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17 mag 2022

Vaccini migliori contro Omicron e varianti? Pfizer e Moderna battono AstraZeneca e Johnson

Uno studio olandese evidenzia l'efficacia maggiore dei vaccini mRna rispetto a quelli a vettore virale

17 mag 2022
Emergenza Covid-19  Ospedale San Carlo Potenza Basilicata   28.04.2021 
nella foto  interno tende punto vaccinale - vaccinazioni - somministrazione vaccini  AstraZeneca, Pfizer e Moderna - personale sanitario
©TonyVece / AGENZIA ALDO LIVERANI SAS
Repertorio - Vaccini - Vaccinazioni Covid-19
Vaccini
Emergenza Covid-19  Ospedale San Carlo Potenza Basilicata   28.04.2021 
nella foto  interno tende punto vaccinale - vaccinazioni - somministrazione vaccini  AstraZeneca, Pfizer e Moderna - personale sanitario
©TonyVece / AGENZIA ALDO LIVERANI SAS
Repertorio - Vaccini - Vaccinazioni Covid-19
Vaccini

I vaccini di Pfizer e Moderna meglio di Astrezeneca e Johnson & Johnson. Non si parla di "qualità" in assoluto, ma della loro efficacia nei confronti delle varianti e di Omicron. A stabilirlo è uno studio olandese pubblicato su "Plos Medicine". Una ricerca che stabilirebbe come i vaccini a mRna (Pfizer e Moderna) proteggano maggiormente di quelli a vettore virale (AstraZeneca e Johnson & Johnson) dalle varianti. Lo studio I vaccini anti-Covid a mRna, rispetto a quelli a vettore virale, proteggono in misura maggiore dal rischio di essere contagiati da varianti di preoccupazione (Voc) di Sars-CoV-2, Omicron compresa. E' la conclusione di uno studio olandese pubblicato su 'Plos Medicine', che ha confrontato le performance di 4 vaccini Covid-19: quelli a Rna messaggero di Pfizer-BioNTech e di Moderna, e quelli a vettore adenovirale di AstraZeneca a Janssen (J&J). VACCINI MRNA E A VETTORE VIRALE: LE DIFFERENZE Contagio e malattia grave  "Sebbene tutti prevengano efficacemente le forme gravi di Covid" e le loro conseguenze, premettono gli autori, "le persone che hanno ricevuto un vaccino a vettore virale risultano più vulnerabili all'infezione da varianti".  Lo studio Il gruppo di Marit J. van Gils dell'università di Amsterdam, Paesi Bassi, ha prelevato campioni di sangue da 165 operatori sanitari rispettivamente 3 e 4 settimane dopo la prima e la seconda dose dei vaccini di Pfizer-BioNTech, Moderna e AstraZeneca, e da 4 a 5-8 settimane dopo l'iniezione con il monodose di Janssen. Campioni di sangue sono stati raccolti anche prima e 4 settimane dopo un booster di vaccino Pfizer-BioNTech. I risultati I ricercatori hanno così osservato che, 4 settimane dopo il ciclo vaccinale primario, le risposte anticorpali dirette contro il ceppo originario del coronavirus pandemico erano più alte in chi aveva ricevuto Moderna, seguiti dai vaccinati Pfizer-BioNTech, mentre apparivano "sostanzialmente inferiori" in chi aveva ricevuto vaccini ...

© Riproduzione riservata

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