Trieste, capitale italiana dei no green pass, potrebbe avviarsi a vivere un'altra giornata sul filo della tensione. Il Coordinamento 15 ottobre, variegato raggruppamento nato in seguito alle proteste anti-obbligo certificazione verde sul luogo di lavoro, da cui i portuali triestini si sono via via sfilati (almeno la maggior parte), ha deciso di annullare le manifestazioni previste per oggi, venerdì 22 ottobre, e domani, sabato 23 ottobre, nel capoluogo giuliano. La rinuncia, dicono i portavoce del coordinamento, arriva "per senso di responsabilità".

  1. Infiltrazioni
  2. Perché lo stop
  3. L'allarme video
  4. Il ministro
  5. La prefettura

Pericolo infiltrazioni

Gli esponenti della protesta, infatti, hanno fiutato il rischio di un'ulteriore infiltrazioni di violenti, black bloc che sarebbero stati pronti a convergere su Trieste da tutta Europa. In realtà il rischio non sarebbe del tutto sfumato. La possibilità di sbarco in Venezia Giulia di attivisti no pass (e non solo) c'è ancora. Magari non nei numeri previsti inizialmente, quando si ipotizzava una manifestazione di 20mila persone. Dell'eventualità sono consapevoli le forze dell'ordine, che tengono monitorata con grande attenzione la situazione. Lo sanno gli esponenti del Coordinamento 15 ottobre. I quali, oltre all'appello a iniziative pacifiche, lanciano la loro dissociazione preventiva. "Per quanto riguarda in particolare Trieste e le persone che ugualmente vi convergeranno spontaneamente - si legge in una nota - il Coordinamento tiene a ribadire che: ribadiamo il nostro personale impegno per far sì che tutto si svolga in modo pacifico; ci dissociamo fin d'ora, con forza, da qualsiasi episodio violento dovesse accadere; confidiamo nella capacità di tutte le forze dell'ordine di saper isolare gli elementi pericolosi".

I motivi dello stop

Il dietro front su corteo e raduno di oggi e domani è stato deciso - parola dei cinque responsabili del Coordinamento, Dario Giacomini, Eva Genzo, Roberto Perga, Stefano Puzzer, Matteo Schiavon  - dopo l'arrivo di voci preoccupanti. "Dopo aver ottenuto l'autorizzazione da parte della Questura per entrambi gli eventi - si legge sempre nella nota - il Coordinamento ha infatti ricevuto nel corso della giornata odierna ripetute, verificate e preoccupanti segnalazioni riguardanti l'arrivo in città di persone e gruppi a noi ignoti, anche da altre nazioni europee, determinati a commettere atti di violenza in un contesto che potrebbe prestarsi al riproporsi di una nuova strategia della tensione e degli opposti estremismi".  

Il grido d'allarme di Puzzer

Stefano Puzzer, il coordinatore dimissionario del Clpt, ha confermato l'annullamento e il timore per l'arrivo di gruppi violenti in un video pubblicato sui social. "Vi chiedo: fidatevi di me - ha detto ai seguaci rimasti al suo fianco e al composito universo no green pass - C'è qualcuno che sta venendo qui a Trieste, e dico centinaia e centinaia di persone, che vogliono venire qui e rovinare l'obiettivo a tutti. Noi abbiamo annullato la manifestazione di domani e quella di sabato, l'appuntamento col governo rimane, ma non venite qui perché io non voglio mettere a repentaglio la vostra incolumità".

L'incontro con il ministro

Di tutta la piattaforma delle contestazioni, quindi, resta in piedi solo l'incontro previsto per domani, sabato 23, con il ministro del Lavoro Stefano Patuanelli in cui parte di chi contesta la certificazione verde obbligatoria proverà a spiegare le sue ragioni all'esponente del governo. Parte, perché i no vax duri e puri, guidati da Ugo Rossi, leader del movimento 3V, si dicono già certi che il faccia a faccia con Patuanelli non risolverà nulla e la protesta continuerà a oltranza.

La voce della prefettura

Tornando all'annullamento delle manifestazioni previste per oggi e domani, venerdì 22 e sabato 23 ottobre, la prefettura ha diffuso una nota in cui si avvisano eventuali attivisti no pass male intenzionati. "Le manifestazioni che dovessero organizzarsi - si legge - mancando il relativo preavviso nei termini e con le modalità previste dalle disposizioni vigenti, saranno da considerare non legittimamente svolte". Fin qui, quindi, le mosse della vigilia. Oggi si vedrà se qualche frangia estrema è riuscita a "bucare" la frontiera e, saldandosi con eventuali irriducibili della protesta, saprà creare problemi all'ordine pubblico in una città dove, per altro, si stanno registrando i numeri più alti in Italia sul fronte del contagio (per tassi di vaccinazione più bassi rispetto al resto d'Italia).