Roma, 3 maggio - Si avvicina l'estate e, complice la voglia di vacanze, si inizia a fare i conti con il risiko degli spostamenti. Non solo all'interno delle regioni italiane, ormai quasi tutte in zona gialla, ma anche all'estero. Possibile spostarsi, quel che è più difficile è districarsi nella babele di norme e limitazioni che cambiano a seconda della destinazione o della provenienza, complice la campagna vaccinale e l'incidenza delle varianti. In assenza di uno standard internazionale per un'eventuale 'green card' o pass vaccinale, non resta altro che scegliere la meta e fare i conti con una fitta giungla di normative differenti. 

 

Viaggi consentiti da e per l'Italia: l'elenco completo

La Farnesina indica cinque gruppi di Paesi verso cui si può viaggiare con maggiori o minori limitazioni in  base all'andamento epidemiologico. 

Gruppo A: nessuna limitazione - San Marino e lo Stato Città del Vaticano

Gruppo B: Stati e territori a basso rischio epidemiologico - Non è inserito alcun Paese

Gruppo C: Paesi al rientro dai quali non sono previste restrizioni - Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia, (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Israele.

Gruppo D: Paesi extra Ue a basso rischio epidemiologico - Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea (Sud), Ruanda, Singapore, Thailandia e ulteriori Stati e territori. 

Gruppo E: Paesi con restrizioni più severe - Comprende tutti gli altri Stati e territori, inclusi  Brasile, India, Bangladesh e Sri Lanka.

 

Le regole per partenze e arrivi

Germania e Portogallo non ammettono ingressi per turismo (in Germania è vietato il pernottamento). Ma proprio in Germania la fine delle misure restrittive anti-Covid per i vaccinati e per i guariti dovrebbe scattare già a partire dal prossimo weekend. Stando alla nuova norma, la copertura con la doppia dose di vaccino garantirebbe l'accesso a negozi, zoo e parrucchieri (in Germania ristoranti e hotel sono ancora chiusi) senza dover esibire alcun test. Inoltre il rientro dai viaggi all'estero non prevederebbe alcuna quarantena. In ogni caso, sono obbligatori i tamponi in partenza e ogni Paese si regola diversamente: la Germania accetta i test rapidi, la Spagna solo i molecolari. La Gran Bretagna prevede la quarantena, il Portogallo soltanto per chi arriva da alcuni Paesi. Per gli Usa è tuttora sospesa la possibilità di ingresso per i viaggiatori che, nei 14 giorni precedenti, siano stati in un Paese dell'Area Schengen (inclusa l'Italia), in Regno Unito, in Irlanda, in Brasile, in Sud Africa Cina o Iran. Sono previste alcune eccezioni al divieto di ingresso (cittadini statunitensi e residenti permanenti o loro familiari, titolari di visto diplomatico e altri). Le eccezioni interessano anche i titolari o i richiedenti determinate tipologie di visto e sono rimesse alla competenza dell'Ambasciata e dei consolati Usa in Italia. L'Australia è chiusa agli arrivi da qualsiasi parte del mondo fino al 17 giugno 2021. 

Tamponi e test richiesti Paese per Paese

Ecco i tamponi e test richiesti da ogni paese.Negli Stati Uniti occorre sottoporsi a test antigenico o molecolare, 72 ore prima del viaggio. In Gran Bretagna: molecolare, 72 ore prima del viaggio. In Germania: molecolare o rapido, 72 ore prima del viaggio. In Francia: molecolare, 72 ore prima del viaggio. In Spagna: molecolare, 72 ore prima del viaggio. In Portogallo: molecolare, 72 ore prima del viaggio. In Grecia: molecolare, 72 ore prima del viaggio (in inglese). Test a campione dopo l'arrivo. Svizzera: molecolare, 72 ore prima del viaggio. In Australia: molecolare, 72 ore prima del viaggio. In Brasile: molecolare, 72 ore prima del viaggio.

