Quotidiano Nazionale logo
il Giorno logo
Quotidiano Nazionale logo
il Giorno logo
23 giu 2022

Rifiuti speciali, calo da Covid: la Lombardia si dà una ripulita

Produzione a -5%, ma la regione ancora prima. A far da argine il maggior numero di impianti di trattamento

23 giu 2022
federica pacella
Cronaca
MELEGNANO - RIDUZIONE TARI PER FAMIGLIE IN DIFFICOLTA' - RACCOLTA RIFIUTI - FOTO CANALI/ANSA - PER REDAZIONE SUD MILANO/METROPOLI - PINCIONI/CANGEMI
rifiuti
MELEGNANO - RIDUZIONE TARI PER FAMIGLIE IN DIFFICOLTA' - RACCOLTA RIFIUTI - FOTO CANALI/ANSA - PER REDAZIONE SUD MILANO/METROPOLI - PINCIONI/CANGEMI
rifiuti

L’anno della pandemia taglia i rifiuti speciali in Lombardia, ma la regione resta al primo posto in Italia per produzione. La nuova edizione del rapporto Rifiuti speciali di Ispra conferma che la Lombardia è la prima regione per produzione, con 31,8 milioni di tonnellate, pari al 38% del totale dei rifiuti speciali generati dal nord Italia, il 22% di quelli italiani. Un dato atteso, come spiegato da Valeria Frittelloni (Responsabile del centro nazionale dei rifiuti e dell’economia circolare Ispra), perché a produrli sono le aziende, concentrate nell’area più produttiva della penisola. Qui è anche localizzato il 20% degli impianti: 2106 in Lombardia a fronte dei 10.472 a livello nazionale. Rispetto al 2019, quando i milioni erano stati, 33,5, c’è stato un calo di 1,7 tonnellate, il -5%, che supera la riduzione media nazionale del -4,5%.

Quanto all’identikit dei rifiuti, il 90,4% degli speciali lombardi (poco più di 28,7 milioni di tonnellate) è costituito da rifiuti non pericolosi e il restante 9,6% (quasi 3,1 milioni di tonnellate) da rifiuti pericolosi, che rappresentano la quota maggiore prodotta in Italia.

Le principali tipologie prodotte sono rappresentate dai rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione (44,3% della produzione regionale totale) e da quelli derivanti dal trattamento dei rifiuti e delle acque reflue (27,2%). A livello regionale, però, le quantità gestite sono più di quelle prodotte: 40,2 milioni di tonnellate, di cui 37,3 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi e circa 3 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi, segno che questo ambito è diventato un asset importante per il tessuto economico.

La maggior parte, 31 milioni, sono recuperi di materia residuale, di cui solo una parte residuale (501mila tonnellate) come fonte di energia. Resta costante la quota che finisce in discarica, 2,5 milioni di tonnellate (il 6,2% del totale gestito) sulle 6 tonnellate destinate a smaltimento. La provincia con maggiori volumi è quella di Brescia, che ha ben 12 discariche (sulle 25 di tuta la regione) per circa 1,7 milioni di t/a di rifiuti speciali pericolosi e non: si tratta del 68% del totale lombardo.

Seguono Monza (224mila t/a), Cremona e Pavia (circa 114mila t/a). Se è vero che la Lombardia è la regione del Nord che recupera e smaltisce il maggior quantitativo di rifiuti, altrettanto vero che qui si inceneriscano il 52,8% del totale dei rifiuti speciali trattati in Italia e il 41,7% dei rifiuti pericolosi, con un incremento del 12,4% rispetto al 2019, di cui la maggior parte nel bresciano.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?