Cagliari - A dare il buon esempio sul rispetto delle regole anti-Covid, sulla carta dovrebbe essere chi amministra. Ma qui l'unica carta contemplata era quella del menu. La Procura della Repubblica di Cagliari ha aperto un‘inchiesta sul pranzo interrotto mercoledì scorso dalla Guardia di Finanza in un‘hotel di Sardara, nel sud Sardegna, a cui stavano partecipando, nonostante i divieti previsti dalla zona arancione, diverse persone, tra cui - secondo indiscrezioni - esponenti politici locali e dirigenti regionali. La procuratrice Maria Alessandra Pelagatti ha chiesto una dettagliata informativa alle Fiamme Gialle di Cagliari, per poi decidere di proseguire assegnando a un magistrato un fascicolo in bianco a modello 45 o con già un‘ipotesi di imputazione di reato formulata. 

Il pranzo nel ristorante dell‘hotel sarebbe stato organizzato nonostante le restrizioni della zona arancione, a cui avrebbero preso parte numerose persone, secondo indiscrezioni addirittura una quarantina, tra cui appunto amministratori locali e dirigenti di enti regionali. L‘arrivo delle Fiamme gialle avrebbe dato vita a un fuggi fuggi generale: 19 le persone identificate dai finanzieri, tra questi il comandante regionale della Forestale della Sardegna, che si sarebbero giustificate dicendo che si trovavano lì per motivi di lavoro (l‘hotel è regolarmente aperto ma non può effettuare servizio di ristorazione al tavolo agli esterni). Per alcuni di questi sarebbe già in arrivo la multa da 400 euro, ma sull‘intera vicenda la Procura ha deciso di volerci vedere chiaro.

“Un’offesa gravissima ai lavoratori in affanno, alle imprese in crisi e a tutti i cittadini stremati dall’emergenza sanitaria, vissuta da tanti, troppi, in prima persona, con familiari e amici che hanno perso anche la vita a causa del Covid”. Così il segretario generale della Cgil Michele Carrus, che si dice “sconcertato” dalle notizie sul pranzo a Sardara, “per la presenza di politici e di funzionari che offendono il proprio ruolo pubblico aggirando le regole, con una mancanza di rispetto totale per tutti i cittadini in grave disagio e sofferenza per la situazione sanitaria ed economica in cui versa la Sardegna”. Per la Cgil non sarebbe accettabile andare avanti lasciando cadere la vicenda, come a volte accade, nel dimenticatoio.

La Cgil è esplicita. “Chi era presente non può ora non dimettersi. E chi ha ruolo per farlo lo eserciti anzitutto per portare chi non lo facesse spontaneamente a lasciare gli incarichi ricoperti” ha concluso Carrus in riferimento alle notizie secondo cui Solinas reputerebbe inconciliabile la permanenza in qualunque ruolo o incarico regionale di chi abbia violato le norme di contenimento della pandemia. “Paghiamo una diffusione virale che ha camminato sulle gambe delle persone, non dobbiamo nasconderci dietro un dito, alcuni atteggiamenti non sono stati propriamente responsabili”. Cosi il presidente della Regione, Christian Solinas.