Quarantena: ecco dov'è prevista e per quanti giorni

In Australia è prevista una quarantena di 14 giorni in strutture indicate dallo Stato. In Germania il periodo di isolamento previsto è di 10 giorni (interrotta a quinto giorno se test molecolare negativo) per chi ravviva da Paesi a rischio 'normale' fra cui Italia. Dai Paesi a rischio alto cambiano le norme. Francia: quarantena di 7 giorni per provenienze extra Ue. Spagna: nessun obbligo di quarantena. Portogallo: 14 giorni per provenienze da Brasile, Sudafrica e Paesi in apposita lista (non Italia e area Schengen). Grecia: positivi al test dopo arrivo, 14 giorni. Svizzera: 10 giorni per provenienza da Paesi ad alto rischio. Australia: 14 giorni per i pochissimi viaggiatori ammessi. Sorvegliata da sanitari e polizia. Brasile: 14 giorni per i pochi ammessi ad arrivare nonostante la chiusura delle frontiere.

Paesi off limits e blocco dei voli

Australia, Brasile e India restano chiusi con pochissime eccezioni. Da domani, 4 maggio, gli Stati Uniti imporranno restrizioni sui voli provenienti dall'India "alla luce del numero straordinariamente elevato di casi di Covid-19 e delle molteplici varianti che circolano in India". Mentre già oggi 146 passeggeri atterrati all'aeroporto di Bergamo e provenienti dall'India sono stati sottoposti a tampone e quarantena: dovranno stare 10 giorni nei Covid hotel. Al momento non si può rientrare in Italia se negli ultimi 14 giorni si è stati in Brasile, India, Bangladesh e Sri Lanka. L'ordinanza italiana indica deroghe al divieto, a patto di sottoporsi a tampone prima della partenza e dopo l'arrivo e di un periodo di 14 giorni di quarantena che si conclude con un altro tampone. Da quei Paesi, però, il rientro è complicato dal blocco dei voli

Von der Leyen: "E' tempo di rilanciare il turismo"

"È tempo di rilanciare il turismo", ha detto la presidente della Commissione Ursula Von der Leyen. Dato l'impatto positivo delle immunizzazioni, l'esecutivo comunitario ha proposto di  permettere l'ingresso nell'Unione per motivi non essenziali non solo a chi proviene da Paesi con una buona situazione epidemiologica, ma anche a quanti hanno ricevuto l'ultimo shot di un vaccino autorizzato dall'Ema o dall'elenco dell'Oms (non sono inclusi il cinese Sinovac e il russo Sputnik). L'intento è arrivare ad un'adozione dell'iniziativa in Consiglio, a fine  maggio, mentre Eurocamera e Stati in questi giorni negoziano sul certificato vaccinale digitale Ue, previsto in vigore a fine giugno. In sostanza Bruxelles propone che le cancellerie dell'Unione revochino le restrizioni sui viaggi turistici per le persone vaccinate da almeno 14 giorni prima del loro arrivo. Le capitali potranno tuttavia richiedere un test negativo all'ingresso, ed eventualmente un periodo di quarantena. Ma Bruxelles immagina di dare il via libera anche al turismo, indipendentemente dallo stato di vaccinazione individuale, da quei Paesi con una buona situazione epidemiologica. Attualmente la lista del Consiglio ne contempla sette: Australia, Nuova Zelanda, Ruanda, Singapore, Corea del Sud, Thailandia e Cina. L'obiettivo è ampliare l'elenco con una revisione dello stesso ogni due settimane: candidati a potervi rientrare sono Israele, Usa e Regno Unito.

Londra e Grecia: prove di ritorno alla normalità

Intanto anche Londra avanza nell'allentamento delle restrizioni anti contagio: dal 17 maggio è stato revocato ogni limite sulle presenze ai funerali e si è passati da un limite di 15 a 50 invitati per i matrimoni. E dal 21 giugno anche le cerimonie per le nozze saranno esentate da ogni tetto, mentre in settimana è prevista la pubblicazione di una lista verde di Paesi a minor rischio d'infezione e varianti, verso i quali sarà possibile viaggiare liberamente. E in Grecia, dopo sei mesi di chiusura, oggi riaprono bar e ristoranti ma con una serie di restrizioni: tavoli all'aperto per un massimo di sei persone e nel rispetto delle misure di distanziamento sociale.