La variante Delta continua a spaventare il mondo. I contagi Covid non si fermano e l'Europa stabilisce un nuovo record: sono più di 60 milioni le infezioni da coronavirus registrate nel continente, con un drammatico bilancio di oltre 1,2 milioni di morti. E le prospettive per il futuro rischiano di non essere delle più rosee, con l'ufficio regionale dell'Organizzazione mondiale della Sanità che avverte: "La fine della pandemia non è ancora all'orizzonte". Proprio per questo motivo nei diversi Paesi si sta discutendo sul tema della terza dose, la somministrazione aggiuntiva di vaccino che secondo Pfizer avrà "effetti neutralizzanti sulla variante Delta".

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Vaccino Covid, verso la terza dose per i più fragili. Ecco cosa dicono gli esperti

Israele apripista

Israele ha fatto da apripista nel mondo, somministrando da domenica la terza dose agli over 60. Finora circa 45mila israeliani di età superiore ai 60 anni o con sistema immunitario fragile hanno già ricevuto la dose aggiuntiva del vaccino anti-Covid, ma il primo ministro Naftali Bennett vorrebbe accelerare ancora di più. Intanto è pronta a scattare la sperimentazione sul primo vaccino orale. La società farmaceutica Oramed ha ricevuto l'approvazione dal Tel Aviv Sourasky Medical Center per avviare una sperimentazione clinica su 24 volontari non vaccinati e controllerà se la pastiglia spinge a generare anticorpi e, in caso affermativo, a quale livello. Il gruppo ha affermato che prevede di iniziare la sperimentazione per la sua pillola Oravax il mese prossimo, non appena l'approvazione finale sarà ricevuta dal Ministero della Salute. Il ceo della società Nadav Kidron ha affermato che il vaccino prende di mira tre proteine di superficie del virus, mentre la maggior parte degli altri ne prende di mira solo una, e ha aggiunto che si rivolge a proteine che non sono soggette a mutazioni, suggerendo che ciò manterrà il vaccino efficace di fronte a nuove varianti. "Il nostro vaccino è un candidato particolarmente forte contro l'evoluzione del Covid grazie al suo esclusivo targeting di tre proteine anziché di una".

Svolta in Germania

La Germania offrirà agli anziani e alle persone a rischio una terza dose di vaccino Covid a partire da settembre. Lo ha annunciato il ministero della Salute tedesco, citando le preoccupazioni su "una ridotta o rapidamente indebolita risposta immunitaria". Il nuovo richiamo, con Pfizer o Moderna, sarà offerto anche a chi ha già ricevuto due dosi di Astrazeneca o la singola di Johnson&Johnson, ha aggiunto il ministero. Ma non solo. Oltre al via libera alla terza dose, i ministri della Salute dei 16 Laender tedeschi hanno deciso all'unanimità di estendere l'offerta di vaccinazione a tutti i ragazzi dai 12 ai 17 anni.

"Chiunque voglia può essere vaccinato in estate. Abbiamo abbastanza dosi per tutte le fasce d'età", le parole del ministro della Salute Jens Spahn in riferimento ai ragazzi dai 12 ai 17 anni che decidono di essere vaccinati dopo aver ricevuto i chiarimenti e le spiegazioni del medico. Finora la commissione vaccinale centrale, Stiko, non ha consigliato la vaccinazione dei giovani in questa fascia di età per mancanza di dati sperimentali. Al momento la vaccinazione è consigliata dalla Stiko solo ai ragazzi che soffrono di patologie pregresse.

Gran Bretagna, settimane decisive

Nel Regno Unito, mentre continuano a calare i contagi, il governo di Boris Johnson si prepara a un piano per la somministrazione della terza dose che sarebbe riservata per ora, secondo i media, alle "persone più vulnerabili" come anziani, malati cronici, soggetti a rischio d'infezione respiratoria. La campagna dovrebbe partire da settembre. Un portavoce del ministero della Sanità ha confermato che Londra si sta "preparando a un piano di richiami" vaccinali, ma i dettagli di una decisione finale saranno resi pubblici "a tempo debito", anche sulla base di studi ad hoc ancora in corso.

E L'Italia?

In Italia si è aperto il dibattito sulla necessità o meno di ricorrere alla terza dose. Secondo il direttore della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza, "C'è ancora indecisione. Mancano evidenze forti per poter dire che faremo la terza dose a tutti". Mentre per il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Franco Locatelli, "la dose aggiuntiva senza dubbio incrementa la memoria immunologica contro il coronavirus e ciò potrebbe essere utile per soggetti particolarmente vulnerabili". Ma una scelta di questo tipo "deve essere adottata da istituzioni o agenzie sanitarie".

I dubbi dell'Ema

La variante Delta è diventata "dominante nel Continente" ma i vaccini contro il coronavirus approvati "rimangono efficaci". Lo ha dichiarato la direttrice esecutiva dell'Ema, Emer Cooke, in un'intervista con Politico.eu. "C'è una certa riduzione dell'efficacia ma non è significativa", ha spiegato. In merito alla terza dose ha inoltre precisato: "Al momento non ci sono dati sufficienti per indicare che sia necessario un richiamo. Per alcune popolazioni, si potrebbe iniziare a vedere la necessità, il che non significa che ce ne sia bisogno universalmente in tutta la popolazione", ha aggiunto Cooke.