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9 giu 2022
9 giu 2022

Minaccia di avvelenare cibi e acque nei supermercati e chiede criptovalute, arrestato

Il 47enne di Trieste si nascondeva dietro email anonime, inviate attraverso provider esteri, e pubblicava video dimostrativi sulle "iniezioni". Incastrato dalla polizia postale

9 giu 2022
La polizia postale ha individuato e fatto arrestare il ricattatore
La polizia postale ha individuato e fatto arrestare il ricattatore
La polizia postale ha individuato e fatto arrestare il ricattatore
La polizia postale ha individuato e fatto arrestare il ricattatore

Trieste - Minacciava di avvelenare acque minerali e prodotti alimentari nei supermercati, con iniezioni di cianuro, solfato di tallio e topicida, se non avesse ottenuto il pagamento di un riscatto, richiesto in criptovalute; per farlo, si nascondeva dietro email anonime, inviate attraverso provider esteri, arrivando al punto di pubblicare video dimostrativi sulle modalità dell’avvelenamento, per apparire ancora più persuasivo nel ricatto alle aziende alimentari, vittime dell’estorsione.

 La tempestività delle indagini - dirette dai magistrati del pool “reati gravi contro il patrimonio e stupefacenti” della Procura di Roma e delegate alla Polizia Postale del Lazio, coordinata dal Cnaipic del Servizio Polizia Postale - ha consentito di arrestare un cittadino italiano di 47 anni, residente nella provincia di Trieste, colpito da una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Roma. 

Per dare ulteriore forza e credibilità al proposito estorsivo, nelle comunicazioni ricattatorie l’uomo faceva diretto riferimento ad avvelenamenti e inserimenti dei prodotti nella distribuzione già posti in essere. La Polizia postale di Roma ha infatti rinvenuto in possesso dell’indagato anche diversi file-video, che documentavano presunti avvelenamenti dei prodotti e il loro successivo riconfezionamento, in attesa di eventuale inserimento nella catena di distribuzione al pubblico, precisano gli inquirenti.

Gli stessi evidenziano però che “dalle indagini è emerso che tali azioni non sono state poste in essere e non risulta che si sia mai verificato l’avvelenamento di prodotti alimentari e di acque, anche grazie alle tempestive indagini eseguite”. Indagini che hanno fatto emergere notizia di numerose altre aziende, italiane ed europee (in Germania, Francia, Spagna, Austria e Svizzera), vittime del medesimo modus operandi. Circa 200 i casi rilevati.

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