Milano, 24 agosto 2018 - Scaffali vuoti da settimane per una presunta ristrutturazione che invece si è rivelata una chiusura forzata. Per i dodici lavoratori del Superdì di Vittuone, come per quelli di tutti gli altri punti vendita della Lombardia, Piemonte e Liguria, circa mille addetti, si preannuncia un autunno caldo. Da mesi col fiato sospeso, a fine luglio si sono trovati davanti alla triste realtà: la chiusura del punto vendita e, al posto dello stipendio, una stringata lettera che li invitava ad utilizzare tutte le ferie residue, in attesa di capire cosa succederà a settembre quando, con ogni probabilità, scatterà la messa in mobilità.

La chiusura del punto vendita vittuonese ha destato grande preoccupazione in municipio dove il sindaco, Stefano Zancanaro, ha incontrato nei giorni scorsi i lavoratori. «La situazione è drammatica anche perché ancora poco chiara – ha spiegato il primo cittadino –. L’azienda aveva dato rassicurazioni almeno sul pagamento dello stipendio, ma così non è stato. A fine luglio hanno ricevuto una breve lettera nella quale li invitavano a utilizzare ferie e permessi in attesa del procedimento di mobilità.Mi sono reso disponibile a coinvolgere sulla questione Regione Lombardia». L’auspicio del sindaco è che ora il Superdì di Vittuone possa essere ceduto, com’è già successo per altri punti vendita per i quali la società ha operato un affitto di ramo d’azienda. «Sappiamo che ci sono già offerte di altri gruppi – dice Zancanaro –. Lo chiederemo con tutte le nostre forze per i 12 lavoratori e per i nostri concittadini. La chiusura crea enormi disagi soprattutto ai molti anziani che abitano nel quartiere Leonardo da Vinci. Era il loro punto di riferimento per fare la spesa. Questa chiusura rischia di creare un grave disagio sociale».