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24 gen 2022

Covid, i ricoveri crescono solo tra i bambini: ecco gli ultimi dati

In Lombardia calano le ospedalizzazioni, stabili le terapie intensive. I numeri sulle reinfezioni

Si stanno stabilizzando i dati relativi ai ricoveri per Covid e alle terapie intensive ma non per tutte le fascie d'età. I numeri risultano infatti in aumento tra i bambini sotto gli 11 anni di età per cui è comunque disponibile il vaccino. Nell'ultima settimana nei bambini tra 5 e 11 anni sono state registrate circa 400 ospedalizzazioni sulle 834 complessive che hanno riguardato la popolazione 0-19 anni. Lo riferisce la presidente della Società italiana di pediatra (Sip), Annamaria Staiano, citando dati frutto di una elaborazione delle statistiche dell'Istituto superiore di sanità (Iss), e sottolineando l'importanza della vaccinazione per proteggere i più piccoli anche dal rischio di ricoveri.  Complessivamente, nell'ultima settimana sono state oltre 294mila le nuove infezioni nella fascia di età 0-19 anni, con 834 ospedalizzazioni, 13 ricoveri in terapia intensiva e un morto, sempre secondo l'elaborazione Sip sui dati dell'Iss.

I dati
I dati

Ricoveri nei reparti

A livello giornaliero, secondo Agenas, la percentuale di posti occupati da pazienti Covid nei reparti ospedalieri di area non critica è ferma al 30% in Italia ma cresce in 11 regioni o province autonome: Abruzzo (al 31%), Campania (31%), Emilia Romagna (28%), Friuli Venezia Giulia (35%), Lazio (31%), Liguria (41%),PA Bolzano (21%), PA Trento (27%), Sardegna (18%), Sicilia (38%), Valle d'Aosta (53%). Cala in Lombardia (39%), Marche (28%), Toscana (26%). Stabile in Basilicata (al 25%), Calabria (40%), Molise (10%), Piemonte (31%), Puglia (24%), Umbria (29%), Veneto (25%).

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Terapie intensive

Stabile anche la percentuale di terapie intensive occupate da pazienti Covid: il dato medio è 17% con un calo in in  6 regioni o province autonome: Calabria (15%), Campania (12%), Liguria (19%), PA Bolzano (18%), Umbria (9%), Veneto (16%). Cresce in 5: Basilicata (al 6%), Emilia Romagna (17%), Friuli Venezia Giulia (22%), Molise (5%), Piemonte (25%). È stabile in 10: Abruzzo (al 20%), Lazio (22%), Lombardia (15%), Marche (al 21%), PA Trento (26%), Puglia (14%), Sardegna (15%), Sicilia (19%), Toscana (21%), Val d'Aosta (21%). Questi i dati 
Agenas del 23 gennaio.

Ricoveri in terapia intensiva
Ricoveri in terapia intensiva

Vaccinati e non

I non vaccinati  hanno un rischio, se si infettano, 21 volte maggiore di finire in terapia intensiva rispetto a chi ha fatto due dosi vaccinali. Una possibilità che diventa 39 volte più alta rispetto a chi ha sfatto anche il booster: 31,3 casi su centomila conto 0,8 casi. E' uno dei dati che emerge dal report esteso dell'Istituto superiore di sanità sull'andamento dell'epidemia di Covid-19 in Italia.  Per quanto riguarda l'ospedalizzazione per le persone sopra i 12 anni, il tasso, per i non vaccinati (248,5 ricoveri per 100.000 abitanti) risulta circa dieci volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni (25,3 ricoveri per 100.000 abitanti) e circa dodici volte più alto rispetto ai vaccinati con booster (20,8 ricoveri per 100.000 ab.), spiega l'Iss.

Vaccino anti Covid ai bambini
Vaccino anti Covid ai bambini

Reinfezioni

Sono 108.886 gli italiani che si sono reinfettati con Sars-Cov-2- negli ultimi 5 mesi. "Dal 24 agosto 2021 al 9 gennaio 2022 sono stati segnalati 108.886 casi di reinfezioni, pari a 2,7% del totale dei casi notificati. Nell'ultima settimana la percentuale di reinfezioni (3,2%) sul totale dei casi segnalati risulta stabile rispetto alla settimana precedente (3,4%). La probabilità di contrarre una reinfezione risulta più elevata nei non vaccinati rispetto ai vaccinati con almeno una dose e negli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione". 

Protezione vaccini

L'efficacia della vaccinazione anti Covid nel prevenire l'infezione da Sars- Cov-2 si riduce nel tempo in tutte le fasce di età. Con la dose di richiamo la protezione si attesta al 66,7%, mentre dopo 4 mesi dal completamento del ciclo vaccinale (seconda dose o vaccino J&J) si arriva al 34,7%. Una piccola riduzione si registra anche nella protezione dalla malattia grave passando dal 97,5% di chi ha fatto già il richiamo all'89% dopo 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale. L'efficacia del vaccino, "come riduzione percentuale del rischio (rispetto ai non vaccinati), nel prevenire la diagnosi di infezione da Sars-Cov-2, è pari al 66% entro 90 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, 53% tra i 91 e 120 giorni, e 34,7% oltre 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale. Ed è pari al 66,7% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster", si legge nel Report. Per quanto riguarda la prevenzione della malattia severa la percentuale è: "pari a 95% nei vaccinati con ciclo completo da meno di 90 giorni, 93% nei vaccinati con ciclo completo da 91 e 120 giorni, e 89% nei vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da oltre 120 giorni. E' invece pari al 97,5% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster", indica il Report Iss.

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