Letizia Moratti
Letizia Moratti

Milano, 19 gennaio 2021 -  Già ieri, il riferimento al Pil come uno dei criteri per la ripartizione delle dosi di vaccino anti-Covid aveva scatenato un putifrerio, oggi Letizia Moratti, assessore lombardo al Welfare, torna su quella frase e fa una serie di precisazioni, per cercare di calmare gli animi.

"Non ho mai pensato di declinare vaccini e reddito, il Pil è un indicatore economico-finanziario che attesta l'attività in una Regione che, ho detto, è il motore dell'Italia. In questo senso questa Regione ha la necessità di essere tenuta in considerazione". Letizia Moratti,torna a parlare della proposta e lo fa durante il consiglio regionale.  "Per quanto riguarda il piano vaccinale - ha rimarcato Moratti - io ho fatto una riflessione, che ho voluto condividere coi capigruppo del consiglio, per proporre al commissario Arcuri una riflessione da sviluppare poi in sede di conferenza Stato-Regioni per il miglioramento del piano vaccinale, tenendo conto che la salute è naturalmente e indiscutibilmente diritto prioritario, costituzionale, di tutti i cittadini, senza differenza alcuna e solennemente sancito dall'articolo 32 della Costituzione".  Quindi ha spiegato: "Gli spunti che intendo suggerire al commissario Arcuri partono dal tema delle zone più colpite e che potrebbe riguardare mobilità e densità abitativa, perché sono fattori di accelerazione della trasmissione e del contagio". Quanto alla zona rossa, "indubbiamente il rischio per la regione è di fermarsi - ha ricordato Moratti - di fermare il lavoro, le attività e la vita sociale. Per questo con il presidente Fontana abbiamo ritenuto di voler presentare un ricorso, per uscire dalla zona rossa. La Lombardia, secondo i criteri che è giusto utilizzare, non merita la zona rossa".

La frase pronunciata ieri ha scatenato numerose polemiche e in molti si sono affrettati a commentare la dichiarazione. Tra questi il ministro della Salute Speranza che ha affidato il suo commento ad un tweet dove però non ha citato Letizia Moratti in maniera esplicita: "Tutti hanno diritto al vaccino indipendentemente dalla ricchezza del territorio in cui vivono. In Italia la salute è un bene pubblico fondamentale garantito dalla Costutuzione. Non un privilegio di chi ha di più".  Contrario all'idea anche il sindaco di Milano, Beppe Sala: "Ci sono mattine in cui ti possono cadere le braccia: il tuo Paese in preda a una crisi politica difficile da decifrare e nel momento sbagliato, la tua Regione che chiede l'assegnazione dei vaccini in base al Pil".

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