa dell'infezione da Covid-19, è l'assenza di vittime da due settimane a questa parte. La scorsa settimana siamo scesi per la prima volta da febbraio a meno di 50 casi rilevati ogni 100.000 abitanti. Anche per questo ho scritto al Presidente Draghi e al Ministro Speranza per chiedere che la Valle d'Aosta venga collocata in zona bianca già dal 21 giugno, anziché dal 28 come dovrebbe essere sulla base delle norme attuali. La richiesta si basa su due elementi principali: il primo è la disparità che si verrebbe a creare con i territori vicini nel momento della ripartenza turistica; il secondo è la considerazione del valore della popolazione fluttuante, con il flusso di turisti e di residenti temporanei che rende molto meno significativo il valore dell'incidenza". 

E la Lombardia?

La Lombardia è passata dalla zona gialla a quella bianca lunedì 14 giugno. Con 34.998 tamponi effettuati, ieri, sono risultati 256 i nuovi positivi con il tasso di positività in leggero aumento allo 0,7% (ieri 0,5%). Per la prima volta dal 17 ottobre scorso, però sono scesi sotto quota 100 i ricoverati in terapia intensiva (-8, ora sono 92) e sono calati  anche i posti letto occupati negli altri reparti (-56, 534). I decessi sono stati 5. "La situazione sta andando nella direzione giusta" ha commentato il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, anticipando i dati dei ricoveri. "Noi stiamo andando per la strada che ci è stata proposta dal governo e che abbiamo deciso di seguire". "Finora - ha aggiunto - sono stati infinitesimali i numeri dei lombardi che si sono sottratti alla vaccinazione". Secondo la vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti, sono "molto incoraggianti" gli esiti della sperimentazione dei test molecolari salivari per la diagnosi di positività al Covid partita in alcune scuole di tutte le province della Lombardia lo scorso mese di maggio. A fronte di 3.617 test effettuati, sono solamente due le positività riscontrate. "Questi test - ha detto Moratti - rappresentano un utile strumento di monitoraggio e screening la cui applicazione sarà estesa con la ripresa dell'attività scolastica a settembre".

Variante Delta, focolai in 7 regioni

In un mese l'incidenza della variante delta (ex indiana) del Covid è raddoppiata passando dall'1,8% al 3,4%. La mutazione del Coronavirus che ha fatto strage in India, che sta rallentando le riaperture in Inghilterra e che è caratterizzata da una maggiore contagiosità rappresenta in questo momento la maggior preoccupazione verso il ritorno alla normalità a cui si cerca di arrivare accelerando le campagne vaccinali. Le sequenze depositate dall'Italia nella banca dati Gisaid dal 15 maggio al 16 giugno risultano essere complessivamente 1.705 e di queste 58 corrispondono alla variante Delta (B.1.617.2). "Attualmente - osservano i ricercatori - la variante maggiormente rappresentata è la B.1.1.7 (variante Alfa)", alla quale corrispondono 1.351 delle sequenze totali depositate dall'Italia (circa il 79%). Delle 58 sequenze della variante Delta 28 arrivano dal Trentino-Alto Adige (48,3%), 17 dalla Puglia (29,3%), 3 dalla Campania (5.2%), 2 dal Veneto (3.4%) e 1 rispettivamente da Emilia-Romagna, Lombardia e Lazio (1.7%). Una valutazione analoga era stata fatta per il periodo compreso fra il 15 aprile e il 19 maggio, quando le sequenze erano complessivamente 2.674 e di queste le sequenze della variante Delta erano 47 (1,8%) contro le 2.328 della variante Alfa (87%). Sono raddoppiate nell'arco di un mese le infezioni provocate dalla variante Delta del virus SarsCoV2 e focolai sono presenti in almeno sette regioni: dal Trentino Alto Adige alla Puglia, fino alla Sardegna dove si sospetta che la variante Delta sia all'origine del focolaio di 22 persone partito dalla troupe della produzione Disney al lavoro nel Nord della regione per girare la Sirenetta e che ha fatto scattare il coprifuoco a Trinità d'Agultu. Fra questi anche il focolaio scoppiato in una palestra milanese.

