Una trappola per farla tornare a casa. Questo sarebbe stato l'intento dell'sms che Nazia Shaheen, 48 anni, avrebbe scritto alla figlia Saman Abbas, 18 anni. "Ti prego fatti sentire, torna a casa. Stiamo morendo. Torna, faremo come ci dirai tu" è il contenuto del messaggio riportato da "La Gazzetta di Reggio". Un messaggio che la madre avrebbe inviato alla figlia che in quel periodo si trovava in una comunità protetta e che non aveva alcuna intenzione di tornare a casa. La ragazza era stata trasferita in una casa famiglia a fine novembre, quando si era opposta al matrimonio combinato dal padre con un cugino in Pakistan. Saman Abbas però ha lasciato la struttura, volontariamente, solo quattro mesi dopo. Gli operatori sociali e i carabinieri l'avevano avvertita dei possibili rischi a cui sarebbe andata incontro. Non è dimostrabile se l'sms della madre abbia avuto un ruolo di primo piano nella sua decisione di tornare a casa, quel che è certo è che la ragazza è poi scomparsa nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio a Novellara. 

Le nozze combinate

Saman aveva deciso di non accettare quello che era stato deciso per lei. Ovvero quello che in Pakistan è spesso una consuetudine: le nozze combinate dai genitori dei due futuri sposi. Una consuetudine che fa parte della cultura di alcune zone del Pakistan e che non è ritenuta un abuso. Ma per Saman Abbas lo era. Lei non voleva che il suo matrimonio e il suo destino fossero decisi da altri. Per questo era stata trasferita in una casa famiglia. La decisione degli operatori sociali aveva sconvolto gli equilibri famigliari, tanto da fare esclamare alla madre "Come faremo a spiegarlo in Pakistan? Questo è un disonore per tutti". 

Tutto programmato

La famiglia aveva già predisposto tutto. L'organizzazione del matrimonio fra Saman e un suo cugino in Pakistan era stata pianificata per bene dalle famiglie. L'unica cosa che mancava, la più importante, era il sì della ragazza. La quale non aveva intenzione di acconsentire. Da qui la decisione dei Servizi sociali di inserirla in una struttura protetta.