Milano, 20 febbraio 2021 - Un taglio delle dosi del vaccino Astrazeneca in consegna a partire dalla prossima settimana: è quanto comunicato oggi alle Regioni in merito alla campagna vaccinale anticovid. Una decurtazione di circa il 15% rispetto alle dosi annunciate, che è oggetto di discussione anche in sede di Conferenza delle  Regioni, in corso nel pomeriggio. Ancora non è certo se il taglio riguarderà solo la prossima settimana o se sarà spalmato in un arco di tempo più ampio. L'annuncio ha provocato le reazioni stizzite dei governatori delle Regioni già alle prese con tutte le difficoltà dell'ipotesi della maxi zona arancione nazionale, oltre ai vari problemi locali legati al contagio. Poche settimane fa era stata Pzifer a comunicare la riduzione delle dosi, scatenando un polemica a livello internazionale con strascichi legali.

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"Gravissima la riduzione improvvisa della consegna di vaccini Astrazeneca. Noi ce la stiamo mettendo tutta ma con questa incertezza è tutto più difficile. L`Italia tuteli gli interessi nazionali e le programmazioni delle Regioni, intanto prepariamoci alla produzione di vaccini validati da Ema e Aifa da parte delle nostre aziende" . Lo ha dichiarato Nicola Zingaretti, segretario del Pd e Presidente della Regione Lazio. "La prossima settimana il nostro sistema sanitario riceverà infatti 10.100 dosi invece della 11.300 previste", esemplifica la situazionem Riccardo, il vicepresidente del Friuli. Chi alza i toni è Attilio Fontana: " "Lo stillicidio dei tagli alle forniture da parte delle aziende produttrici e' molto grave. Oggi l'annuncio di AstraZeneca che riduce del 15% la fornitura all'Italia. E' una situazione insostenibile che mette in difficolta' tutte le regioni impegnate nelle campagne vaccinali. Il presidente Draghi faccia sentire la sua autorevole voce in Europa per tutelare gli interessi nazionali e la campagna vaccinale delle Regioni"."Bisogna garantire al piu' presto la stabilita' delle forniture, perche' i nostri cittadini hanno diritto di conoscere i tempi della programmazione della somministrazione dei vaccini", 

La replica dell'azienda

"Purtroppo lavoriamo senza nessuna riserva che ci possa dare margine per gestire la normale variabilita' del processo produttivo dato che ogni dose prodotta viene immediatamente resa disponibile". Cosi' in una nota AstraZeneca risponde alle notizie su una possibile riduzione di dosi nel nostro Paese. "Siamo in costante contatto con il commissario Arcuri - aggiunge la multinazionale - al fine di tenerlo aggiornato tempestivamente". I processi di produzione dei prodotti biologici come questo vaccino "sono complessi, e una moltitudine di fattori produttivi e di test di qualità che vengono minuziosamente fatti su ogni lotto possono avere un impatto sulla data, frequenza e numero di dosi di ogni consegna".  Per questo motivo "la consegna effettuata ieri è risultata inferiore di circa il 7% rispetto alle previsioni, ma allo stesso modo - rileva l'azienda - le consegne della settimana precedente erano leggermente superiori al previsto".

 

I numeri di oggi

Raggiunge quota 3.408.682 il numero delle vaccinazioni somministrate in Italia, secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, e aggiornati alle 15 di oggi, 20 febbraio 2021. Vaccino inoculato a 2.131.846 donne e 1.276.836 uomini. Il totale delle persone vaccinate (a cui sono state somministrate la prima e la seconda dose), invece, e' di 1.325.543. Il maggiore numero dei destinatari e' rappresentato da operatori sanitari e sociosanitari (2.183.407), seguito da personale non sanitario (662.216), ospiti delle strutture sanitarie (362.044) e over 80 (201.015). Le regioni con la percentuale maggiore di somministrazioni rispetto alla dotazione sono Valle d'Aosta (97,1%), provincia autonoma di Bolzano (89%), Toscana (83%), quella con la minore percentuale e' la Calabria (58,6%).

Lombardia

In tutto prime dosi a 12.625 persone, in aumento gli anziani rispetto alle circa 4mila di giovedì  Milano.  Ieri sono stati 4.874 gli anziani che hanno ricevuto la prima dose di vaccino anti-covid nell'ambito della fase ''1 ter'' dedicata agli over 80 in Lombardia, in aumento dai 3.800 circa di giovedì.  I vaccinati tra le altre categorie prioritarie, sempre nella giornata di ieri, sono stati 7.751, per un totale complessivo di  somministrazioni in tutte le Ats lombarde di 12.625. Sul fronte delle adesioni alla campagna, si è raggiunto quasi il 65% degli aventi diritto tra gli over 80, con adesioni a quota 454.081. 

Il bollettino sui contagi del 20 febbraio