Milano, 25 febbraio 2021 - C'è fermento nel mondo dei rider, dopo i risultati dell'indagine della Procura di Milano che imporrà, tra l'altro, l'assunzione di 60mila ciclofattorini: i rider della rete nazionale Rider X i Diritti riprendono la mobilitazione. La decisione era nell'aria da giorni e oggi è stata ufficializzata da un'assemblea a distanza che, si legge in un comunicato, ha visto una "straordinaria partecipazione" di lavoratori del food delivery, con "32 città connesse da nord a sud" e una "copertura pressoché totale di tutte le piattaforme". 

Lo sciopero

Dalla discussione è emerso un "netto rifiuto" dell'accordo Assodelivery-Ugl e "un'indignazione crescente - scrivono i riders - anche alla luce dei clamorosi risultati dell'indagine della Procura di Milano". Per queste ragioni l'assemblea ha proclamato una giornata di mobilitazione per il 26 marzo: quel giorno i fattorini sono invitati a "incrociare le braccia e scioperare", ma si punta anche alla partecipazione dei clienti tramite un appello "a non usufruire del servizio in quella data, in solidarietà alla nostra lotta". Per la rete Rider X i Diritti, è importante "ribadire con una protesta nazionale che coinvolga tutti i territori e il maggior numero di riders (e di clienti attraverso il boicottaggio) - continua il comunicato - la necessita' di arrivare al riconoscimento di tutti i diritti al più presto". Questo anche "alla luce anche del fatto che durante il lockdown del 2020 siamo stati equiparati ai lavoratori essenziali e in molte occasioni riconosciuti come lavoratori dipendenti o eterorganizzati cui spettano le tutele piene della subordinazione".