Il box dove è stato trovato il corpo del 54enne a Solaro

Solaro (Milano), 4 aprile 2018 - E' stato arrestato, il presunto omicida di Michelangelo Redaelli, il 54enne trovato il giorno dopo disteso accanto alla sua auto. Si tratta di Mario Zaffarana, muratore di 59 anni. In base a quanto ricostruito all'origine dell'accaduto ci sarebbero delle liti per questioni condominiali. Il 59enne, secondo quanto emerso, non sopportava più il vicino e le sue "abitudini". Come quella di lavare la macchina nuova quasi tutti i giorni. O di fumare con la mano fuori dalla porta di casa, "impestando" le scale. O di girare a petto nudo. Così, settimana dopo settimana, avrebbe covato la sua furia omicida. Che si sarebbe sfogata il 22 dicembre dello scorso anno, con due coltellate profonde alla gola, nel garage di via Parini.

I carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti emessa dal Gip del Tribunale di Monza. Al momento l'uomo, fedina penale pulita, nega tutto. La misura è giunta all’esito delle indagini avviate, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Monza, dai militari della Compagnia di Desio guidati dal comandante Mansueto Cosentino, con il supporto tecnico-scientifico del RIS di Parma. Indagini che si sono svolte su più fronti, con circa 50 persone ascoltate tra vicini di casa, amici e famigliari; con le analisi dei tabulati telefonici sul cellulare della vittima; ma anche sul Gps della macchina di Zaffarana, già sotto stretta osservazione dopo una decina di giorni dal delitto; come sulla giacca del 54enne sulla quale è stato trovato del Dna dell'assassino.

Una giornata quanto mai densa, quella del 22 dicembre scorso per il muratore, secondo quanto ricostruito dai carabinieri: tra le 13 e le 15 (in linea anche con quanto supposto dal medico legale, sul cadavere ritrovato circa 34 ore dopo, il 23 dicembre sera) l'agguato nei confronti del Redaelli, sorpreso nel garage. Poco dopo, verso le 15.30, una fermata anomala, certificata dalle indagini, presso un campo di Cesate, dove - secondo le accuse - probabilmente ha gettato o pensato di gettare il coltello utilizzato, ma non trovato. Poi, nel pomeriggio il rogito firmato per l'acquisto della nuova casa di Limbiate, dove si era trasferito. Infine, la sera, il ritrovo con alcuni amici di vecchia data in un ristorante di Milano, per lo scambio degli auguri di Natale, raggiunti in ritardo rispetto all'appuntamento: “Scusate, ho fa tardi perchè oggi ho firmato per la casa – ha raccontato agli amici, che lo hanno riferito agli inquirenti – e poi nel mio condominio hanno ammazzato una persona”.