Roma -   "Sono ore molto delicate in cui stiamo valutando ulteriori scelte da compiere nell'interesse del Paese. La battaglia contro il virus è aperta. Nei prossimi giorni la priorità sarà tenere la curva sotto controllo ed evitare l'esplosione del contagio che stiamo vedendo in altri paesi europei. L'attuale fase Covid è piena di sfide e insidie. In Italia oggi abbiamo superato l'87% degli over 12 anni ha ricevuto la prima dose di vaccino. E' un dato molto rilevante ma è una tappa, non un punto di arrivo". Non ha dubbi il ministro della Salute, Roberto Speranza, parlando dell'evoluzione della pandemia in Italia.  Nell'Europa attraversata dalla quarta ondata, affrontata stringendo le maglie delle restrizioni, con l'Austria che ha fatto partire il contestato lockdown anti-Covid, e la crescente preoccupazione per l'impennata di contagi in Germania, l'esecutivo targato Mario Draghi è al lavoro per definire nuove misure per contentere la quarta ondata Covid-19.

Nel pomeriggio l'atteso incontro tra Governo e regioni. Poi a metà settimana è previsto il consiglio dei ministri che deciderà le nuove regole sul Green pass (che potrebbero scattare a dicembre) con l'obiettivo di tenere aperto il Paese ed evitare contraccolpi per una ripresa economica che finalemente muove passi decisi. Il fronte delle regioni si presenta compatto e chiede a gran voce che i vaccinati viaggino in corsia preferenziale, dietro restino i no vax. Eventuali strette vanno misurate sui 'ribelli' del vaccino: non paghino tutti gli italiani, la richiesta dei governatori. Fino alla possibilità di superare la famosa divisione per 'colori', lasciando fuori dalla vita sociale solo i no vax, 'premiando' gli altri, chi ha scelto la scienza per uscire dalla pandemia, anche in zona bianca. Il governo avvia una riflessione, non si pronuncia su quel che intende fare. L'unica concessione sui prossimi passi che è in procinto di compiere è la notizia dell'anticipo della terza dose: non più sei ma cinque mesi. C'è l'ok dell'Aifa e del Comitato tecnico scientifico, quindi la 'sforbiciata' sui tempi del cosiddetto 'booster' ci sarà, un valido aiuto per fronteggiare la corsa del virus. Per il resto, tutto verrà deciso nelle prossime ore. Ma vediamo di cosa si tratterebbe, quali sono le ipotesi e i dettagli.

Cosa chiedono le Regioni

L'incontro con il governo è stato chiesto a gran voce dai governatori. "Ci confronteremo per immaginare ulteriori soluzioni. E' chiaro che siamo dentro una partita. L'acqua del virus, in questa quarta ondata, si alza e noi dobbiamo alzare il livello di attenzione", ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, ammettendo che "non essere preoccupati sarebbe da irresponsabili". Le sensibilità, nell'esecutivo come nel fronte dei governatori, sono diverse. Basti guardare - per dirne una - all'obbligo di vaccinarsi: non è al momento al vaglio di Palazzo Chigi, ma c'è chi nel governo non lo esclude. Il primo ad aprire, ai microfoni di Radio Rai 1, è il sottosegretario alla Salute Andrea Costa: "Noi siamo stati i primi a introdurre l'obbligo vaccinale per i sanitari. Bisogna riflettere se farlo con altre categorie - ha spiegato - quelle che sono a contatto con il pubblico, tipo le forze dell'ordine o chi lavora nella grande distribuzione. 

In particolare, le Regioni, con le dovute differenze tra governatori, chiedono chiarezza sulle restrizioni in vista delle festività natalizie. Massimiliano Fedriga, presidente della conferenza delle Regioni e della regione Friuli Venezia Giulia precisa: "Chiederemo di introdurre il più presto possibile delle misure che tengano insieme questi due fattori: cioè favorire le vaccinazioni, magari garantendo in caso di passaggio di zona, la possibilità di superare le restrizioni per le persone che si sono vaccinate o per coloro che hanno superato la malattia. Poi decidiamo anche qual è il tempo della vaccinazione che va preso in considerazione. Questo potrebbe raggiungere due risultati: favorire l'adesione alla campagna vaccinale degli ultimi indecisi e dall'altra dare certezze ai ristoratori, albergatori, negozianti. E' una misura che apre un po' di più, non di meno. Non stiamo parlando di escludere qualcuno, stiamo dicendo a chi ha un minore rischio di ospedalizzazione che può fare un po' più di cose. Non è una questione di chiudere, ma di aprire un po' più per qualcun altro". 

Le nuove regole del Super Green pass

L'idea del Governo - che dovrà poi affrontare la questione dei controlli e degli eventuali risvolti riguardo alla privacy - sarebbe quella di limitare la validità del certificato ottenuto con i tamponi solo per l'accesso al lavoro o ai servizi essenziali, esclusi dunque i luoghi di ritrovo, aggregazione e socialità, come cinema, ristoranti o stadi. Le restrizioni avrebbero comunque effetto solo in caso di cambio dei colori delle regioni, che al momento però non sono all'orizzonte. E ancora: il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, conferma che si sta lavorando per "prevedere l'obbligatorietà della terza dose per le categorie per cui è già previsto l'obbligo vaccinale" e la "riduzione della validità del Green pass" che potrebbe passare dagli attuali 12 ai 9 mesi. Sul tavolo anche la riduzione da 6 a 5 mesi del richiamo della prima dose. Misure che, presumibilmente, potrebbero arrivare già nel prossimo consiglio dei Ministri e potrebbero essere valide da dicembre.

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Gli appuntamenti della settimana

Prima il Comitato tecnico scientifico, poi la cabina di regia e infine giovedì il Consiglio dei ministri. Queste le tappe che saranno necessarie per licenziare il Super green pass. In settimana si decide, non dovrebbero esserci ulteriori rinvii. Il premier Draghi non ha partecipato all'incontro di oggi tra governo e Regioni ma è stato il sottosegretario alla presidenza Garofali ad aprire alle richieste dei governatori. L'esecutivo ha spiegato che ha preso nota delle proposte. E per ora annunciato l'anticipo della terza dose a cinque mesi.