Mercoledì 24 novembre il governo ha approvato il nuovo decreto sulla stretta alle misure anti Covid: la principale novità riguarda il via libera al Super Green Pass dal 6 dicembre al 15 gennaio già in zona bianca, ma non è l'unica. Nel provvedimento si parla anche di vaccinazione obbligatoria per alcune categorie dal 15 dicembre. Vediamo di chi si tratta nel dettaglio.

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Vaccino obbligatorio, per chi?

Nel decreto è stata decisa l’estensione della vaccinazione obbligatoria al personale amministrativo del comparto sanità, ai docenti e al personale amministrativo della scuola, ai militari, alle forze di polizia e al soccorso pubblico. L'obbligo entrerà in vigore dal 15 dicembre. Inoltre è stata resa obbligatoria anche la dose booster per le professioni sanitarie. La vaccinazione obbligatoria non sarà più solo per il personale sanitario e delle Rsa, come previsto finora, ma anche "per il personale della scuola, del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico".

La bozza del decreto

Come si legge nella bozza del decreto diffusa al termine del Consiglio dei ministri: “Dal 15 dicembre 2021, l’obbligo vaccinale di cui all’articolo 3-ter, si applica anche alle seguenti categorie di personale: a) al personale scolastico del sistema nazionale di istruzione, delle scuole non paritarie, dei servizi educativi per l'infanzia di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, dei centri provinciali per l'istruzione degli adulti, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale, dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore; b) al personale del comparto della difesa, sicurezza e soccorso pubblico; c) al personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa nelle strutture di cui all’articolo 8-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, ad esclusione dei contratti esterni, fermo restando quanto previsto dagli articoli 4 e 4-bis”.

Quando c'è la sospensione?

Nella bozza viene anche riportato: "L'atto di accertamento dell'inadempimento determina l'immediata la sospensione dal diritto di svolgere l'attività lavorativa, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per il periodo di sospensione, non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati. La sospensione è efficace fino alla comunicazione da parte dell'interessato al datore di lavoro dell'avvio e del successivo completamento del ciclo vaccinale primario o della somministrazione della dose di richiamo".