Ora c'è davvero Speranza sui vaccini. Si accelera. E potrebbe essere questa la settimana decisiva per dare uno slancio chiave alla campagna per la profilassi anti-Covid. Anche il ministro della Salute vede infatti la luce in fondo al tunnel: “Sono ottimista. Se riusciremo a vaccinare la maggior parte della popolazione, questa estate ci potremo consentire molte più libertà“. Indica poi due novità in arrivo: richiamo Pfizer e Moderna a 42 giorni, non più 21 e 28. E la possibilità per gli over 60 di presentarsi agli hub per farsi immunizzare con AstraZeneca senza prenotazione con le dosi residue. Ma al momento la priorità resta immunizzare le persone sopra gli 80 anni e poi quelle tra 70 e 80. 

Un segnale importante è di certo l’arrivo dei primi flaconi del vaccino Johnsson & Johnsson, l’attesisiimo farmaco monodose che consente di chiudere la partita in una sola somministrazione. Il profdotto della multinazionale belga Janssen, acquisita dal colosso americano, funziona sullo stesso principio di Astrazeneca (a differenza di Pfizer e Moderna, che sono prodotti di sintesi) ma sembra avere minori effetti collaterali. Janssen si è impegnata ad assicurare all’Italia 7,5 milioni di fiale entro giugno e 27 entro fine anno, e l’arrivo dei primi 184mila vaccini ad Anagni segna una decisa svolta.

Si tratta della prima tranche rappresentata da 400-500mila vaccini  Johnsson & Johnsson previsti con certezza in arrivo entro la fine del mese quando si dovrà concludere la vaccinazione degli over 80, secondo i piani del ministro Speranza. La settimana prossima l’Italia dovrebbe poter contare dunque su almeno un milione e mezzo di dosi: le 184mila monodose Johnsson & Johnsson, oltre un milione da Pfizer, 300mila Moderna e 175mila da Astrazeneca, che ha comunque ridotto del 50% la consegna promettendo però un recupero nelle successive  forniture del 16 e del 23 aprile.

Quanto alla dotazione di vaccini nel nostro Paese, nei frigoriferi ci sono ancora 3 milioni di dosi - la metà delle quali Astrazeneca - e tenuto conto della riserva di circa un milione di dosi, le Regioni avranno a disposizione circa 3,5 milioni di dosi in una settimana, sufficienti per raggiungere l'obiettivo delle 500mila somministrazioni al giorno indicato dall'esecutivo proprio per la settimana dal 14 al 20 aprile. Per il ministro è molto importante la possibilità per gli over 60 di presentarsi davanti agli hub vaccinali per farsi immunizzare con AstraZeneca senza prenotazione, con le dosi eccedenti della giornata. Certo, ammette, Spagna, Francia, Germania e Inghilterra sono più avanti di noi con la campagna vaccinale, ma  “il confronto con l’Inghilterra non ha senso. Sono partiti molto prima e hanno più dosi. Con gli altri tre Paesi, invece, siamo allineati: tutti poco sopra le 21 somministrazioni su cento abitanti“.

I contratti fatti dall’Ue stanno dunque consentendo in questa fase una accelerazione significativa. Negli ultimi tre giorni l’Italia ha raggiunto le raggiunto 300.000 dosi quotidiane e il governo promette di imprimere un ulteriore aumento. Quanto al ritmo delle vaccinazioni, il ministro spiega che per gli over 80 saranno completate “entro aprile. Poi credo che entro il trimestre - quindi entro fine giugno - si possono mettere in sicurezza tutti gli over 60, che sono altri 18 milioni circa”. E sui richiami evidenzia: “Aifa ha gia’ espresso un parere in cui da’ la possibilita’ di una seconda dose al 42esimo giorno. Si recuperano due o tre settimane e puo’ essere utile in questa fase. E’ un passo avanti. Anche se ribadisco che la vera svolta e’ avere piu’ vaccini: avere 50 milioni permettera’ la vera accelerazione”. 

Indfine i viaggi. “Stiamo lavorando al green pass, una specie di certificato verde che consentirà ai paesi europei una più facile mobilità. Io sto lavorando anche in sede di G7 con gli altri ministri della Salute per provare a estendere questa iniziativa”, precisa ancora Speranza. “Purtroppo in questa fase il nostro messaggio ai cittadini è di evitare i viaggi all’estero e gli spostamenti. Ma non abbiamo mai voluto interrompere totalmente rapporti di reciprocità internazionali che continuiamo a considerare fondamentali. Sono tre settimane che l’Rt ha un segno meno ma oltre a questa leva fondamentale, c’è anche quella della vaccinazione che è la vera chiave per provare ad uscirne“.