Vaccini anti Covid
Vaccini anti Covid

Il vaccino Pfizer-BioNtech per i bambini tra i 5-11 anni - i cui dati positivi sono stati rivelati oggi - potrebbe essere pronto per venire inoculato almeno negli Usa già entro ottobre o al massimo i primi giorni di novembre. È questa la previsione di Scott Gottlieb, ex commissario della Food and drug administration (Fda) ed ora membro del consiglio di amministrazione proprio della Pfizer. "Dipenderà da quanto tempo si prenderà la Fda per esaminare le informazioni - ha detto Gottlieb ai media - se si tratterà di una revisione di 4 o 6 settimane. Si potrebbe avere il vaccino disponibile per i bambini già entro ottobre o al massimo inizio novembre". Gottlieb ha osservato che la dose vaccinale per i bambini è 10 microgrammi ma la sostanza è la stessa usata per gli adulti, solo a dosaggi inferiori. Questo dovrebbe velocizzarne l'approvazione

Non si sono fatte attendere le reazioni del mondo scientifico. "Esprimo soddisfazione per i risultati resi noti dalle aziende Pfizer e BioNTech che annunciano che il vaccino anti-Covid è sicuro per i bambini tra 5 e 11 anni sulla base degli studi condotti, ma tale valutazione va confermata dalle agenzie regolatorie preposte a valutare la validità della sperimentazione fatta" sottolinea all'ANSA la presidente della Società italiana di pediatria (Sip), Annamaria Staiano. "I dati annunciati oggi - afferma Statiano - vengono dalle due aziende farmaceutiche e non si tratta ancora di una comunicazione ufficiale da parte delle agenzie regolatorie dei farmaci, ovvero Fda, Ema e Aifa; dunque, accogliamo questi dati positivi ma attendiamo l'autorizzazione da parte degli organi regolatori che si esprimeranno in indipendenza sull'esito di questi studi".

"Ciò premesso - prosegue la presidente Sip - come pediatri ribadiamo la nostra posizione favorevole alla vaccinazione anti-Covid in tutte le fasce di età: se le agenzie regolatorie si esprimeranno favorevolmente, come Sip siamo favorevoli alla vaccinazione in questa fascia di età pediatrica". I bambini, ribadisce Staiano, "vanno vaccinati contro questo virus, a fronte di un vaccino autorizzato, perchè continuano a rappresentare un serbatoio per la diffusione del virus nell'ambiente. Ma vanno vaccinati anche per una protezione nei loro stessi confronti. Infatti, anche se in rari casi, pure tra i bambini si sono avute manifestazioni severe della malattia Covid-19". Va inoltre considerato che "in nazioni dove la scuola è ripresa prima, si sta registrando un aumento dei casi proprio nella popolazione pediatrica ed anche in Italia, come evidenziano i dati - conclude - si rilevano nuovi casi tra i bambini i cui esiti non sono sempre leggeri". 

Attraverso il suo profilo Twitter si è espresso anche il virologo Roberto Burioni, docente all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano: "Buone notizie: Pfizer ha presentato i dati sul vaccino nei bambini di 5-12 anni con una dose ridotta", ed "efficacia ed effetti collaterali sembrano sovrapponibili a quanto visto negli adulti (ottima cosa). Cattiva notizia: i dati si riferiscono a uno studio su 2.200 bambini. Pochi". Per quanto concerne la Lombardia, dove oggi è partita la somministrazione delle terze dosi, il governatore Attilio Fontana ha detto: "Noi ci atteniamo alle disposizioni dell'Istituto superiore di sanità e del Cts. Se dovessero aprire ai bambini siamo pronti a fare i vaccini. Così come siamo pronti per la terza vaccinazione per il richiamo". Il presidente lombardo, parlando della campagna vaccinale in regione, ha voluto sottolineare che in Lombardia "ha avuto un notevole riscontro la vaccinazione dei ragazzi" over 12 anni.  

La Lombardia è tra le regioni italiane con il maggior numero di vaccinazioni. "Siamo intorno all'82% di somministrazioni completate, circa l'87% di chi ha ricevuto almeno una dose. Un risultato molto positivo che deriva sicuramente dalla buona organizzazione, dal dottor Bertolaso, dalla vicepresidente Moratti, dalla Protezione Civile, ma che deriva anche, e soprattutto, dalla partecipazione dei nostri cittadini, che hanno aderito alla nostra campagna con grande determinazione" ha detto a Rai Radio1, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. "L'ho detto dal primo momento: credo che l'atteggiamento migliore in questi casi sia quello di parlare, di spiegare, di far parlare i nostri scienziati, in grado di dare una risposta ai dubbi della nostra gente" ha spiegato. Da chi è composto secondo lei questo 20% di non vaccinati? "Sicuramente una quota di chi non si è vaccinato è composto da persone che non possono vaccinarsi per questioni fisiche, quindi è fisiologico. E poi - ha proseguito il governatore a Rai Radio1 - esistono ancora persone a cui stiamo cercando di portare il discorso della convinzione e del convincimento. Devo dire che già negli ultimi giorni c'è stato un numero di prenotazione importante e molto superiore a quello dei giorni precedenti"