Recuperare le perdite del 2020? Impossibile senza gli stranieri
Recuperare le perdite del 2020? Impossibile senza gli stranieri

Il turismo italiano si gioca tutto sull'estate e questa è la nuova puntata di Dieci. Ogni settimana una storia raccontata con video, foto e infografiche. L'informazione semplice, ma spiegata bene. Se stai leggendo da uno smartphone, clicca su > questo link < per goderti a pieno il prodotto. Altrimenti, inizia a sfogliare quello che vedi qui sotto.

Non è con l'estate in arrivo che il turismo italiano riuscirà a recuperare le perdite causate dalla pandemia. Le speranze fanno i conti coi numeri. Nel 2020, il turismo italiano ha perso in totale quasi 88 miliardi di euro, con un crollo del 75 per cento delle presenze rispetto all'anno prima. E il 2021 non è partito bene: i primi quattro mesi hanno visto l'86 per cento di turisti in meno rispetto al 2019. Le stime di maggio vedono un calo più contenuto, ma comunque intorno al 68 per cento in meno. Le prenotazioni per giugno e luglio, per ora, sono al di sotto della aspettative.

Ad oggi, un italiano su due ha prenotato le vacanze, e l'85 per cento ha scelto di restare in Italia. Ma senza gli stranieri – avvertono le associazioni turistiche – non si riuscirà a compensare le perdite. Inglesi, tedeschi, cinesi, americani: c'è il rischio di perdere, secondo le stime di Assoturismo, 14 milioni di presenze. «La speranza è che ripartano i voli internazionali, è questo il problema principale del turismo italiano», spiega Maurizio Naro, presidente Federalberghi Milano.

Una delle ragioni è anche il ritardo del green pass europeo, cioè il meccanismo che dovrebbe consentire ai cittadini dei Paesi dell'Unione europea di viaggiare liberamente tra gli Stati membri. Il certificato è stato approvato dal parlamento europeo, ma dovrebbe diventare operativo dal primo giugno (almeno in teoria): «I clienti chiedono del green pass ma noi non sappiamo ancora nulla, non ci sono linee guida», lamenta Fabrizio Massetti, proprietario di un'agenzia di viaggio.

In tutti questo, poi, c'è il problema del lavoro. Il settore ha perso a causa della pandemia un quarto dei posti di lavoro. Molti stagionali o precari sono stati costretti a cercare un impiego in altri settori o fare affidamento agli aiuti statali, con l'esito paradossale che ora ristoranti, hotel e strutture turistiche faticano a trovare personale qualificato.