Milano, 20 settembre - Al via da oggi in Italia la somministrazione della terza dose di vaccino Covid per le persone immunocompromesse, trapiantati e malati oncologici con particolari fragilità, circa tre milioni di pazienti. In realtà si dovrebbe parlare di una dose aggiuntiva a completamento del ciclo vaccinale primario di 2 dosi, per raggiungere un adeguato livello di risposta immunitaria. Si somministrerà almeno dopo 28 giorni dalla seconda, e il prima possibile se tale lasso di tempo è già trascorso. I vaccini sono quelli a mRna (Pfizer e Moderna).

 

Le regioni apripista

Diverse le regioni pronte a partire, dalla Lombardia al Veneto, dal Piemonte alla Toscana, e al Policlinico di Bari (sui bimbi oncologici), mentre Rieti è già partita la scorsa settimana con 40 trapiantati. La Lombardia parte con la somministrazione della terza dose a una platea di circa 150mila persone, si tratta di pazienti in cura chemioterapica, trapiantati, affetti da Hiv. Seguiranno gli ultraottantenni, le Rsa e il personale che opera in ambito sanitario. "Sarà possibile prenotarsi sul portale delle Poste e ci sarà una lista predefinita che riguarderà queste persone". ha sottolineato nei giorni scorsi la vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti. A dare il via alla campagna per la terza dose in Veneto saranno il presidente della Regione Luca Zaia e il commissario straordinario per l'emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo, alle 10 nell'hub vaccinale ex Maber di Villorba. In Piemonte sarà il governatore Alberto Cirio a dare il via alla somministrazione della terza dose del vaccino anti Covid. L'appuntamento è  alle 14  all'ospedale San Giovanni Bosco. La prima categoria interessata sarà quella dei pazienti immunodepressi in base a un elenco di patologie definite dalla circolare del Ministero: persone in attesa di trapianto o già trapiantate, in chemioterapia o radioterapia, affette da Hiv o con insufficienza renale/surrenale cronica. In Piemonte si tratta di quasi 53mila persone, che verranno chiamate direttamente dai centri specialistici che li hanno in cura. I vaccini utilizzati saranno Pfizer e Moderna

Terza dose: ecco le dieci categorie prioritarie

Sono dieci le categorie di pazienti che riceveranno prioritariamente la terza dose di vaccino anti-Covid, a partire da trapiantati e malati oncologici con determinate specificità. Ad indicarlo è l'attesa circolare del ministero della Salute che descrive nel dettaglio categorie e tempistiche, precisando come per tali fasce prioritarie si debba in realtà parlare di 'dose addizionale': per questi soggetti si tratta infatti di una dose aggiuntiva a completamento del ciclo vaccinale primario di 2 dosi, per raggiungere un adeguato livello di risposta immunitaria. Ecco le 10 le categorie di pazienti che riceveranno la terza dose 'addizionale': 1) trapianto di organo solido in terapia immunosoppressiva, 2) trapianto di cellule staminali ematopoietiche, 3) attesa di trapianto d'organo, 4) terapie a base di cellule T, 5) patologia oncologica, 6) immunodeficienze primitive, 7) immunodeficienze secondarie, 8) dialisi e insufficienza renale cronica grave, 9) pregressa splenectomia, 10) Aids. Si potrà utilizzare come dose addizionale, precisa il ministero, uno qualsiasi dei 2 vaccini mRNA autorizzati in Italia: Pfizer nei soggetti di età ≥ 12 anni e Moderna in d'età ≥ 18.

Dose booster: cos'è e a chi spetta

La circolare  del ministero della Salute che descrive categorie e tempistiche, distingue  la terza dose 'addizionale' dalla dose 'booster': in quest'ultimo caso la platea di riferimento non sono i soggetti particolarmente fragili per i quali si è evidenziata una minore risposta al vaccino (e che per questo necessitano di una dose appunto addizionale come parte  integrante del processo vaccinale), bensì le fasce che hanno avuto una risposta immunitaria adeguata dopo le prime due dosi ma che a distanza di tempo, o forse per via delle varianti,  hanno comunque bisogno di una dose di rinforzo a fronte del calo di copertura immunitaria che, secondo vari studi, si determina per i vaccini anti-Covid dopo 6-9 mesi. L'obiettivo della dose booster è quindi mantenere nel tempo o ripristinare un adeguato livello di risposta immunitaria, in particolare in popolazioni connotate da "un alto rischio, per condizioni di fragilità che si associano allo sviluppo di malattia grave, o addirittura fatale, o per esposizione professionale". La dose booster va somministrata dopo almeno sei mesi dall'ultima dose. Al momento, in base alle indicazioni del CTS, precisa la circolare, "si considera prioritaria la somministrazione della dose addizionale nei soggetti trapiantati e immunocompromessi". Ferma restando la  priorità del raggiungimento di un'elevata copertura vaccinale con il completamento dei cicli attualmente autorizzati, "sarà poi definita la strategia di somministrazione di una dose booster di vaccino a m-RNA (Pfizer e Moderna) in favore di ulteriori gruppi target", tenendo conto delle evidenze scientifiche e dell'evoluzione dello scenario epidemiologico. Si inizia pertanto con i più fragili e poi verranno le dosi booster per le altre categorie, come over-80, residenti nelle Rsa e sanitari.

