L'area della valanga che ha travolto due sciatori
L'area della valanga che ha travolto due sciatori

Aosta, 7 dicembre 2021 - Non ce l'ha fatta il ragazzo di 25 anni travolto da una valanga nella zona del Piccolo san Bernardo, sopra La Thuile. Una volta estratto dalla slavina (era sepolto sotto circa 80 centimetri di neve), è stato trasportato a valle in elicottero ad Aosta. Il 25enne lombardo è giunto verso le 14 in pronto soccorso, in condizioni disperate a causa di un politrauma: i medici hanno tentato a lungo di rianimarlo. Ma purtoppo il giovane, originario di Milano, non ce l'ha fatta. 

La vittima

La vittima della valanga sopra La Thuile è Lorenzo Bonafè, classe 1996, di Milano. Era un appassionato di sci, in particolare di fuoripista, come dimostrano le numerose foto sul suo profilo facebook. I genitori del ragazzo sono arrivati verso le 18 all'ospedale Parini di Aosta. 

La ricostruzione

Secondo quanto riferito la valanga si è staccata poco dopo le 13 nella zona del Piccolo San Bernardo, sopra La Thuile, travolgendo due sciatori. Oltre al Soccorso alpino valdostano, sul posto sono intervenuti anche la Guardia di Finanza e i pisteurs della società che gestisce gli impianti di risalita. L'altro sciatore coinvolto - stando a quanto emerso - è riuscito a uscire autonomamente dalla massa nevosa e non sembra aver riportato conseguenze gravi. A dare l'allarme è stato un terzo scialpinista.

Coinvolti

È bastato un istante per trasformare una fantastica giornata di sci in una tragedia. In pochi secondi una massa di neve si è staccata dalla montagna ed è piombata su due giovani sciatori nei pressi del Piccolo San Bernardo, sopra La Thuile. Uno di loro, Lorenzo Bonafè, di 25 anni, residente a Milano, è morto a causa dei gravi traumi provocati dalla valanga. Un compagno di discesa è rimasto semisepolto ed è riuscito miracolosamente a tirarsi fuori da solo dalla neve. Un terzo ha assistito alla scena ed ha dato l'allarme.

Fuoripista

L'incidente è avvenuto alle 13.10 a 2.200 metri di quota, nella zona della Forclaz. Secondo la prima ricostruzione del Soccorso alpino valdostano, i tre, dopo essere saliti in quota con gli impianti di Chaz Dura, stavano scendendo fuoripista in uno stretto canalone: all'improvviso una parte del pendio, instabile per la neve 'ventata' che si è accumulata nelle ultime ore, ha iniziato a scivolare verso valle, trovando sulla sua strada i due giovani sciatori.

La slavina

La slavina è finita su una pista che attualmente è chiusa. Sul posto è intervenuto l'elicottero. I tecnici del Soccorso alpino valdostano, con l'ausilio di un cane da valanga, hanno circoscritto l'area e iniziato le ricerche con le sonde. Il ritrovamento di un bastoncino e di altra attrezzatura da sci ha portato i soccorritori nel punto dove Lorenzo Bonafè era sepolto.

Lo hanno trovato e recuperato sotto circa 80 centimetri di neve. Immediato il trasferimento all'ospedale Parini di Aosta dove è arrivato in condizioni «molto gravi». I medici del pronto soccorso lo hanno intubato e hanno cercato di rianimarlo per oltre un'ora, ma invano. Poco dopo le 17 è stato dichiarato il decesso. Le indagini sono affidate alla polizia. Alle operazioni hanno partecipato anche i 'pisteurs' delle Funivie del Piccolo San Bernardo. In Valle d'Aosta si tratta del secondo incidente mortale provocato da valanga in pochi giorni, nonostante lo scarso innevamento.

Montagna killer

Una settimana fa a perdere la vita è stato un addetto al soccorso sulle piste di sci della Cervino spa, Leandro Pession, di 58 anni, travolto da una slavina. L'incidente si è verificato a Valtournenche, nei pressi della sciovia Grand Sommettaz, a oltre 3.000 metri di quota, mentre la vittima stava svolgendo dei controlli sulle piste. Restando nell'ambito degli incidenti di montagna, è stato trovato morto sul Monte Gorzano, nel territorio del comune di Amatrice (Rieti), Antonello Spanu, di 57 anni, l'escursionista originario di Ceccano (Frosinone) che risultava disperso da sabato scorso: era stato lui stesso a lanciare l'allarme telefonicamente, avvisando di aver perso l'orientamento a causa di un improvviso peggioramento delle condizioni meteorologiche. Il corpo era in un dirupo, a circa 2.000 metri di quota. «Il ritrovamento - spiega il Soccorso Alpino del Lazio - è stato agevolato da alcuni oggetti personali che risultavano visibili sopra il manto nevoso e dalle condizioni meteorologiche favorevoli al volo dei mezzi aerei».