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19 gen 2022

Scuola, il rebus quarantene e dad: 1, 2 o 3 positivi. Contatti, sport e lezioni in tilt

Problemi di interpretazione, controlli green pass, comunicazioni di ats, tamponi, certificati medici, dad a singhiozzo: c'è il rischio paralisi in molte scuole

fabio lombardi
Cronaca

Milano, 19 gennaio 2022 - Le regole sono (sulla carta) abbastanza chiare. Ma poi calarle nella realtà diventa un "macello". Perché le disposizioni si incrociano alla burocrazia e alla "vita reale".

L'aumento dei contagi a scuola

Se il ministro all'istruzione Bianchi diffonde dati rassicuranti (93% dei ragazzi è in presenza) l'impressione è, per chi vive la scuola sul campo (genitori, studenti e insegnanti), che nelle ultime ore la situazione si stia moltiplicando con il fiorire di numerosi casi "scolastici". Nella prima settimana di lezione i rischi erano ridotti dal fatto che molti ragazzi e alunni non erano rientrati in classe perché risultati positivi o contatti di positivi nell'ultima fase delle vacanze natalizie. Ora questa sorta di "barriera" non esiste più e le positività (o i contatti con esse) si moltiplicano.

In classe e agli allenamenti

Contatti che fra i ragazzi e i bambini non sono solamente a scuola ma anche nelle attività all'esterno delle classi: sport, ritrovi di amici che (con tutte le misure di contenimento possibili) costituiscono un possibile veicolo di contagio. E ogni "piccolo atleta" è poi anche un alunno/studente che se positivo (anche se non per colpa dei contatti in classe) finisce per condizionare l'attività didattica.

Le regole

Le regole come detto sono chiare, ancorché non semplicissime, e più volte ribadite. Ecco cosa prevedono le norme attuali

Scuola, le regole su contagi e quarantena
Scuola, le regole su contagi e quarantena
  • NIDI E SCUOLE DELL'INFANZIA. Da 0 ai 6 anni, con «un caso di positività», si sospende l'attività didattica della classe per 10 giorni, con quarantena di pari durata e test di uscita, molecolare o antigenico, negativo.
  • ELEMENTARI - Con «un solo caso di positività nella classe», gli alunni restano in presenza ma «si raccomanda di consumare il pasto ad una distanza interpersonale di almeno 2 metri». In questo caso è prevista la «sorveglianza con test antigienico rapido o molecolare da svolgersi prima possibile dal momento in cui si è stati informati del caso di positività e da ripetersi dopo cinque giorni». Sempre alle elementari, «in presenza di almeno due casi positivi», si sospende l'attività in presenza e si applica la didattica a distanza per la durata di 10 giorni con  quarantena di pari durata e test in uscita.
  • MEDIE E SUPERIORI - Alle medie e superiori, in presenza di un caso di positività nella classe, la didattica prosegue in presenza, con l'obbligo di indossare mascherine FFP2 almeno per 10 giorni, ma «si raccomanda di non consumare pasti a scuola a meno che non possa essere mantenuta una distanza interpersonale di almeno due metri». Dai due positivi in classe in poi «le misure previste sono differenziate in funzione dello stato vaccinale». Gli alunni che non abbiano concluso il ciclo vaccinale primario, che lo abbiano concluso da più di 120 giorni, che siano guariti da più di 120 giorni e ai quali non sia stata somministrata la dose di richiamo, andranno in Dad per 10 giorni (con quarantena della durata di 10 giorni e test di uscita negativo per rientrare). Gli studenti che hanno concluso il ciclo vaccinale primario, che siano guariti da meno di 120 giorni o che abbiano ricevuto la dose di richiamo, potranno proseguire in presenza con l'obbligo di indossare FFP2 per almeno 10 giorni. Anche in questo caso «i raccomanda di non consumare pasti a scuola a meno che non possa essere mantenuta una distanza interpersonale di almeno due metri». La misura sanitaria è «l'auto-sorveglianza». In questo caso il Miur precisa che «alla luce della nuova normativa, i requisiti per poter frequentare in presenza devono essere dimostrati dall'alunno interessato» e che «l'istituzione scolastica, per effetto dell'intervento legislativo, è abilitata a prendere conoscenza dello stato vaccinale degli studenti in questo specifico caso». Sempre alle medie e alle superiori con almeno 3 casi di positività in classe è sospesa l'attività in presenza e si applica la didattica a distanza per 10 giorni.

