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1 feb 2021
1 feb 2021

Whatsapp e privacy: è guerra delle chat con le rivali Telegram e Signal

Nonostante il rinvio al 15 maggio delle novità sulla privacy, le concorrenti lanciano l'offensiva. E Telegram fa migrare le chat di Whatsapp

1 feb 2021
epa08967951 A photo illustration shows the logo of social media messaging application Whatsapp (C) on a mobile telephone screen, in Paris, France, 27 January 2021. The popular application (app) Whatsapp has faced backlash after announcing on 04 January a change to its privacy policy under which users widely interpreted that personal information would be shared with the app's parent company, Facebook. Although the policy change allegedly was only to affect interactions with business accounts, it prompted millions of users to migrate to rival messaging applications such as Signal (L) and Telegram (top).  EPA/IAN LANGSDON
Whatsapp e Signal
epa08967951 A photo illustration shows the logo of social media messaging application Whatsapp (C) on a mobile telephone screen, in Paris, France, 27 January 2021. The popular application (app) Whatsapp has faced backlash after announcing on 04 January a change to its privacy policy under which users widely interpreted that personal information would be shared with the app's parent company, Facebook. Although the policy change allegedly was only to affect interactions with business accounts, it prompted millions of users to migrate to rival messaging applications such as Signal (L) and Telegram (top).  EPA/IAN LANGSDON
Whatsapp e Signal

Milano, 1 febbraio 2021 - Nuovo capitolo nella guerra tra app di messaggistica istantanea, innescata involontariamente dalla regina di download Whatsapp (oltre 2 miliardi di utenti in tutto il mondo) che prima ha notificato la possibilità di condividere alcuni dati degli utenti con Facebook, a partire dall'8 febbraio 2021, poi, vista la fuga di iscritti verso le concorrenti Telegram e Signal, ha fatto slittare il termine al 15 maggio. L'azienda, fondata nel 2009 da Jan Koum e Brian Acton, e acquistata da Facebook nel 2014 per 19,3 miliardi di dollari, si è presa più tempo per comunicare in modo più chiaro il cambiamento, anche in vista dell'accettazione che gli utenti dovranno sottoscrivere per continuare a utilizzare il servizio.

Guerra tra i colossi delle chat

Ma il conflitto ormai è aperto e i rivali non sono decisi a mollare la presa. Basti pensare che nelle ultime settimane Telegram ha registrato una crescita di 25 milioni di utenti, fino all'ultimo affondo: la possibilità per gli iscritti di importare su Telegram le conversazioni presenti su WhatsApp. Un colpo non da poco, visto cin tanti erano restii a cambiare app per non perdere l'archivio delle chat. Guadagna posizioni anche Signal,software libero e open source finanziato da Brian Acton, transfugo di WhatsApp in disaccordo con le politiche di Zuckerberg, che avrebbe registrato circa 8 milioni di nuovi utenti. A dicembre Signal non era nemmeno nella top 1000 delle applicazioni più scaricate, mentre da settimane è nelle 30 più cliccate. 

Whatsapp, come cambia la privacy

Le novità principali con l'ingresso della nuova normativa sono due: "La versione aggiornata dei Termini e dell’Informativa sulla privacy fornisce ulteriori dettagli sul modo in cui trattiamo i dati dell’utente, compresa la nostra base giuridica per il trattamento e il nostro impegno in tema di privacy"; "Molte aziende si affidano a WhatsApp per comunicare con i propri clienti. Collaboriamo con le aziende che usano Facebook o con terzi per archiviare e gestire al meglio le comunicazioni fra aziende e utenti su WhatsApp". In particolare l’informativa privacy evidenzia quale informazioni di WhatsApp saranno condivise con Facebook: "Attualmente, WhatsApp condivide solo alcuni tipi di informazioni con le aziende di Facebook - si legge ancora nell'informativa -. Le informazioni che condividiamo con le altre aziende di Facebook includono le informazioni sulla registrazione dell’account (come il numero di telefono), i dati delle transazioni, informazioni relative ai servizi, informazioni su come interagisci con gli altri utenti (comprese le aziende) quando utilizzi i nostri Servizi, informazioni sul tuo dispositivo mobile e sul tuo indirizzo IP. Possono includere anche altre informazioni indicate nella sezione 'Informazioni raccolte' dell’Informativa sulla privacy o raccolte previa comunicazione o con il tuo consenso".

Telegram e privacy

Telegram, società a responsabilità limitata con sede a Dubai, è stata fondata dall’imprenditore russo Pavel Durov nel 2013. Considerata molto sicura, ha 500 milioni di utenti. E' più discreta di WhatsApp e raccoglie meno dati sull’utente: nome, numero di telefono, contatti, user ID e indirizzo IP. Le chat sono criptate, ma con lo standard MTProto che è meno sicuro di quello Signal, usanto anche da WhatsApp. Tra l’altro la crittografia va attivata dalle opzioni, non è attiva di default. 

Signal e privacy 

Signal, software libero e open source, è stato lanciato nel 2014. Ha 40 milioni di utenti a cui non chiede alcun dato, ad eccezione del numero di telefono, per questo è l’app preferita dagli amanti della privacy. I messaggi che si autodistruggono appena arrivati su WhatsApp, su Signal ci sono da tempo. 
 

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