E' il tema del momento sul fronte vaccinale oltre alla terza dose booster contro il Covid 19 e le sue varianti: quando toccherà ai bambini? Gli under 12 finora esclusi dalla campagna vaccinale sono destinati a diventare la prossima fascia della popolazione italiana ad entrare nel peritero dell'immunizzazione. Ema, l'agenza europea del Farmaco, si riunirà il 29 novembre per decidere o meno il via libera. Lo ha comunicato Giorgio Palù, presidente dell'agenzia italiana Aifa: "Noi seguiremo quanto deciderà l'Ema",

Siamo di fronte a  uno scenario divisivo, perché alle irriducibili motivazioni dei no vax - oltre 7 milioni di adulti italiani non hanno nemmeno ricevuto una dose - si aggiungono anche quelle dei genitori vaccinati ma ancora comprensibilmente dubbiosi sull'opportunità di sottoporre i propri figli piccoli al protocolli.

Immunità di gregge

Cosa è cambiato in questi mesi? Perché se finora non è stato ritenuto necessario vaccinare i bambini, prende sempre più sostanza l'ipotesi di cambiare rotta.  Qualcuno sostiene non senza polemiche che su scala nazionale la vaccinazione agli under 12 diventa indispensabile per raggiungere l'immunità di gregge, quel famoso 90% di popolazione protetta. Un obiettivo che gli adulti da soli non hanno agganciato, viste le alti percentuali di non vaccinati tra le fasce 30-40 anni, 40-50 anni.

Piccoli più esposti

Ma ci sono in gioco anche alcuni dati epiedimiologici. Con la variante Delta il virus è cambiato: prima, pur contagiosi, i bambini infetti da SarsCoV2 non presentavano sintomi. Di conseguenza vaccinarli avrebbe rappresentato una protezione in più per la popolazione adulta e soprattutto anzianaa. Ora, a differenza delle altre varianti, la Delta si sta diffondendo con una certa crescita tra i più giovani, manifestando i classici sintomi, dalla febbre alla perdita del gusto. Dunque, la protezione del vaccino sarebbe a beneficio dei bambini stessi.

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Classi in quarantena

Nelle ultime settimane sta aumentando il numero di classi in quarantena, sebbene ora i protocolli scolastici sono stati allentati: l'isolamento scatta con 3 studenti contagiati e non più uno solo. Sul tema interviene il virologo Fabrizio Pregliasco. "Spero che a breve sia possibile vaccinare anche i bambini, non appena ci sarà il via libera da parte dell'Agenzia europea del farmaco (Ema), considerando che anche per loro il Covid non è una passeggiata e ha degli effetti a lungo termine. Uno su mille ha la sindrome infiammatoria multisistemica che crea problemi. I più piccoli sono colpiti dalla variante Delta, quindi vaccinandoli si ridurrebbero molte probabilità di contagi. Vanno vaccinati anche per mantenere aperta la scuola, perché cominciano ad esserci molte classi in quarantena".

Dubbi e controindicazioni

Medici e scienziati non sono unanimemente concordi: le resistenze sono legate alle controindicazioni generiche legate a ogni vaccino, specialmente se inoculato in organismi ancora in fase di formazioni e nello specifico ad alcuni casi di miocardite rilevati in Israele. Per questo motivo, parte della comunità scientifica attende informazioni più certe e complete prima di appoggiare l'estensione della campagna vaccinale a tutti gli inder 12 tout court.

Solo ai più fragili

Un'ipotesi sul tavolo è quella di vaccinare i bambini tra i 5 e gli 11 anni in condizioni di fragilità. Questa è la posizione espressa da Francesco Vaia, direttore dello Spallanzani di Roma. In questo modo, peraltro, si potrebbero risparmiare dosi di vaccino da inviare nei paesi del terzo mondo - come richiede l'Oms - dove bassissime percentuali di popolazione hanno iniziato il ciclo. 

Autorizzazioni e dosi ridotte

Il primo via libera ai vaccini per i bambini di età compresa fra 5 e 11 anni è arrivato dall'ente regolatorio statunitense, la Food and Drug Administration (Fda), mentre è in corso la valutazione da parte dell'Agenzia europea dei medicinali (Ema). Le indicazioni della Fda riguardo le dosi per i bambini prevedono un terzo dell'attuale vaccino Pfizer e un decimo del Moderna: per tutte e due i 
vaccini si prevede quindi una dose di 10 milligrammi invece di 30 e 100, rispettivamente.   

Il caso cinese

In Cina la vaccinazione ai minori di 12 anni è già realtà da un pezzo con numeri inevitabilmente impressionanti:  i bambini tra 3 e 11 anni che hanno ricevuto una dose di vaccino contro il Covid-19 sono infatti 84,4 milioni, mentre risultano quasi 50 milioni quelli che hanno già effettuato il richiamo. Pechino ha precisato che le autorità sanitarie continueranno a promuovere la somministrazione di vaccini in questa fascia d'età, a fronte di una sostanziale assenza di controindicazioni mediche. A fine anno tutti gli infanti dovrebbero aver concluso il ciclo