Dad e vaccinazioni "in scadenza"

Ma se per asili ed elementari le cose sono abbastanza lineari il rebus nasce alle superiori con il "doppio binario" fra vaccinati, trivaccinati e non vaccinati. Senza contare il fatto che molti ragazzi sono magari in scadenza della "validità" della seconda dose. Cioè sono in scadenza i 120 giorni che permettono di andare "in presenza" anche con due casi di positività in classe ma, per problemi di slot ìndisponibili, dovranno attendere settimane per fare la terza dose. Anche se da oggi è più semplice spostare la data per la terza dose in Lombardia. Lo si può infatti fase senza cancellare l'attuale prenotazione (e perdere così ulteriore tempo).

Dad a singhiozzo

Ci sono ragazzi che in questi stanno andando in presenza ma ai quali nei prossimi giorni valicheranno i 120 giorni dalla vaccinazione e dovranno quindi andare in dad, magari ritornando in presenza dopo un paio di giorni perché nel frattempo riusciranno (forse) a fare la terza dose.

Rebus controlli a scuola

C'è poi il rebus controlli. Non tutti i professori posso farlo, ma la verifica del green pass deve essere effettuata da un dirigente o un delegato. I professori non possono infatti fare i guardiani. Ci sono questioni legate alla privacy che impediscono la verifica di dati come lo stato vaccinale degli studenti. La questione, ha ricordato  il ministro della salute Bianchi, riguarda soprattutto "il rientro a scuola post positivo o post quarantena, il fatto che sia sufficiente il tampone" e su questo "abbiamo una cautela, espressa soprattutto dal Garante della Privacy, sul fatto che i titoli sanitari possono essere verificati solo da una persona che ha una competenza medica, quindi il pediatra. Stiamo verificando il passaggio successivo in modo che possa verificarsi senza ledere i diritti di privacy di ciascuno: è un passaggio opportuno che stiamo verificando".

E quando la verifica coinvolge centinaia di studenti tra non vaccinati, mono bi e tri vaccinati ognuno dei quali deve essere sottoposto a regimi di quarantena, dad o presenza differenti.

Il caso elementari

C'è poi un'ulteriore questione che sta indispettendo i genitori dei bambini delle elementari vaccinati. Il protocollo scolastico alle elementari non fa differenza fra vaccinati e no. Tutti in quarantena e dad con un caso positivo. Ma la norma generale prevede invece che i vaccinati (con due dosi da meno di 120 giorni) non debbano stare in quarantena (potendo uscire con mascherina ffp2) nemmeno se contatti di un positivo. Anche in questo caso molti chiedono che i bambini vaccinati continuino ad andare in presenza mentre gli altri, non vaccinati, siano in dad. Anche se alle elementari, dove già la dad è complicata per età dei bimbi, un sistema a "doppio binario" sarebbe ancor più complesso.

Rebus comunicazioni Ats - scuola

Senza contare le comunicazioni. Pare una corsa ad ostacoli. Possono infatti passare ore (se non giorni) fra la comunicazione di una positività da Ats alla scuola e la comunicazione della scuola agli studenti. Mail che arrivano in tardissima serata quando non nel cuore della notte costringendo i genitori ai salti mortali per capire cosa bisogna fare. Qui bisognerebbe poi aprire un capitolo a parte sulle chat su whatsapp dei genitori, ma qui si aprirebbe un vaso di pandora.

