A young man enters a Covid-19 vaccination centre in London, Britain, 01 June 2021. The UK government is pushing ahead with its vaccination program in its fight against the Delta variant that continues to spread across England. The UK government plans to lift lockdown restrictions completely 21 June. ANSA/ANDY RAIN
A young man enters a Covid-19 vaccination centre in London, Britain, 01 June 2021. The UK government is pushing ahead with its vaccination program in its fight against the Delta variant that continues to spread across England. The UK government plans to lift lockdown restrictions completely 21 June. ANSA/ANDY RAIN

Si è sviluppata in India, è diventata dominante in Gran Bretagna e ora preoccupa tutto il mondo. Ma cos'è esattamente la variante Delta, la mutazione del Sars-Cov2 che rischia di riportare la pandemia a livelli di allarme?

Come spiega il sito del ministero della Salute, la variante VUI-21APR-01 - nota anche come B.1.617 - include una serie di mutazioni tra cui E484Q, L452R e P681R, la cui contemporanea presenza desta ragionevole preoccupazione per la potenziale maggiore trasmissibilità e il possibile rischio di reinfezione. Sono state inoltre riscontrate anche varianti appartenenti al ceppo indiano, quindi geneticamente correlate, ma sprovviste della mutazione E484Q. Ad oggi - dice sempre il Ministero - non ci sono prove che queste varianti causino malattie più gravi o rendano i  vaccini attualmente impiegati meno efficaci. Sono in corso approfondimenti di ricerca, in collaborazione con i partner internazionali, per capire meglio l'impatto delle mutazioni sul comportamento del virus e per garantire che vengano presi tutti gli interventi di salute pubblica appropriati.

Tra questi studi in corso, particolare attenzione ha richiamato quello del Francis Crick Institute di Londra, pubblicato sulla rivista Lancet, secondo cui con la variante Delta  ci sarebbe una quantità di anticorpi neutralizzanti prodotti dalle 5 alle 8 volte inferiore rispetto a quelli contro la forma originale di Sars-Cov2. Inoltre la variante Delta, secondo gli studi finora disponibili, avrebbe una contagiosità tra il 40 e il 60% maggiore rispetto al ceppo inglese (ribattezzato Alfa), di per sé già più aggressivo del 50% rispetto alla forma originale di Covid-19. A preoccupare sarebbe soprattutto al presenza congiunta delle mutazioni E484Q e L452R, finora mai rilevate insieme. In particolare, la prima mutazione sarebbe la responsabile della maggiore trasmissibilità del virus mentre la seconda potrebbe permettergli di aggirare le difese del vaccino.

In Italia la variante Delta è al momento molto contentuta, rappresenta meno dell'1% dei casi totali di Covid-19, ma ha ovviamente destato preoccupazione la notizia di un uomo contagiato a Milano nonostante avesse già completato il ciclo vaccnale con due dosi