Lotta al Covid: prosegue in Italia la campagna vaccinale: sono 37.671.984 le dosi di vaccino somministrate fino a oggi in Italia (stando al report del commissario straordinario Francesco Figliuolo aggiornato a questa mattina). Ma quanto dura l'efficacia del vaccino? Anche oltre 130 giorni dopo il vaccino, ossia dopo più di 4 mesi, si confermano i dati di efficacia nel prevenire contagi, ricoveri e decessi. Lo rileva il secondo report di analisi congiunta dei dati dell'anagrafe nazionale vaccini e della sorveglianza integrata COVID-19 dell'Istituto Superiore di Sanità insieme al ministero della Salute, che si riferisce a circa 14 milioni di persone vaccinate con almeno una dose, quasi un quarto della popolazione italiana.

La valutazione del rischio di COVID-19 arriva ad oltre 130 giorni dalla somministrazione della prima dose. Rispetto al precedente report la popolazione in studio si caratterizza per l'aumento di soggetti vaccinati nella classe di età da 40 anni in su. Si riscontra inoltre un aumento delle vaccinazioni con Comirnaty e Vaxzevria e l'inizio delle somministrazioni del vaccino Janssen. In questa analisi si conferma come i rischi di infezione da SARS-CoV-2, ricovero, ammissione in terapia intensiva e decesso diminuiscano rapidamente dopo le prime due settimane e fino a circa 35 giorni dopo la somministrazione della prima dose. Dopo i 35 giorni si osserva una stabilizzazione di questa riduzione che è di circa l'80% per il rischio di diagnosi, il 90% per il rischio di ricovero e di ammissione in terapia intensiva e il 95% per il rischio di decesso.

Questi effetti sono simili sia negli uomini che nelle donne e in persone in diverse fasce di età.  Anche per gli operatori sanitari e per gli ospiti delle RSA si osservano riduzioni di ricovero simili. A partire dai 105-112 giorni dalla vaccinazione si osserva una ulteriore riduzione del rischio di diagnosi, con un effetto simile negli uomini, nelle donne e in persone in diverse fasce di età. "Al momento - sottolinea l'Iss - non vengono rilevati aumenti nel rischio di diagnosi nei periodi di osservazione più lunghi dopo la vaccinazione, questo suggerisce una protezione protratta nel tempo".