Domenico Arcuri (ImagoE)
Domenico Arcuri (ImagoE)

Milano, 25 gennaio 2021 - Rimane alta la tensione sui vaccini dopo gli annunci dei giorni scorsi relativi ai ritardi sulle consegne da parte delle aziende farmaceutiche Pfizer e AstraZeneca. Pfizer cerca di difendersi precisando che c'è stato un fraintendimento sulle loro dichiarazioni perché l'azienda si riferiva alla riduzione del numero di fiale e non di dosi complessive (da una fiala si ottengono fino a cinque dosi, ndr) ma le reazioni non si sono fattte attendere e sono state decisamente "dure". Il presidente del Consiglio europeo Michel annuncia che verranno usati "tutti i mezzi legali".

L'attacco di Arcuri
Il Commissario straordinario per l'Emergenza, Domenico Arcuri, ospite alla tramissione televisiva "Live non è la D'Urso", attacca le aziende produttrici di vaccini: "Stanno trattando 27 Paesi europei come dei poveracci. Togliamoci dalla testa che l'Italia sia più penalizzata di altri. Queste aziende non producono bibite e merendine - ha proseguito Arcuri riferendosi alle case farmaceutiche che hanno annunciato i ritardi - Si sono impegnate a dare una certa quantità di vaccini che sono molto più importanti delle bibite e merendine. Se avessimo i vaccini che sono stati annunciati dalla aziende farmaceutiche - rincara - entro l'autunno potremmo vaccinare fino a 45 milioni di italiani, ma non credo a queste aziende. Io voglio vedere i vaccini. Ci possono essere delle asimmetrie, secondo cui le poche cose che si producono non per forza vadano nei luoghi dove devono andare" ha detto ancora il Commissario straordinario per l'Emergenza, alla domanda su dove finissero i vaccini non recapitati all'Europa."Ovviamente questo non lo so", ha aggiunto Arcuri, che in merito all'ipotesi che i vaccini non recapitati siano invece finiti in altri Paesi più ricchi, ha risposto: "Spero che questo non sia vero, so che all'Europa sono stati dati meno vaccini di quanto doveva riceverne e che con la vita delle persone non si gioca".

Slittano le vaccinazioni degli over 80, priorità ai richiami
Le riduzioni di dosi comunicate da Pfizer e da AstraZeneca "faranno slittare di circa quattro settimane i tempi previsti per la vaccinazione degli over 80 e di circa 6-8 settimane per il resto della popolazione. Da domani le dosi a disposizione saranno utilizzate anzitutto per effettuare il richiamo nei tempi previsti a coloro che hanno già ricevuto la prima somministrazione, cioè soprattutto per gli operatori sanitari". Così il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri a 'Domenica In' su Rai1. "Tra due settimane, se tutto va bene - ha aggiunto Sileri - avremo un mercato con i tre vaccini: il che significa riprendere con maggior forza, completare la vaccinazione per i medici e gli infermieri e cominciare con gli over 80". "Questo tipo di rallentamento - ha poi conlcuso - coinvolge tutta l'Europa e buona parte del mondo, ma confido che il ritardo possa essere colmato più avanti". "Per ovviare ai problemi sulla linea produttiva servirebbe un accordo quadro a livello europeo - ha aggiunto Sileri - che consentisse di operare per conto terzi, realizzando una sinergia tra le compagnie oggi operative e altre realtà attualmente non impegnate nella produzione dei vaccini. Questo potrebbe aumentare in maniera incisiva la velocità di produzione". 

L'Unione Europea si irrigidisce
Intanto la Ue intende "fare rispettare i contratti firmati" dalla Pfizer sui vaccini, se necessario anche ricorrendo a mezzi legali. Lo ha detto Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, ospite della trasmissione 'Grand Rendez-vous' della radio Europe 1. "Possiamo utilizzare a questo scopo tutti i mezzi giuridici a nostra disposizione", ha affermato Michel.

Pfizer verso il ritorno a regime, il nodo fiale-dosi

Dalla prossima settimana la fornitura Pfizer tornerà a regime. Lo annuncia l'azeinda spiegando che la riduzione era dovuta a un "riadattamento sul sito produttivo belga di Puurs, a fronte di una maggiore richiesta da parte dell'Unione Europea".
Pfizer ha consegnato "meno fiale ma lo stesso numero di dosi vaccinali" precisa il colosso farmaceutico, secondo il quale, ci sarebbe stato un fraintendimento nel conteggio delle dosi che, dicono, non è quello delle fiale.

I numeri dei vaccinati in Italia

Sono 100.863 le persone che a oggi in Italia hanno completato il ciclo della vaccinazione anti-Covid, ricevendo le due dosi previste, a fronte del totale di 1.379.124 dosi somministrate, pari al 74,4% del totale di 1.853.475 dosi consegnate alle Regioni. Nel complesso hanno ricevuto il vaccino 901.468 operatori sanitari e sociosanitari, 327.103 appartenenti al personale non sanitario, 137.469 ospiti delle strutture semiresidenziali (Rsa) e 13.084 ultra ottantenni. Sono 1.806.675 le dosi di prodotto Pfizer-BioNTech erogate nei 293 punti di somministrazione e 46.800 quelle di Moderna.