Milano, 21 gennaio 2021 - I vaccini contro il Covid-19 non sono tutti uguali. Ma quali sono le differenze, le caratteristiche e gli eventuali rischi? In Italia quelli inseriti nel piano vaccinale sono sei, e la prima grande differenza è fra vaccini tradizionali e a mRNA messaggero. Per intenderci, i tradizionali contengono piccole qualità di virus indeboliti o forme inattivate di germi portatori di una malattia. Di fatto, addestrano il corpo a riconoscere gli allergeni, ovvero le proteine prodotte  dal virus o dai batteri. Una sorta di training che preprara il sistema immunitario a reagire quando incontrerà il virus reale. Di questo tipo di vaccini ne arriverà, al momento, un solo tipo.
I due che hanno vinto la corsa alle prime forniture, Pfizer già disponibile e Moderna, di fatto in arrivo, sono del tipo mRNA nessaggero. Spieghamo anzitutto cosa sia l’RNA: una molecola che trasporta il codice genetico del DNA al meccanismo che produce le proteine di una cellula. Il funzionamento dunque di pfizer e Modena si basa sul principio di fornire al sistema immunitario le istruzioni genetiche per costruire questi antigeni direttamente nelle cellule. Di fatto, il corpo umano viene così trasformato in una fabbrica di vaccini.
Il ruolo della ricerca, in questo caso, è stato molto più complesso. l’RNA messaggero del vaccino contro il Covid-19 infattin è prodotto in laboratorio e viene introdotto nelle cellule per far produrre loro gli antigeni specifici del coronavirus, le cosiddette proteine Spike. La proteina spike (in italiano “punta” o “chiodo”) ricopre di protuberanze la superficie esterna di SARS-CoV-2 ed è proprio una delle caratteristiche peculiari della famiglia alla quale questo virus appartiene, i coronavirus, che proprio grazie alle protuberanze delle proteine spike sulla loro superficie, se osservati al microscopio elettronico, somigliano a delle corone. La proteina spike di SARS-CoV-2 è il principale meccanismo che il virus utilizza per infettare le cellule bersaglio.
A questo punto il sistema immunitario vede queste proteine Spike e sviluppa contro di esse gli anticorpi che combattono le infezioni, ma senza esporre l’individuo al virus vero e proprio. Questo il meccanismo finale su cui si fonda la profilassi.
Si ritiene che i cavaccini a mRNA messaggero siano più sicuri dei cvaccini tradizionali, proprio perché non esiste alcuna possibilità che la proteina spike isolata (quindi innocua) possa fargli contrarre la malattia. Un altro vantaggio è la velocità con cui questo tipo di vaccino agisce sul sistema immunitario. Ma non è tutto. I vaccini a mRNA messaggero inducono anche la produzione di cellule immunitarie, meccanismo di difesa che va ad aggiungersi a quelli degli anticorpi. Circa i dubbi sollevati da alcuni sulla possibilità che questo tipo di vaccino possa modificare il DNA, in ripetuti mesi di test clinici la possibilità è al momento stata esclusa.