Milano - "La terza dose deve essere somministrata non prima di sei mesi dalla conclusione del ciclo vaccinale e in questo momento è riservata a persone over 80 e over 60, a persone con gravi fragilità e al personale sanitario. Anche qui si parte da subito. In questo momento l'indicazione è per le persone sopra i 60 anni, nel corso dei mesi capiremo se poi estenderla anche a chi ha meno di 60 anni. Io credo che sia una possibilità" queste la parole del l ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenuto a "Che tempo che fa" su RaiTre. "La terza dose è un pezzo importante della strategia che abbiamo messo in campo: si parte subito, già abbiamo quasi 300mila terze dosi somministrate. Le categorie indicate sono molte e alcuni non hanno ancora i 6 mesi trascorsi dal ciclo primario, quindi non saranno tutti vaccinati subito - ha ricordato -. Verificheremo ancora i dati in arrivo per capire se dobbiamo andare sotto i 60 anni per le terze dosi".

Nel corso del suo intervento nel programma presentato da Fabio Fazio Speranza ha parlato degli altri temi strettamente connessi alla campagna vaccinale, che ieri ha superato il traguardo dell'80% di vaccinati con ciclo completo. A partire dal Green Pass. "L'Italia è stato il primo Paese a renderlo obbligatorio per alcune tipologie di lavoratori. Poi la strategia del governo ha puntato sul Green Pass e i numeri sono molto incoraggianti - ha spiegato Speranza -. C'è una capacità del Paese di tenere la curva sotto controllo. Noi siamo oltre l'80% di persone che hanno completato il ciclo vaccinale e siamo all'80% di persone che hanno ricevuto la prima dose. Il nostro modello sta funzionando".

"L'obbligatorietà è una possibilità - ha aggiunto Speranza - la legge lo prevede, ma in questo momento il governo ha scelto un'altra strategia che sta portando risultati positivi. Abbiamo ancora tempo per vedere e per capire".  Speranza ha anche parlato della durata del Green Pass e delle richieste di allungarla per i tamponi. "Il Green Pass già dura 72 ore se è legato a un tampone molecolare - ha detto il ministro - dura 48 ore con i tamponi antigenici. Noi abbiamo scelto questo impianto e dobbiamo verificarlo alla luce dei fatti, lasciandolo così per il momento e poi valutando. Ormai il Green Pass è entrato nella vita delle persone, non è successo nulla di clamoroso, oggi i treni e gli aerei italiani sono più sicuri, così come i ristoranti o i teatri. Io penso che il Paese stia cogliendo il senso dello sforzo che abbiamo messo in campo, io penso che la grande maggioranza delle persone ha capito che il Green Pass è uno strumento di libertà".