Una foto d'archivio della strage di via Palestro a Milano (Ansa)

Milano, 30 ottobre 2015 - Si torna a parlare della strage di via Palestro: la Procura di Milano ha presentato ricorso in appello contro l'assoluzione nel processo di primo grado del presunto basista Filippo Marcello Tutino.  

Già in cella ad Opera per la condanna inflitta dal gup di Palermo a 10 anni e 8 mesi di reclusione per essere un affiliato alla famiglia mafiosa dei Brancaccio, Tutino il 13 gennaio 2014, in seguito alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, si era visto notificare una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere con l'accusa di strage aggravata dalle finalità di eversione dell'ordine democratico e di aver favorito Cosa Nostra. Spatuzza aveva parlato infatti di un suo coinvolgimento nell'attentato del 27 luglio 1993, in cui persero la vita 5 persone e altre 12 rimasero ferite a causa dell'esplosione di un'autobomba davanti al Padiglione d'Arte contemporanea di Milano. Tutino, lo scorso 26 giugno, era stato però assolto dalla Corte d'Assise di Milano. Assoluzione motivata motivata dai giudici con l'insufficienza di prove a suo carico e di «riscontri alle dichiarazioni» di Spatuzza. La sentenza, ora, è stata impugnata dal pm della Dda di Milano Paolo Storari, che ha presentato ricorso in appello. Nelle prossime settimane verrà fissata quindi l'udienza del processo di secondo grado.