Terapia intensiva neonatale
Terapia intensiva neonatale

Milano - Apnea, respiro affannoso, mancanza di appetito. Sono i campanelli d'allarme che i genitori non devono sottovalutare nei bambini piccoli e che necessitano di una immediata valutazione in ospedale. L'indicazione arriva dai medici della Società italiana di pediatria (Sip), che suggeriscono una guida con tutto quello che c'è da sapere sul virus respiratorio sinciziale. L'infezione, in anticipo rispetto agli anni precedenti, sta provocando in Italia il ricovero di bambini con polmoniti e bronchiolite acuta. A Padova sono sedici i piccoli ricoverati, di cui quattro intubati, al Policlinico Umberto I di Roma sono dieci i ricoverati, di cui due, di appena un mese di vita, in terapia intensiva. "Ma anche nelle altre regioni la situazione è analoga. Un'epidemia arrivata con due mesi di anticipo", spiega Fabio Midulla, presidente della Società italiana per le malattie respiratorie infantili.

Cos'è il virus respiratorio sinciziale

Cos'è il virus sincinziale

Il virus respiratorio sinciziale, o Vrs, è un patogeno respiratorio molto comune, capace di infettare l’apparato respiratorio di pazienti di qualunque età, ma principalmente colpisce i bambini nei primi anni di vita. Solitamente provoca il raffreddore (infezione delle vie aeree superiori), ma specialmente nei più piccoli l’infezione può raggiungere le vie aeree inferiori e i polmoni causando la bronchiolite acuta (un’infiammazione delle vie aeree inferiori) o la polmonite.

Quali sono i sintomi

I sintomi del virus sinciziale sono simili a quelli di altre infezioni respiratorie virali e sono rappresentati da rinorrea, tosse secca e stizzosa e febbre (nella maggior parte dei casi non elevata). Successivamente possono comparire i segni di una riduzione dell’alimentazione e poi difficoltà respiratoria, in genere dal terzo al quinto giorno di malattia. Nei lattanti con meno di 6 mesi, il primo sintomo può essere la breve interruzione della respirazione (apnea). Alcuni bambini, in genere i più piccoli, sviluppano distress respiratorio grave che può portare anche al decesso. Negli adulti sani e nei bambini più grandi la malattia è solitamente leggera e può manifestarsi come un comune raffreddore.

Chi rischia di andare incontro a una infezione grave

Il Vrs può provocare gravi manifestazioni respiratorie in alcuni soggetti ad alto rischio. Tra questi i bambini prematuri nati prima delle 29 settimane di gravidanza, oltre a lattanti e bambini di meno di 24 mesi con displasia broncopolmonare. Sono a rischio anche alcuni piccoli con cardiopatia congenita o altre malattie respiratorie croniche.

Cosa devono fare i genitori

La bronchiolite è una malattia dinamica e quindi è importante che i genitori siano informati sulla possibile evoluzione e peggioramento del quadro clinico e venga attuato uno stretto monitoraggio con il pediatra curante.

Quando andare in ospedale e quali segnali non vanno sottovalutati

I segnali di allarme da non sottovalutare e che devono condurre a una valutazione ospedaliera partono principalmente dalla riduzione dell’alimentazione: questo è il primo segno che il bambino sta peggiorando ed è spesso la principale causa di ricovero. Inoltre massima attenzione alla presenza di episodi di apnea (momenti di interruzione del respiro) e alla comparsa di difficoltà respiratoria, in particolare il bambino respira più velocemente ed è affannato, sono presenti rientramenti al torace e al giugulo (cioè è più marcata la fossetta tra il collo e lo sterno).

Come si trasmette

Il virus si diffonde facilmente da persona a persona. L’infezione si contrae attraverso le mucose di naso, bocca e occhi. Quando una persona infetta tossisce o starnutisce rilascia in aria particelle che contengono il virus. Queste particelle possono essere inalate, oppure si possono depositare sulla bocca, sul naso o sugli occhi. In particolare, l’infezione si contrae toccando con le mani le secrezioni nasali e quindi strofinandosi gli occhi o il naso.

Virus resistente

Il Vrs può sopravvivere per molte ore sulle superfici dure come tavoli, maniglie delle porte, giocattoli e culle.

Quanto è diffuso

E’ la più frequente causa di infezione delle vie respiratorie nei bambini al di sotto dei 2 anni e rappresenta la prima causa di ricovero ospedaliero sotto l’anno di età. In Italia il periodo epidemico intercorre tra ottobre e marzo, con un picco in gennaio- ebbraio.

Cosa fare per prevenire l'infezione

Ecco alcuni accorgimenti da mettere in pratica per ridurre il rischio di contrarre il virus. Accurato lavaggio delle mani prima di toccare o prendere in braccio il bambino; evitare di toccare occhi, naso o bocca; pulizia delle superfici che potrebbero essere contaminate, quali le maniglie delle porte, i giocattoli e i piani dei tavoli; se possibile stare a una distanza di almeno 1,5-2 metri da persone con starnutazione o tosse; infine evitare l’esposizione al fumo di tabacco, che aumenta il rischio di infezione.

Come si tratta la malattia

Al momento non esiste né un vaccino né un trattamento efficace. I sintomi del raffreddore possono essere alleviati con l’aspirazione delicata delle secrezioni. Nei bambini piccoli i farmaci per il raffreddore non dovrebbero essere somministrati perché possono causare effetti collaterali e possono non essere efficaci. Gli umidificatori ad aria calda dovrebbero essere evitati per il rischio di ustioni mentre quelli ad aria fredda sono spesso contaminati da muffe. E' fondamentale assicurarsi che il bambino assuma liquidi a sufficienza per evitare la disidratazione.