Il rientro in classe fra tampone negativo e certificato medico

C'è invece un problema che riguarda tutti gli alunni (asilo, elementari, medie e superiori). Diverse Asl e Ats prevedono che il rientro a scuola sia possibile non solo attraverso l'esibizione del test negativo, ma con un certificato medico che attesti l'avvenuta guarigione. Un passaggio che ha una ragione medico/giuridica (sono un medico può certificare la validità/veridicità di un attestato di negatività). Un ulteriore complicazione per i genitori e per i pediatri già subissati di lavoro in questi giorni.

Quarantena e sport

E se sono in quarantena da scuola posso andare a fare gli allenamenti di calcio (o qualsiasi altro sport). La risposta è complessa. Se per asilo ed elementari (dove non c'è differenza fra vaccinati e no) la risposta è: no, non si può. Ma per medie e superiori le cose cambiano. Nel caso ad esempio di un vaccinato con 2 dosi da meno di 120 giorni o un trivaccinato le norme generali (non legate alla scuola) prevedono una persona che pur essendo stato in contatto non è tenuto all'isolamento ma che "con mascherina ffp2 può uscire". Quindi anche andare agli allenamenti? In teoria sì, ma dovrebbe mantenere la mascherina ffp2 nel corso dello svolgimento delle attività: cosa che, è evidente, non si può fare. Sempre sul fronte attività sportive c'è sempre la richiesta, in caso di un bambini/atleta positivo, di esibire un certificato medico di avvenuta guarigione che sostituisca il certificato di buona salute (sia esso agonistico o non agonistico) fatto a inizio stagione.

Necessità semplificazione

"Abbiamo un dialogo intensissimo con Speranza e il Ministero della Salute e abbiamo segnalato la discrepanza tra i diversi protocolli" sulla gestione dei casi Covid a scuola: "Il tema cruciale ora è la semplificazione: diventa il limite più grosso oggi a una gestione della fuoriuscita dalla pandemia. Bisogna andare verso una semplificazione e verso una convergenza dei sistemi di lettura. Possiamo fare linee guida o direttive, ma non abbiamo una capacità impositiva: stiamo lavorando su questa tematica". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, in audizione alla Commissione Cultura della Camera.  "E' cruciale il rapporto con l'organizzazione sanitaria - ha spiegato - che è regionalizzata, e la situazione è molto diversificata regione per regione e provincia per provincia. Dove si riesce, non solo tra preside e direttore dell'Usl, ma a livello territoriale, darsi delle regole aiuta enormemente".

Il caso Trentino: dad con 4 positivi

Cambiano le regole del protocollo in materia di sicurezza e contrasto alla pandemia da Covid applicato alle scuola del Trentino. Lo ha reso noto, in conferenza stampa, il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, che ha annunciato una nuova ordinanza sulle regole per la didattica a distanza (Dad) in relazione ai contagi, con indicazioni leggermente differenti da quelle previste a livello nazionale. Il provvedimento verrà firmato domani. A quanto specificato, per le scuole secondarie di secondo grado la Dad per l'intera classe scatta con il quarto positivo, mentre fino al terzo restano le lezioni in presenza per i vaccinati e i guariti. «In estrema sintesi - afferma Fugatti - permettiamo alla classe di restare in presenza con un contagio in più, che è un vantaggio».

Negli altri ordini di istruzione, dagli asili nido alle secondarie di primo grado, rimane il requisito dei due casi per la sospensione dell'attività in presenza ed eventuale quarantena dei contatti. Il periodo di sospensione del servizio in presenza per la classe (la cosiddetta quarantena) passa invece da 14 a 10 giorni. «La nuova ordinanza è il frutto dell'analisi dei criteri nazionali e dei criteri applicati dal Trentino, un esame che ci eravamo impegnati a fare con la riapertura delle scuole dalla pausa natalizia», ha detto Fugatti, specificando come l'ordinanza sfrutti «gli spazi di autonomia, valorizzando le regole che puntano a promuovere la scuola in presenza». L'ordinanza prevede inoltre indicazioni operative per le scuole, al fine di procedere in autonomia alla sospensione delle attività sulla base delle comunicazioni da parte dell'azienda sanitaria dei casi positivi. Adeguata comunicazione verrà garantita anche alle famiglie.

 

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