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22 mag 2022

Tragedia funivia del Mottarone, il ricordo: solo morti e oggetti sparsi ovunque

Andrea Boretti, capo della stazione del Soccorso alpino, fu tra i primi a intervenire: è caduta la funivia, mi dissero. Otto ore a recuperare salme, pareva irreale

22 mag 2022
gabriele moroni
Cronaca
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Tragedia del Mottarone: i soccorsi
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Tragedia del Mottarone: i soccorsi

Stresa (Verbano-Cusio-Ossola) -  Per una strada sterrata, circondata da abeti antichi, inseguendo il ricordo di quella domenica 23 maggio di un anno fa. La stessa strada percorsa dalla fila dei carri funebri in serata, al primo epilogo del dramma. Un freddo improvviso, quasi innaturale per la stagione, l’attesa per le emozioni dell’ultima giornata di campionato, non avevano frenato l’arrivo di quel piccolo popolo sereno in uno dei luoghi canonici del turismo lombardo-piemontese: il Mottarone. Una mandria che cala da un alpeggio. Gli ombrelloni degli appassionati di aeromodellismo. I resti del nastro che transennava l’area. Sullo sterrato sassi grossi come spuntoni, pozzanghere come laghetti, pigne. Un albero coricato sul tetto di una baita, come a schiacciarla. Libera i primi ricordi Andrea Boretti, da tre anni responsabile della stazione di Omegna del Soccorso alpino. "Ero in giro in mountain bike. Mi ha chiamato la nostra centrale di Torino. Subito una informazione precisa, terribile: “È caduta la funivia del Mottarone”. Siamo partiti in tre o quattro. Ci siamo ritrovati in una quindicina". La stele con i nomi delle quattordici vittime, ancora coperta in attesa della cerimonia di oggi. Due monconi della fune traente tagliano la strada come lunghi serpenti neri. L’impianto con il cavo che penzola nel vuoto. Il pilone numero 3. "Alle 12.20 – ricorda Boretti – eravamo sul posto. Io, altri tre, due o tre poliziotti, siamo scesi dall’alto, dalla stazione di arrivo. Ci abbiamo messo non più di dieci minuti. La cabina era sulla destra, con il carrello contro un albero. Non sono uno molto impressionabile, ma quello che ho visto è impossibile da dimenticare. Dappertutto persone e oggetti, oggetti e persone. C’erano borse, documenti, scarpe, thermos, un pacchetto con del prosciutto che forse sarebbe dovuto servire per un pic-nic, un numero incredibile di telefonini e tanti non si vedevano perché ...

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