Whatsapp e Signal
Whatsapp e Signal

Milano, 1 febbraio 2021 - Nuovo capitolo nella guerra tra app di messaggistica istantanea, innescata involontariamente dalla regina di download Whatsapp (oltre 2 miliardi di utenti in tutto il mondo) che prima ha notificato la possibilità di condividere alcuni dati degli utenti con Facebook, a partire dall'8 febbraio 2021, poi, vista la fuga di iscritti verso le concorrenti Telegram e Signal, ha fatto slittare il termine al 15 maggio. L'azienda, fondata nel 2009 da Jan Koum e Brian Acton, e acquistata da Facebook nel 2014 per 19,3 miliardi di dollari, si è presa più tempo per comunicare in modo più chiaro il cambiamento, anche in vista dell'accettazione che gli utenti dovranno sottoscrivere per continuare a utilizzare il servizio.

Guerra tra i colossi delle chat

Ma il conflitto ormai è aperto e i rivali non sono decisi a mollare la presa. Basti pensare che nelle ultime settimane Telegram ha registrato una crescita di 25 milioni di utenti, fino all'ultimo affondo: la possibilità per gli iscritti di importare su Telegram le conversazioni presenti su WhatsApp. Un colpo non da poco, visto cin tanti erano restii a cambiare app per non perdere l'archivio delle chat. Guadagna posizioni anche Signal,software libero e open source finanziato da Brian Acton, transfugo di WhatsApp in disaccordo con le politiche di Zuckerberg, che avrebbe registrato circa 8 milioni di nuovi utenti. A dicembre Signal non era nemmeno nella top 1000 delle applicazioni più scaricate, mentre da settimane è nelle 30 più cliccate. 

Whatsapp, come cambia la privacy

Le novità principali con l'ingresso della nuova normativa sono due: "La versione aggiornata dei Termini e dell’Informativa sulla privacy fornisce ulteriori dettagli sul modo in cui trattiamo i dati dell’utente, compresa la nostra base giuridica per il trattamento e il nostro impegno in tema di privacy"; "Molte aziende si affidano a WhatsApp per comunicare con i propri clienti. Collaboriamo con le aziende che usano Facebook o con terzi per archiviare e gestire al meglio le comunicazioni fra aziende e utenti su WhatsApp". In particolare l’informativa privacy evidenzia quale informazioni di WhatsApp saranno condivise con Facebook: "Attualmente, WhatsApp condivide solo alcuni tipi di informazioni con le aziende di Facebook - si legge ancora nell'informativa -. Le informazioni che condividiamo con le altre aziende di Facebook includono le informazioni sulla registrazione dell’account (come il numero di telefono), i dati delle transazioni, informazioni relative ai servizi, informazioni su come interagisci con gli altri utenti (comprese le aziende) quando utilizzi i nostri Servizi, informazioni sul tuo dispositivo mobile e sul tuo indirizzo IP. Possono includere anche altre informazioni indicate nella sezione 'Informazioni raccolte' dell’Informativa sulla privacy o raccolte previa comunicazione o con il tuo consenso".

Telegram e privacy

Telegram, società a responsabilità limitata con sede a Dubai, è stata fondata dall’imprenditore russo Pavel Durov nel 2013. Considerata molto sicura, ha 500 milioni di utenti. E' più discreta di WhatsApp e raccoglie meno dati sull’utente: nome, numero di telefono, contatti, user ID e indirizzo IP. Le chat sono criptate, ma con lo standard MTProto che è meno sicuro di quello Signal, usanto anche da WhatsApp. Tra l’altro la crittografia va attivata dalle opzioni, non è attiva di default. 

Signal e privacy 

Signal, software libero e open source, è stato lanciato nel 2014. Ha 40 milioni di utenti a cui non chiede alcun dato, ad eccezione del numero di telefono, per questo è l’app preferita dagli amanti della privacy. I messaggi che si autodistruggono appena arrivati su WhatsApp, su Signal ci sono da tempo.