Milano - Prosegue serrata e nel sostanziale rispetto dei target stabiliti la campagna vaccinale anti Covid. Il commissario straordinario per l'emergenza, Francesco Paolo Figliuolo, ha fissato per il periodo 23-29 aprile un ritmo di somministrazioni giornaliere che - se rispettato - dovrebbe portare a superare quota 500 mila giovedì 29 aprile. E nei primi tre giorni di questo mini-ciclo settimanale - venerdì 23, sabato 24 e domenica 25 - le somministrazioni hanno raggiunto quota un milione e 25 mila, a fronte dell'obiettivo di un milione e 56 mila: sia venerdì (circa 390 mila somministrazioni) sia sabato (più di 374 mila) si è largamente superato il target mentre le oltre 260 mila somministrazioni di ieri, domenica, vanno lette anche con il calo 'fisiologico' delle prenotazioni (e si è comunque fatto meglio della domenica precedente).

I numeri dei vaccini in Italia

Secondo l'ultimo aggiornamento della struttura commissariale, oggi ha raggiunto quota 17.751.562 il totale delle vaccinazioni somministrate in Italia, secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, e aggiornati alle 06.10. Il vaccino è stato inoculato a 10.206.439 donne e 7.545.123 uomini. Sono 5.215.459 le persone a cui è stata stata somministrata la prima e la seconda dose. Il maggior numero dei destinatari è rappresentato dagli over 80 (5.761.012), seguiti da operatori sanitari e sociosanitari (3.179.188), la fascia 70-79 (2.431.486), soggetti fragili e caregiver (2.400.493), il personale scolastico (1.149.334), personale non sanitario impiegato in strutture sanitarie e in attività lavorativa a rischio (876.878), la fascia 60-69 (668.900), gli ospiti delle strutture residenziali (639.330), il personale non sanitario (497.941), altre categorie (330.919), e il comparto difesa e sicurezza (314.022). In totale i vaccini distribuiti sono 19.880.040: 13.422.240 dosi di Pfizer/BioNTech, 1.727.200 di Moderna, e 4.550.800 di Vaxzevria (AstraZeneca) e 179.800 di Janssen.

"In arrivo tra 15 e 17 milioni di dosi"

Con riferimento alla campagna vaccinale il Generale Figliuolo - oggi in visita in Friuli Venezia Giulia, assieme al Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio - ha specificato che ''quando verrà messa in sicurezza una massa critica di over 65 si aprirà a tutti in maniera parallela, dando spazio alle aziende, a coloro i quali in questo momento hanno messo a disposizione i loro spazi per la cittadinanza, inviando le dosi e aprendo in maniera contemporanea per far ripartire il paese dando fiato e spazio e respiro alle classi produttive''. Per quanto riguarda gli approvvigionamenti in corso, il Commissario ha annunciato l'arrivo in Italia nel trimestre aprile, maggio e giugno di circa 62 milioni di vaccini, cui si sommeranno per il prossimo trimestre circa 94 milioni di dosi. Nel solo mese di maggio sono previste forniture tra i 15 e i 17 milioni, riguardanti in gran parte Pfizer, poi Moderna, Astra Zeneca e Johnson & Johnson. 

Il vaccino Sputnik

''Tipologie di vaccino diverse da quelle in approvvigionamento forse servivano qualche mese fa, poiché oggi i vaccini arrivano in quota sufficiente'', ha sottolineato il Commissario, chiarendo che l'acquisizione dei vaccini avviene nell'ambito di un accordo europeo che assegna all'Italia il 13,46 % delle dosi che l'Europa acquista. Il Commissario ha poi ribadito la linea del Presidente del Consiglio, secondo la quale - se necessario - l'Italia non si fermerà ai vaccini acquistati in ambito europeo, sempre che sia utile e scientificamente provato.  Riferendosi al vaccino Sputnik il Generale Figliuolo ha ricordato che ''l'Agenzia Italiana del Farmaco interviene a valle di quella europea, l'Ema, che oggi ha tre motivi per non avere ancora autorizzato il vaccino Sputnik: il primo è che il dossier non è ancora completo, manca la possibilità di esame e verifica di tutte le fasi e l'azienda produttrice non ha ancora consegnato tutta la documentazione. Il secondo motivo è che non esiste una rete di farmacovigilanza, ovvero l'Ema non ha le prove di osservazioni relative ad eventuali eventi gravi collaterali. Il terzo motivo è che l'azienda produttrice ha posticipato a dopo la prima decade di maggio, la visita ispettiva dei tecnici dell'Ema presso i siti produttivi che è uno dei passaggi procedurali per ottenere l'autorizzazione''. A proposito di AstraZeneca il Commissario ha voluto rassicurare che il vaccino è idoneo per tutte le classi di età, e che la raccomandazione per gli over 60 è legata al bassissimo numero di casi con eventi collaterali gravi registrati al di sotto di quell'età.