Milano, 9 gennaio 2021 - Il 2021 è l'anno del nuovo switch off del digitale terrestre, che alzerà il sipario sulla nuova tv digitale. Cosa succederà? Le emittenti televisive dovranno emigrare verso lo standard di trasmissione digitale di seconda generazione, il cosiddetto "Dvb-T2". Il nuovo standard dovrebbe garantire migliore qualità video e maggiori servizi. Con un rovescio della medaglia: per alcuni sarà necessario cambiare apparecchio o dotarsi di un nuovo decoder (con la possibilità però di usufruire del Bonus Tv se si hanno i requisiti). Il passaggio avverrà per gradi. Da questo mese è partita la risintonizzazione progressiva per alcuni canali.

Questa novità si è resa necessaria per il passaggio alle nuove trasmissioni con segnale in 5G. Il nuovo sistema di connessione Internet viaggia infatti sulle frequenze dell’attuale segnale televisivo per questo tutti i canali migreranno al Dvb-T2 Hevc, contro l’attuale Dvb-T1, in modo da liberare spazio di frequenze, necessario per lo sviluppo della rete 5G anche in zone non metropolitane. Di conseguenza, si avrà una qualità delle immagini di gran lunga superiore, perché il nuovo digitale terrestre permette infatti di trasmettere a maggiore risoluzione, a parità di frequenze occupate, e un maggior numero di canali.

"Si potrebbe avere qualche problema di ricezione. Per risolverlo basta per il momento effettuare la risintonizzazione. Non è necessario comprare subito un nuovo apparecchio", precisa Marco Rivolta, antennista milanese di 44 anni e “figlio d’arte“. Il primo vero passaggio importante per adeguarsi ai nuovi standard di trasmissione avverrà solo a settembre di quest’anno con l’abbandono dello standard di codifica Mpeg2 a favore del Mpeg4 che consente già oggi di vedere i canali in Hd. "Televisori datati che non sono ancora full Hd non funzioneranno più se non con l’ausilio di un nuovo decoder. Non avranno problemi a ricevere i canali gli apparecchi che permettono già oggi la ricezione del segnale in alta definizione dal numero 500 in poi del telecomando", precisa l’antennista.

Il processo inizierà già all'inizio di quest'anno, con modifiche che però, per il momento, comporteranno solo la necessità, con una cadenza diversa a seconda delle aree in cui si vive, di risintonizzare i canali.  Mentre la conversione del sistema televisivo italiano da analogico al primo digitale terrestre iniziata nel 2008 ci impiegò 4 anni per concludersi stavolta il processo sarà più breve. Lo switch off del segnale inizierà da settembre in Lombardia e altre regioni del Nord proseguendo fino a dicembre: "In quel periodo sarà necessario ricercare più volte i canali perché le frequenze verranno spostate", dice Rivolta.

Non avranno problemi a ricevere i canali tutti coloro che hanno un televisore che permette già oggi la ricezione del segnale in alta definizione dal numero 500 in poi del telecomando. Subito dopo scatterà la fase due, con il definitivo passaggio a luglio 2022 al nuovo Dvb-T2 Hevc. Per verificare se il proprio schermo è compatibile con questo standard occorre sintonizzarsi sui due canali test 100 e 200: solo se appare il messaggio «Test HEVC Main10» il modello è abilitato alla ricezione. Non dovrebbe essere necessario cambiare i televisori venduti dal 2017 in poi, ma saranno molti degli apparecchi acquistati precedentemente a necessitare di un nuovo decoder. 

Quando si parte: ecco il calendario regione per regione

Lo switch off del segnale, poco più di dieci anni dopo il passaggio al Dvb-T1, che ha radicalmente modificato le modalità di visione sul piccolo schermo, inizierà alla fine dell'estate del 2021. Il territorio nazionale sarà diviso in quattro macro aree, in cui il cambio di segnale sarà effettuato in un periodo compreso tra il 1 settembre 2021 e il 20 giugno 2022.  

Si parte l'1 settembre con le aree 1 e 3, che comprendono: Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Province autonome di Trento e Bolzano, Valle d'Aosta e Veneto. Per questi territori ci sarà tempo fino al 31 dicembre dell'anno per completare il passaggio. 

Dal 1 gennaio 2022 al 31 marzo 2022 sarà la volta dell'area 2 che comprende: Campania, Lazio Liguria, Sardegna, Toscana e Umbria.

Infine l’ultima zona, tra il 1 aprile e il 20 giugno 2022, vedrà incluse le regioni di Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Subito dopo scatterà la fase due, con il definitivo passaggio a luglio 2022 al nuovo Dvb-T2 Hevc.