Coprifuoco a Milano (Ansa)
Coprifuoco a Milano (Ansa)

Milano, 15 gennaio 2021 - Si parla molto di Dpcm, dal momento che dettano le regole della nostra quotidianità, ma gran parte dei provvedimenti che condizionano le nostre vite da ormai un anno trovano giustificazione nello stato di emergenza, ovvero quella particolare condizione dichiarata per la prima volta il 30 gennaio 2020 e che il governo ha prorogato fino al 30 aprile

Lo stato d'emergenza attribuisce al Governo e alla Protezione civile 'poteri straordinari' o 'speciali': per l'attuazione degli interventi è cioè possibile provvedere in deroga a ogni disposizione vigente  (seppur nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico). La durata dello stato di emergenza di rilievo nazionale non può mai superare i 12 mesi ma è prorogabile per  ulteriori 12. Dunque, si può arrivare fino a due anni di poteri speciali.

Smart working

Se milioni di italiani lavorano da casa senza dover ricorrere ad accordi individuali o sindacali, è grazie alla procedura semplificata che consente ai datori di lavoro di decidere in maniera unilaterale sull'applicazione dello smart working. Ancora fino al 30 aprile, dunque, sarà possibiel ricorrere al lavoro agile in deroga alla legge 81 del 2017.

Mascherina

L'obbligo di portare la mascherina è una misura che trova applicazione nello stato di emergenza. 

Chiusure

Chiudere bar e ristoranti, centri commerciali e negozi, musei e cinema non sarebbe possibile senza una condizione straordinaria come appunto lo stato di emergenza

Spostamenti limitati

Anche il limitare gli spostamenti all'interno della regione quando non addirittura al proprio Comune, per non parlare ovviamente del coprifuoco nottutno che vieta di uscire di casa dalle 22 alle 6, trova giustificazione solamente nell'emergenza epidemiologica. Altrimenti, non sarebbe ovviamente possibile limitare in questa maniera una libertà fondamentale com quella di circolazione.