Come si sta muovendo l'epidemia da coronavirus in Lombardia? E quanto incide la Variante Delta sulla crescita dei contagi? E quali sono le province in cui la curva si alza con maggiore rapidità? Innanzitutto partiamo con il dire che l'epidemia sta vivendo una recrudescenza anche nella nostra regione. La situazione, sul fronte ospedaliero, è fortunatamente ancora sotto controllo, per merito della diffusione dei vaccini, ma gli indicatori segnalano che la guardia va tenuta alta.

La responsabilità nella ripresa dei contagi va ascritta al diffondersi della variante Delta anche nella nostra regione. Più rapida e più contagiosa, starebbe soppiantando la variante Alpha (la cosiddetta "inglese") nella mappa del virus lombardo. Gli ultimi dati riguardo la genotipizzazione (l'operazione che permette di identificare il 'dna' della variante nella persona contagiata) dicono che a giugno la variante predominante in Lombardia era ancora la Alpha, al 64% contro l'11% della Delta su 1.979 genotipizzazioni eseguite in un mese. Ebbene nei primi sette giorni di luglio - questi gli ultimi dati disponibili - la proporzione si è rovesciata. Su 603 genotipizzazioni completate la Delta era presente nel 45% dei casi contro la Alpha al 24%. 

Il quadro generale

Per analizzare la situazione ci viene in aiuto il lavoro portato avanti da Giacomo Buonanno, professore ordinario all'università Liuc di Castellanza, insieme a Samuele Astuti, docente presso lo stesso ateneo e consigliere regionale del Pd. I due stanno studiando evoluzioni e numeri della pandemia praticamente dalla sua "esplosione" in Italia che ebbe proprio la Lombardia come epicentro.

Secondo le loro rilevazioni nell'ultima settimana, quella da mercoledì 14 luglio a mercoledì 21 luglio, il numero dei casi positivi è stato pari a 2.766, con un aumento del 67% rispetto alla settimana precedente (erano 1.656 ) e circa il 233% in più di quella precedente (erano 830). Il numero dei decessi (11) resta invariato rispetto alla scorsa settimana e a quella precedente mentre diminuisce del 42% rispetto a tre settimane fa quando erano 19, anche se va a fatto notare che questo dato è soggetto a variazioni dovute probabilmente ad aggiornamenti e comunicazioni "differite". 

Per quanto riguarda gli ospedali la situazione è al momento sotto controllo. In un quadro di numeri assoluti ancora piuttosto bassi (132 ricoverati nei reparti ordinari, 28 in terapia intensiva) diminuiscono i ricoverati in terapia intensiva (4 in meno rispetto a settimana scorsa) mentre
aumentano i ricoveri non in terapia intensiva (sono 9 in più rispetto alla scorsa settimana).

La situazione nelle province

Il quadro delle province presenta un panorama abbastanza composito, seppure con un certo appiattimento delle differenze rispetto alla scorsa settimana. Andiamo ad analizzare, sempre sulla scorta dei dati raccolti da Buonanno e Astuti, la situazione sul fronte dell'incidenza, ovvero quanti contagiati ci sono ogni 100mila abitanti, fino a oggi il dato su cui si fondava la possibilità del passaggio da una zona di un colore all'altro (per esempio un territorio che superi la soglia dei 50 contagiati ogni 100mila abitanti rischia di finire in zona gialla dalla zona bianca). 

La provincia con l'incidenza più alta si registra nella provincia di Lodi, con 36 casi positivi ogni 100mila abitanti, in calo rispetto ai 56 della scorsa settimana. Seguono Mantova e Varese a 35, valore praticamente raddoppiato rispetto ai precedenti sette giorni. A poca distanza Cremona e Milano, entrambe a 33, con il capoluogo in decisa crescita rispetto ai 18 della settimana scorsa. Poi ci sono Monza (25) e Como (22). Restano sotto quota 20 - ma in tutte la situazione sta peggiorando - Pavia 16, Brescia 15, Lecco 11, Bergamo e Sondrio a 10.

La media lombarda, quindi, è di 27 casi ogni 100mila abitanti. Netto il trend di crescita rispetto alle ultime tre settimane: l'incidenza era ferma a 8 nelle settimane del 30 giugno e 7 luglio, era salita a 16 il 14 luglio. Ora un nuovo aumento.

Osservando l’andamento delle ultime quattro settimane, dicono Buonanno e Astuti, le province lombarde si possono dividere nei seguenti gruppi: Como, Lecco e Pavia registrano un aumento superiore al 300%, Cremona, Mantova, Milano, Monza, Sondrio e Varese registrano un aumento compreso tra il 200 e il 300%, Brescia e Bergamo registrano un aumento compreso tra il 100 e il 200%; Lodi registra un aumento dell’87%.