Caponago (Monza e Brianza) - Il vaccino russo Sputnik V contro il Covid-19 sarà prodotto anche in Italia, per la precisione a Caponago, in provincia di Monza e Brianza. Ed è stata ufficializzata la sua sperimentazione a Roma. «Oggi - spiega il capo del Fondo russo per gli investimenti diretto (Rdif) Kirill Dmitriev - è già prodotto in Bielorussia e in Kazakistan e molto presto inizierà la produzione in Serbia e in Iran. In questo modo collaboriamo con vari Paesi e aziende. Ci aspettiamo inoltre che la produzione del vaccino inizi nello stabilimento italiano della Adienne Pharma and Biotech entro alcuni mesi». Secondo i piani, entro luglio.

Intanto questa mattina all’Istituto Spallanzani e’ stato sottoscritto un memorandum tra l’Istituto, la Regione Lazio e l’Istituto Gamaleya di Mosca per la cooperazione in ambito scientifico sul vaccino Sputnik V. Saranno due le direttrici dello studio sullo Sputnik V non appena ci sara’ l’ok di AIFA: da una parte si approfondira’ l’efficacia del vaccino russo sulle varianti; dall’altra verra’ avviata una sperimentazione su 600 volontari che hanno gia’ avuto la prima dose di vaccino con Astrazeneca ai quali verra’ somministrata la seconda dose di altri vaccini, ovvero Pfizer, Moderna e Sputnik. Gli scienziati russi che hanno sviluppato il vaccino anti-Covid19 Sputnik V saranno a Roma, all’INMI Spallanzani, per l’avvio della collaborazione sulla sperimentazione dell’efficacia del prodotto rispetto alle varianti.

“Sono contenta dell’avvio della sperimentazione in Italia” sul vaccino russo Sputnik V. “I numeri dei vaccinati, ancora scarsi, non possono che richiedere l’arrivo di più vaccini possibili” nel nostro Paese. “La condizione necessaria è però che siano autorizzati dall’Agenzia europea del farmaco Ema”.  Ad affermarlo è Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano, dopo la collaborazione ufficializzata oggi tra l’Inmi Spallanzani di Roma, l’Istituto Gamaleya di Mosca e il Fondo sovrano russo d’investimento.

Sulla questione interviene anche il virologo Massimo Clementi. “Secondo me è un bene che si testi il vaccino anti-Covid russo Sputnik”, come sta avvenendo in Italia, allo Spallanzani di Roma, dove oggi è stata ufficializzata la collaborazione per studiarne l’efficacia contro le varianti e inserire il prodotto-scudo anche in una sperimentazione della seconda dose con siero differente per chi ha ricevuto come prima AstraZeneca. “Nell’attuale fase di relativa carenza di dosi, tutte le opportunità devono essere perseguite certamente raccogliendo le opportune conoscenze dal punto di vista medico”. E’ la visione del  direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’ospedale San Raffaele di Milano.

Cosa pensare del vaccino Sputnik, attualmente sotto revisione continua da parte dell’agenzia europea del farmaco Ema, pronta a ispezionarne i siti di produzione, e utilizzato a un passo da noi a San Marino dove in questi giorni cominciano le riaperture? Clementi ne è convinto: “Da un lato sembra efficace, e gli studi valutativi davano risultati eccellenti - conclude Clementi - Penso inoltre che l’Ema andrà a verificare bene se ci sono garanzie sulla produzione e va bene che faccia verifiche sotto quell’aspetto”.

Su Sputnik si pronuncia anche la ministra degli Affari regionali, Mariastella Gelmini:  “Il nostro compito e’ intensificare l’interlocuzione con l’Europa e pretendere il rispetto dei contratti che non sono stati siglati nel migliori dei modi. Su Sputnik siamo in attesa pronunciamento dell’Ema che non sta arrivando perche’ le pratiche non sono ancora state completate. In questa fase e’ importante chiedere il rispetto dei contratti europei poi se si potra’ accedere al mercato per altre dosi si fara’, ma non vanificando cio’ che l’Unione europea ci ha garantito”.