Insegnanti precari (foto repertorio)
Insegnanti precari (foto repertorio)

Milano, 9 ottobre 2020 - Il 70% delle cattedre vacanti nelle scuole lombarde ha trovato il suo supplente, ne mancherebbero all’appello ancora 11mila. "A oggi circa il 65% dei candidati che ha chiesto questa estate di essere inserito nelle graduatorie provinciali ha rifiutato l’incarico al momento della convocazione", fa i conti Massimiliano Sambruna, Cisl Scuola Lombardia.

Operazioni chiuse e insegnanti (quasi) tutti in aula da questa settimana nelle province di Bergamo, Lodi, Sondrio e Lecco; continua la caccia al supplente a Cremona, Brescia, Monza e Brianza e Pavia, dove le operazioni andranno avanti almeno per tutta la prossima settimana, soprattutto per risolvere la questione più spinosa: garantire il sostegno agli oltre 45mila alunni con disabilità e disturbi dell’apprendimento in Lombardia, dove ben 15mila insegnanti specializzati nelle graduatorie mancano proprio. Milano - chiamata a processare oltre 112.000 domande - ha coperto il 60% dei posti vacanti e si è dato un cronoprogramma serrato: "Tutti in aula, sostegno compreso, entro al massimo venerdì: ci siamo dati queste tempistiche – spiega Sambruna, al termine dell’ultimo “video-incontro“ in provveditorato –. Entro domattina (oggi, ndr) si chiuderanno le operazioni alle elementari. Sono arrivati a coprire 6.500 cattedre su 11mila. Ed entro sabato termineranno con tutte le classi di concorso per cominciare col secondo step: sostegno". Non ci sono più candidati con l’abilitazione, si attingerà dalle graduatorie “incrociate“ derivate da quelle su posto comune. Tempi stretti per l’accettazione dell’incarico per iniziare al più presto con le assegnazioni, perché non c’è più tempo da perdere. Obiettivo: tutti in aula a un mese esatto dalla prima campanella. Ma dopo il caos informatico e gli intoppi resta ancora un’incognita: "Quanti accetteranno? Questo è il problema", ricorda Sambruna.

"Alle elementari uno su 4 ha accettato il posto, alle superiori le operazioni sono ancora in corso ma in genere va molto meglio, sappiamo che la percentuale delle rinunce sarà minore – l’ultimo pronostico –. Al momento però solo il 35% dei candidati ha accettato. L’urgenza è garantire il diritto allo studio agli studenti e il diritto al lavoro per gli insegnanti, ma chiusa la partita ci si dovrà interrogare". E il tema caldo arriverà questa mattina anche sul tavolo del prefetto di Milano: i sindacati si sono rivolti anche a lui per il caos cattedre di quest’anno. "Perché il problema a questo punto non è solo scolastico ma sociale", ricordano dalla Flc-Cgil. "La scuola è iniziata il 14 settembre e dopo quasi un mese molte scuole non hanno ancora ricevuto un supplente o lo hanno ricevuto in ritardo perché non ci si è organizzati in modo preventivo per far fronte al carico di domande da analizzare – ricorda Tobia Sertori, Flc Cgil Lombardia –. Abbiamo iniziato l’anno con una scuola “dimezzata“. Per far fronte alla carenza di persone chiamate a occupare le cattedre vacanti è stato ridotto il tempo scuola". Da un mese l’ufficio scolastico lombardo e quello milanese lavorano senza sosta, ma iI tempo pieno resterà un miraggio ancora per una settimana. "Alcuni candidati si sono messi in graduatoria ma hanno un posto a tempo indeterminato alle paritarie a cui non rinunciano – sottolinea Sertori –. E resta da risolvere il problema del sostegno: bisogna programmare i numeri delle abilitazioni in base alle necessità. L’anno scorso su tre università sono stati autorizzati mille posti. Non bastano. Un tempo i corsi di specializzazione venivano organizzati dal provveditorato".