L'infettivologo Massimo Galli (Dire)
L'infettivologo Massimo Galli (Dire)

Milano, 30 novembre 2020 - La Lombardia inizia la settimana in zona arancione, ma non è un "liberi tutti" come ha ribadito più volte il presidente della Regione Attilio Fontana. "State attenti - ha detto il governatore - non assembratevi troppo, tenete sempre la mascherina e lavatevi le mani. Non si devono diffondere errate convinzioni che sia finito tutto. Non abbiamo ancora superato il momento difficile. Finché il vaccino non sarà dato a tutti i cittadini, dobbiamo convivere con il virus".

Prudenza anche da Massimo Galli, direttore di Malattie infettive all'ospedale Sacco di Milano: "Il punto è che c'è ancora moltissimo virus che circola e appena ottenuto l'accenno di un risultato non si puo' pensare ad una situazione di 'liberi tutti', l'abbiamo gia' vissuta questa esperienza...", quindi "è evidente che se non si mantengono le precauzioni si vedranno le conseguenze che abbiamo già vissuto".  Quanto al cambio di colore scattato ieri nelle regioni che da rosse sono diventate arancioni, il passaggio da una fascia di rischio all'altro "non è un merito. Non è una gara", ha ammonito l'infettivologo ad Agorà su Rai3. Nel dibattito politico, ha osservato , "il punto sembra essere cambiare colore". Invece dovrebbe essere "tenere la situazione a lungo termine il più possibile al di fuori dal pericolo di una ripresa" dell'onda dei contagi. "Mi rendo perfettamente conto delle esigenze dell'economia e del commercio - ha precisato il medico - ma la salute della gente è un problema importante e la ripresa economica del Paese si misura anche sulla capacità di contenere e limitare i danni costantemente causati dall'epidemia". "Se dovessimo ricadere di nuovo a pieno titolo in una situazione come quella che abbiamo vissuto già per la seconda volta, e questo avvenisse come probabile prima che si possa intervenire con un vaccino efficace, credo che anche tutto quel che vien detto in termini di difesa dell'economia - ha fatto notare l'esperto - subirebbe dei danni".

Galli ha anche trattato l'argomento Natale: "Nessun incontro sarà sicuro dal pericolo Covid-19, se non si assumeranno tutti i tentativi di sicurezza che sono nel potere dei singoli". Avere "il massimo possibile della prudenza nei contatti, specie con le parti più anziane della famiglia", è la regola da seguire secondo l'infettivologo. "Io faccio anche il medico", quindi un mestiere a rischio, in virtù del quale però "ho sicuramente più disponibilità e facilità di altri nel sottopormi a un tampone rapido prima di andare dalle zie novantenni", ha spiegato l'esperto. "Ma faccio così: quando ci vado,ci vado tamponato". "Farò un Natale limitando con sofferenza i numeri" delle persone da incontrare, ha ribadito Galli, "e articolando le relazioni familiari in maniera tale da sentirsi molto e vedersi meno". Quanto al numero di commensali, "l'indicazione corretta sarebbe non più di 6, sicuramente non più di 10, ma sempre con le debite precauzioni. Ricordando che il ristorante o la festa in famiglia sono situazioni senza mascherina e
che queste situazioni, magari parlando forte o gridando, non sono certamente le più sicure".

Riguardo il vaccino anti Covid-19, Galli ha detto che dovrà "arrivare alla gente", dovrà essere portato "luogo per luogo, paese per paese, in tutta Italia". "Distinguerei due problemi", ha spiegato l'esperto. Da un lato c'è "l'acquisizione del vaccino attraverso
accordi internazionali che credo esistano" e si concretizzeranno "in tempi che non conosco esattamente", ma comunque "nel momento in cui effettivamente si confermasse tutto quello che deve essere confermato. Quindi il vaccino arriverà". Ma "il secondo aspetto del problema è farlo arrivare alla gente, vaccinare le persone, e lì mi sento più preoccupato - ha ammesso lo specialista - perché è un dato oggettivo che, se le cose andranno come stanno andando in tutta Italia per le vaccinazioni dell'adulto" e non solo, perché "non è che quelle del bambino siano sempre state garantite nel nostro Paese con precisione ed efficienza assolute", allora potrebbero esserci dei problemi. Per Galli bisogna riuscire "in tempi brevissimi" a "ribaltare la situazione e garantire un'organizzazione che possa portare il vaccino in tutto il Paese".