Roma - "Esprimo le mie scuse a Simone Uggetti". Luigi Di Maio ha affidato a una lettera inviata al quotidiano Il Foglio nella quale tornato sulla vicenda giudiziaria  dell'ex sindaco di Lodi che è stato prima condannato e poi assolto in appello nel processo che lo vedeva accusato di turbativa d'asta. Il 3 maggio 2016 Uggetti venne arrestato aver modificato il bando per la gestione delle piscine estive Belgiardino e Ferrabini.

Nella sua lettera il ministro degli Esteri ricorda che "nella stessa piazza e nello stesso week-end, prima il Movimento 5 stelle con la mia presenza e il giorno dopo la Lega di Matteo Salvini, con Calderoli, organizzarono dei sit-in contro il dottor Uggetti fino a spingerlo, un mese dopo l'arresto, alle dimissioni. L'arresto era senz' altro un fatto grave in sé, ma le modalità con cui lo abbiamo fatto, anche alla luce dell'assoluzione di questi giorni, appaiono adesso grottesche e disdicevoli. Il periodo dell'arresto di Uggetti coincise con le campagne elettorali che nel 2016 coinvolsero le città di Roma, Torino, Napoli, Milano e Bologna: una tornata, lo ricorderà, senza esclusione di colpi. Anche io contribuii ad alzare i toni e a esacerbare il clima. Sul caso Uggetti fu lanciata una campagna social molto dura a cui si aggiunse il presidio in piazza, con tanto di accuse alla giunta di nascondere altre irregolarità, insinuazioni che suonano come indicative, con il senno di poi, credo siano stati profondamente sbagliati". Nel suo mea culpa pubblico Di Maio aggiunge di non voler essere frainteso: "Sono fortemente convinto che chi si candida a rappresentare le istituzioni abbia il dovere di mostrarsi sempre trasparente nei confronti dei cittadini, e che la cosiddetta questione morale non possa essere sacrificata sull'altare di un "cieco garantismo" - ha concluso - il punto qui è un altro e ben più ampio, ovvero l'utilizzo della gogna mediatica come strumento di campagna elettorale".

La risposta

"Ho letto la dichiarazione di Di Maio nei miei confronti ma, su quanto detto, devo ragionarci bene prima di commentare". L'ex sindaco di Lodi torna anche sul processo con l'assoluzione in Appello. "La Procura generale può decidere, o meno, di adire la Cassazione. Siamo fermamente conviti delle nostre ragioni". Uggetti si dice tranquillo anche nel caso in cui la Procura generale di Milano decidesse di impugnare la sentenza. Nel corso della vicenda giudiziaria, i difensori di  Uggetti avevano anche proposto un patteggiamento a 6 mesi di reclusione. Oggi Uggetti dice: "Meno male che la procura non l'ha, a suo tempo, accettata".

"Aspetto le scuse di Salvini"

"Ho sofferto e la sto superando: spero non si facciano più gli stessi errori, francamente - ha aggiunto l'ex sindaco -. Bene le scuse di Di Maio ma adesso aspetto quelle di Salvini, perché, quando venne a Lodi, mimò il gesto delle manette. Io avevo solo lavorato nell'interesse della mia comunità".