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Le regole della zona bianca

BAR E RISTORANTI - In zona bianca - spiegano le Faq del governo - i bar, i ristoranti e le altre attività di ristorazione sono aperti ed è possibile consumare cibi e bevande al loro interno, senza limiti orari. Sono consentite senza restrizioni anche la vendita con asporto di cibi e bevande e la consegna a domicilio, che deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.  

SPOSTAMENTI - A chi si trova in zona bianca sono consentiti i seguenti spostamenti: senza limiti relativi agli orari o ai motivi dello spostamento, verso altre località della zona bianca; senza limiti di orario, verso tutto il territorio nazionale, se lo spostamento avviene per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute; verso località della zona gialla, senza doverne giustificare il motivo, nel rispetto delle specifiche restrizioni di orario previste per gli spostamenti in zona gialla e di quelle relative agli spostamenti verso le altre abitazioni private abitate; verso tutto il territorio nazionale, se la persona che si sposta è in possesso di una “certificazione verde COVID-19” valida, nel rispetto delle specifiche restrizioni di orario previste per gli spostamenti nella zona di destinazione. È sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione

VISITE AD AMICI E PARENTI A chi si trova in zona bianca è consentito andare a far visita a parenti o amici, restando all’interno della stessa zona, senza limiti di orario o nel numero di persone che si spostano. Le visite ad amici o parenti sono inoltre consentite, dalle ore 5.00 alle 24.00, a un massimo di 4 persone, che possono portare con sé i figli minorenni (o altri minori di 18 anni sui quali esercitino la responsabilità genitoriale) e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi verso tutte le località della zona gialla. Le visite ad amici o parenti nell’arco della stessa giornata in altre zone devono comunque concludersi facendo rientro ai propri residenza, domicilio o abitazione entro le ore 24.00. Restano valide, indipendentemente dalla località di destinazione, le norme di prevenzione del contagio relative all’utilizzo di mezzi di trasporto pubblici e privati.

SECONDE CASE  - È sempre possibile fare rientro presso la propria seconda casa, se situata in zona bianca o gialla. Inoltre dalle zone bianca e gialla si può fare rientro alla propria seconda casa situata in zona arancione o rossa, se si può dimostrare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi nello stesso immobile prima del 14 gennaio 2021 (data di entrata in vigore del decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2). Se il titolo è stato acquistato successivamente, sarà possibile raggiungerla, nelle zone arancione o rossa, se si è in possesso di una certificazione verde COVID-19. In ogni caso, l’immobile di destinazione deve essere disabitato e vi si possono spostare solo persone appartenenti allo stesso nucleo familiare convivente.

LA MASCHERINA -  Le mascherine devono essere obbligatoriamente indossate sia quando si è all’aperto, sia quando si è al chiuso in luoghi diversi dalla propria abitazione, fatta eccezione per i casi in cui è garantito l’isolamento continuativo da ogni persona non convivente. L’obbligo non è previsto per:bambini sotto i 6 anni di età; persone che, per la loro invalidità o patologia, non possono indossare la mascherina; operatori o persone che, per assistere una persona esente dall’obbligo, non possono a loro volta indossare la mascherina (per esempio: chi debba interloquire nella L.I.S. con persona non udente). Inoltre, non è obbligatorio indossare la mascherina, sia all’aperto che al chiuso: mentre si effettua l’attività sportiva; mentre si mangia o si beve, nei luoghi e negli orari in cui è consentito;  quando si sta da soli o esclusivamente con i propri conviventi. Per quanto riguarda lo svolgimento dell’attività lavorativa e delle attività scolastiche, la mascherina è obbligatoria nelle situazioni previste dagli specifici protocolli di settore. È comunque fortemente raccomandato l'uso delle mascherine anche all'interno delle abitazioni private, in presenza di persone non conviventi.