Milano, 27 gennaio 2021 - L'Italia ha deciso di uscire dall'immobilità sulla campagna vaccinale pesantemente condizionata dai ritardi nella distribuzione annunciati da Pfizer e AstraZeneca e punta, in maniera decisa, su ReiThera, l'azienda biotech italiana che dal prosimo giugno potrebbe essere pronta a passare alle procedura di approvazione da parte dell'Ema. Invitalia (l'Agenzia nazionale di proprietà del Ministero dell'Economia che gestisce gli incentivi nazionali per la nascita di nuove imprese e di start up, ndr) acquisirà infatti il 30% del capitale dell'azienda nostrana con il chiaro obiettivo di riuscire a snarcarsi dai colossi stranieri, accelerano sulla produzione dell'anti-Covid di casa nostra.

Intanto, dopo un iniziale forfait, secondo quanto confermano fonti Ue, AstraZeneca dovrebbe partecipare alla riunione del comitato direttivo della Ue sui vaccini, programmata per oggi pomeriggio. Solo allora si potrà capire meglio la posizione dell'azienda farmaceutica,che nei giorni scorsi aveva annunciato una riduzione di circa il 60% delle consegne nel primo primestre 2021, scatenando l'ira dell'Ue e mettendo in seria difficoltà i Paesi alle prese con la campagna vaccinale.

Cambiano quindi le strategie nei confronti di Pfizer e AstraZeneca. Per quest'ultima è attesa l'autorizzazione in settimana, ma la stessa direttrice dell'Agenzia, Emer Cooke, annuncia al Parlamento europeo la concreta possibilità «che - sempre tenendo conto dell'analisi scientifica ancora in corso - venga emessa un'autorizzazione rivolta ad un gruppo di età o per una popolazione più ampia». Poi potrebbe essere il turno di Johnson & Johnson, per la cui validazione non è stato ancora fissato un calendario. Gli occhi nel frattempo sono rivolti anche altrove: «siamo in contatto con una cinquantina di case produttrici di vaccini, tra queste quella russa dello Sputnik V - spiega Cooke - Con le aziende produttrici dei vaccini e le autorità nazionali stiamo vedendo come aumentare la capacità di produzione dei vaccini».

L'ipotesi, al momento ancora lontana, potrebbe essere quella di spingere i colossi farmaceutici ad ampliare la produzione anche negli stabilimenti dell'Ue che ne avrebbero la possibilità. E intanto Sanofi, annuncia il direttore generale del laboratorio francese, Paul Hudson, darà man forte a Pfizer e BioNTech nella produzione del loro vaccino contro il Covid-19: dovrebbe confezionare oltre 100 milioni di dosi destinate all'Unione europea entro la fine del 2021.

Si allarga però il fronte della linea dura contro le mancate promesse. La Svezia ha sospeso i pagamenti di Pfizer e il Commissario straordinario per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri, ha trasmesso alla Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'Unione la diffida inviata a Pfizer, chiedendo inoltre «l'avvio di un'interlocuzione con l'esecutivo comunitario per l'adozione di ogni opportuna azione contro i comportamenti inadempienti». Dall'8 febbraio al 22 arriveranno per l'Italia 2,4 milioni di dosi di vaccini Pfizer (1.753.830) e Moderna (651.600), secondo quanto comunicato dallo stesso Arcuri alle Regione. Ma - ha anche sottolineato il Commissario - sull'effettiva distribuzione «non si è in alcun modo responsabili» delle «modifiche che dovessero pervenire dalle stesse aziende». Nel timing dovrebbe inserirsi anche AstraZeneca, le cui prime consegne dopo il via libera dell'Ema arriveranno in Italia soltanto il 15 febbraio e sono state sottostimate a 3,4 milioni di dosi (per il primo trimestre).

L'Italia punta però a «ridurre la dipendenza» dai colossi con Invitalia che entra in ReiThera. Il contratto di Sviluppo prevede un finanziamento da 81 milioni e una parte della quota sarà utilizzata per ampliare lo stabilimento di Castel Romano, dove sarà prodotto l'antidoto. L'obiettivo è arrivare in tempi rapidi alle autorizzazioni di Ema e Aifa, la cui procedure potrebbero partire a giugno, al termine della fase 3 della sperimentazione. E dopo l'ok si passerebbe alla produzione di 100 milioni di dosi all'anno.

Sul tavolo ci sono anche nuove proposte per il Piano vaccini. A metà febbraio il Lazio varerà il certificato per il vaccino anti Covid, aprendo la strada alla possibilità di un 'patentinò. Gli uffici della Regione sono al lavoro per mettere a punto un meccanismo che permetta ai cittadini che hanno già completato il ciclo di somministrazioni di scaricare il proprio certificato: attraverso lo Spid si potrà in sostanza accedere all'anagrafe vaccinale e scaricare il documento. I governatori di Liguria e Friuli, Toti e Fedriga, chiedono invece ad Arcuri di introdurre un correttivo nei meccanismi di distribuzione delle dosi, in modo che sia coerente rispetto alla diversa distribuzione per fascia di età della popolazione residente nelle regioni. E il circuito Uci Cinemas si è offerto di entrare nella lista dei centri per la somministrazione contattando le autorità sanitarie regionali e locali per aprire le porte dei multisala affinché i locali siano utilizzati per le inoculazioni. Il consigliere regionale della Liguria, Ferruccio Sansa, lancia invece l'iniziativa provocatoria di uno 'sciopero del sessò europeo contro i ritardi di Pfizer, che produce anche il Viagra.