Lo studio: con la terza dose calano contagi e casi gravi

I casi di contagio e di malattia grave calano "sostanzialmente" con la terza dose Pfizer. Lo sottolinea uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, sulla base dei dati del ministero della salute israeliano. Il tasso di infezione, rileva, almeno 12 giorni dopo il 'booster', è inferiore di "11,3 volte" rispetto alle due dosi mentre "il tasso di malattia grave è inferiore di 19,5" volte. Lo studio è stato condotto dal 30 luglio al 31 agosto su 1,13 milioni di over 60 che avevano completato l'immunizzazione 5 mesi prima, divisi in due gruppi: quelli cui è stato somministrata la terza dose e quelli che ne hanno ricevute due.  Rispetto alla variante Delta, si legge nello studio, la terza dose Pfizer "porterebbe l'efficacia del vaccino tra i soggetti che hanno ricevuto il richiamo a circa il 95%, un valore simile all'efficacia del vaccino originale riportata contro la variante Alfa". In particolare 12 giorni dopo la dose di richiamo, il tasso di infezione confermata era inferiore nel gruppo di richiamo rispetto al gruppo senza richiamo di un fattore di 11,3; il tasso di malattia grave era inferiore di un fattore di 19,5. In un'analisi secondaria, il tasso di infezione confermata almeno 12 giorni dopo la vaccinazione era inferiore al tasso dopo 4-6 giorni di un fattore di 5,4. Secondo il metodo seguito dai ricercatori, sono stati estratti i dati per il periodo dal 30 luglio al 31 agosto 2021, dal database del Ministero della Salute israeliano, riguardanti 1.137.804 persone di età pari o superiore a 60 anni e che erano state completamente vaccinate (cioè avevano ricevuto almeno due dosi del vaccino Pfizer-BioNTech) 5 mesi prima. Nello studio la malattia grave "è stata definita come una frequenza respiratoria a riposo superiore a 30 respiri al minuto, una saturazione di ossigeno inferiore al 94% durante la respirazione dell'aria ambiente o un rapporto tra pressione parziale di ossigeno arterioso e frazione di ossigeno inspirato inferiore a 300".

America divisa sulla terza dose per tutti

Il dibattito sulla terza dose del vaccino anti Covid divide gli Stati Uniti, con gli esperti della Food and Drug Administration che raccomandano il booster solo per gli over 65 ed i fragili e un nuovo studio del Centers for Disease Control and Prevention che osserva un 'significativo' calo dell'efficacia contro i ricoveri di Pfizer-BioNTech, inducendo a ritenere necessaria una terza dose generalizzata, così come sostiene da mesi il superesperto Anthony Fauci. Ma anche il presidente Biden. Secondo il Cdc, Moderna è il vaccino più efficace contro i ricoveri: dopo 120 giorni dalla completa immunizzazione, infatti, la sua efficacia è al 92% ovvero virtualmente invariata rispetto al 93% iniziale, contro il 77% di Pfizer. Per Johnson & Johnson l'efficacia cala al 68% dopo soli 28 giorni. "I dati suggeriscono che le due dosi di Moderna e Pfizer offrono maggiore protezione rispetto alla dose unica Janssen", si legge nello studio, in cui comunque si sottolinea come tutti e tre i vaccini offrono una sostanziale protezione contro i ricoveri. Lo studio del Cdc ha preceduto di poche ore le raccomandazione del comitato di esperti della Fda che, in uno schiaffo all'amministrazione Biden, si è espresso a favore del 'booster' nei sei mesi successivi alla completa immunizzazione ma solo per gli over 65 e chi è particolarmente a rischio. Un'indicazione arrivata al termine di un dibattito acceso che ha messo in evidenza e reso pubbliche le divisioni fra l'agenzia e l'amministrazione, con il rischio di alimentare lo scetticismo dei no vax che faticosamente e senza grande successo la Casa Bianca sta cercando di convincere. L'amministrazione infatti spinge da tempo sul 'booster' per tutti gli americani, attirandosi non poche critiche dal resto del mondo dove, in particolare nei paesi poveri, non ci sono a disposizione nemmeno le prime dosi per avviare una campagna di vaccinazione di massa. La prossima settimana è atteso il pronunciamento finale della Fda che di solito segue le raccomandazioni del suo comitato consultivo pur non essendo obbligata a farlo. Fra mercoledì o giovedì sono attese anche le indicazioni del comitato di esperti del Cdc su se e a chi somministrare la terza dose, prima che la massima autorità sanitaria americana prenda la sua posizione ufficiale.

Gran Bretagna, in arrivo 1,5 milioni di inviti

Circa 1,5 milioni di inglesi riceveranno, la prossima settimana, l'invito per la somministrazione della terza dose del vaccino anti-Covid. Lo riporta il Guardian ricordando che hanno diritto al richiamo 'booster' tutti gli over 50, gli anziani nelle Rsa, gli
operatori sanitari, le persone fragili over 16 in condizioni di salute a rischio e i badanti che assistono gli immunodepressi. "Le dosi di richiamo sono un modo importante per tenere sotto controllo il virus a lungo termine e proteggeranno i più vulnerabili durante i mesi invernali", ha sottolineato il ministro della salute, Sajid Javid, esortando "tutti coloro che ricevono una lettera o un messaggio a fare il richiamo il prima possibile in modo da poter rafforzare il muro di difesa in tutto il Paese cui contribuisce ogni vaccino".
Il booster prevede nel Regno la somministrazione di una dose di Pfizer o metà di quella di Moderna. Il servizio sanitario Nhs ha annunciato che nei prossimi giorni e settimane verranno emessi altri milioni di inviti per vaccinarsi con la terza dose.

Terza dose vaccino anti Covid: per chi, quando, dovranno farla tutti?