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30 ago 2021

Covid e ritorno a scuola: più mezzi e ingressi scaglionati. E' operazione prima campanella

Quasi tutte le città diversificano gli orari, a Milano 120 navette riservate. Tutti cercano nuovi pullman

giambattista anastasio
Cronaca
Security measures inside the Giulio Cesare high school in Rome, Italy, 26 August 2021. There has been a sharp rise in the number of teachers and other school staff who have been vaccinated against COVID-19, Italian Education Minister Patrizio Bianchi said Thursday. "There has been a strong increase in the vaccinated in these days among school staff," Bianchi said, adding that the vaccinated, with their Green Pass vaccine passports, would be allowed to teach while the unvaccinated would be suspended.
ANSA/ MASSIMO PERCOSSI
In una scuola viene misurato il distanziamento

Milano - La settimana che è appena iniziata sarà decisiva per la messa a punto dei piani con i quali in Lombardia si affronterà la ripresa di settembre e, in particolare, la riapertura delle scuole. Di provincia in provincia, di prefettura in prefettura, già da ieri, e fino a venerdì, sono in programma riunioni utili a definire le misure necessarie a conciliare più priorità: scongiurare assembramenti che possano facilitare la diffusione del Coronavirus e al tempo stesso garantire lezioni in presenza a tutti gli studenti nonché il proseguimento di tutte le attività: da quelle economiche a quelle ricreative passando per gli esercizi pubblici e commerciali. Le certezze dalle quali sono partiti, e partiranno, i prefetti lombardi sono due. La prima: bisogna garantire, come detto, lezioni in presenza agli studenti. La seconda: i mezzi pubblici, però, dovranno viaggiare con una capienza non superiore all’80% del totale. Due, allora, anche le variabili sulle quali si è agito e si agirà nei tavoli prefettizi: differenziare gli orari di ingresso nelle scuole, e talvolta gli orari di apertura delle varie attività, e potenziare il trasporto pubblico in modo da diluire le presenze a bordo. A seconda delle province, c’è chi ha lavorato su entrambe le variabili e chi su una sola. Di seguito un primo quadro della situazione.

Per quanto riguarda Milano e provincia l’incontro in prefettura si è tenuto ieri. Le scuole dovranno organizzare l’ingresso su due turni: il 70% degli studenti dovrà entrare in classe alle 8 e il restante 30% alle 9.30. Indicazione chiara anche per i rettori delle Università: lezioni solo dalle 10 del mattino, non prima. Per evitare assembramenti Atm istituirà 120 bus esclusivamente dedicati a 32 istituti scolastici, quelli con il maggior numero di iscritti. Si tratta di bus noleggiati da aziende di trasporto private, bus turisitici. Scuole a parte, nelle ore di punta le corse saranno potenziate del 20% in superficie e del 10% in metropolitana. Nell’hinterland il potenziamento delle corse sarà in media del 15%. Il Comune di Milano ritirerà fuori dal cassetto il piano di scaglionamento degli orari della città. Scelte già fatte pure a Lodi e provincia. In questo caso le scuole dovranno attrezzarsi per far entrare metà degli studenti alle 7.45 e l’altra metà alle 9.15. Anche a Brescia si è optato per il doppio turno: primo ingresso alle 8 per il 60% dei ragazzi e secondo ingresso alle 10 per il restante 40%. Indispensabile procedere ad un potenziamento del trasporto pubblico locale in una provincia che vive su un equilibrio del tutto particolare: Brescia, il capoluogo, conta circa 200mila abitanti, mentre i Comuni dell’hinterland e delle valli valgono nel complesso 1,3 milioni di abitanti. Proprio per questo il potenziamento avverrà quasi esclusivamente in provincia, con un aumento di mezzi pari all’8,5% nell’ora di punta del mattino. In numeri assoluti: circa 55 autobus in più per un totale di 850 corse e 65mila studenti delle superiori da trasportare. A chiudere l’elenco delle province dove si è già approdati alle scelte definitive sono Sondrio e Pavia. In entrambi i casi si è ritenuto che possa bastare un solo turno di ingresso negli istituti scolastici. A Sondrio e provincia si è contestualmente provveduto a mettere in strada 40 autobus in più, 27 dei quali noleggiati da aziende di trasporto private che non hanno alcun contratto o affidamento con l’azienda municipale. A Pavia e provincia si è optato per un sistema di scuolabus su prenotazione.

Quindi le province in cui i tavoli prefettizi si terranno nei prossimi giorni. In questo caso, quelli esposti sono orientamenti o ipotesi di intervento decisamente fondate. Partiamo da Bergamo, provincia nella quale le decisioni saranno ufficializzate domani. Nel capoluogo come nei Comuni intorno, l’ingresso a scuola sarà su due turni: il 65-70% degli studenti entrerà alle 8 e l’altro 30-35% alle 10. In strada saranno messi 60 bus turistici che serviranno soprattutto, ma non esclusivamente, le scuole e i relativi studenti. A Monza e Brianza si è orientati per un doppio ingresso secco: 50% dei ragazzi alle 8 e il 50% che resta alle 9. Giovedì la riunione in Prefettura nella quale si capirà come e quanto sarà potenziato il trasporto pubblico locale. Nelle province di Como, Lecco e Varese si opterà per un primo turno di ingresso riservato al 65% degli studenti ed un secondo al 35% degli stessi. Infine Cremona e Mantova. In ambo i casi gli scaglioni saranno due: l’80% dei ragazzi entrerà intorno alle 8, il 20% entro le 10. Attenzione, però: nel mantovano il doppio turno riguarderà solo il capoluogo, non la provincia che resterà col turno unico. E altrettanto vale, nel cremonese, per i Comuni di Crema e Casalmaggiore.
 

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