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19 gen 2022

Vaccini Covid, aumenta il rischio di infarto o ictus? Lo studio

Da una ricerca francese condotta dal team dell'Epi-Phare emerge la "sicurezza di Pfizer e Moderna"

Health workers administer a Pfizer COVID-19 vaccine booster shot at the COVID-19 vaccination hub of San Giovanni Addolorata hospital, in Rome, Italy, 21 November 2021. ANSA/GIUSEPPE LAMI
Il vaccino anti Covid

Milano, 19 gennaio 2022 - I vaccini a RNA messaggero (mRNA) contro il Covid non aumentano il rischio di sviluppare gravi eventi cardiovascolari (escluse miocardite e pricardite), come infarto acuto del miocardio, embolia polmonare, ictus ischemico e ictus emorragico nelle persone sotto i 75 anni. E' quanto ha stabilito un team di ricerca dell’Epi-Phare, una sezione dell'Agenzia nazionale per la sicurezza dei medicinali e dell'Assicurazione sanitaria francese (Agence nationale de sécurité du médicament et de l’Assurance-maladie), che ha condotto un approfondito studio sul tema.

Lo studio si è concentrato su tutti gli adulti di età compresa tra 18 e 74 anni, vaccinati o meno, ricoverati in ospedale in Francia tra il 27 dicembre 2020 e il 20 luglio 2021 -  il periodo relativo alla prima fase della campagna vaccinale anti Covid - per infarto miocardico acuto, ictus ischemico o embolia emorragica o polmonare, per valutare l'incidenza relativa di ciascun evento entro tre settimane dalla prima o dalla seconda dose di vaccino.

I suoi risultati confermano la "sicurezza dei vaccini mRNA" (quelli di Pfizer e Moderna) "rispetto al rischio di un grave evento cardiovascolare negli adulti" che potrebbe essersi verificato durante le tre settimane successive alla prima o alla seconda dose di vaccino. Invece i vaccini adenovirus (quelli di AstraZeneca e Janssen / Johnson & Johnson) sembrano "associati a un leggero aumento del rischio di infarto del miocardio ed embolia polmonare negli adulti, entro due settimane dall'iniezione".

Da non dimenticare che dall'estate del 2021 la Francia ha completamente bloccato le somministrazioni dei vaccini a vettore adenovirale ai propri cittadini, utilizzando solo quelli a mRNA; le dosi acquistate di AstraZeneca e Johnson & Johnson sono state girate al programma di solidarietà Covax, destinato ai Paesi più poveri che non possono permettersi i lotti dei farmaci contro il Coronavirus.

"Per noi, questo è un risultato importante che conferma la sicurezza dei vaccini a mRNA messaggero nelle persone sotto i 75 anni", ha detto all'Afp Rosemary Dray-Spira, epidemiologa e vicedirettrice della struttura Epi-Phare. I risultati di questa indagine corroborano quelli di altri studi internazionali.  Uno studio precedente, incentrato su persone di età pari o superiore a 75 anni, non aveva rilevato un aumento del rischio cardiovascolare dopo ciascuna delle due dosi del vaccino Pfizer. Un altro studio Epi-Phare su persone di età compresa tra 12 e 50 anni aveva dimostrato che i vaccini Pfizer e soprattutto Moderna aumentavano il rischio di miocardite o pericardite che si verificano entro 7 giorni dalla vaccinazione e più spesso negli uomini sotto i 30 anni. La malattia di Covid-19 è essa stessa fortemente associata a un rischio di complicanze cardiovascolari, ricorda anche l'Ansm.

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