Matteo Raviolo
Matteo Raviolo

Torino, 2 aprile - Polemica dopo che Mario Raviolo, responsabile della maxiemergenza 118 del Piemonte, secondo quanto emerso, è stato in Liguria per trascorrere un periodo di ferie. Il caso è scoppiato dopo l'intervista  rilasciata a Rai3 mentre si trovava al mare. "Non ho violato alcuna normativa, non vedo motivo di fare polemica - si è difeso Raviolo -. Ho preso tre giorni dei miei 92 giorni di ferie arretrati, questa è la materia. Per il resto non ho altri commenti perché mi pare una polemica pretestuosa''. Ma la polemica c'è stata, e non solo sulle ferie, ma anche sullo spostamento tra regioni. 

L'accusa

''Troviamo già assurdo - osserva Anaao Assomed e Nursind  - che, mentre il Dirmei (Dipartimento interaziendale malattie ed emergenze infettive, ndr) chiede di non concedere ferie a medici e infermieri, mantenendo gli standard assistenziali nel periodo delle festività, chi aspira a dirigere l'emergenza piemontese sia al mare, specie in un momento così difficile. E ancora più deplorevole che si abbia la leggerezza di farsi intervistare da una rete nazionale, in spiaggia, in barba a tutti quelli che sono in prima linea''. ''Certi comportamenti - proseguono  il sindacato dei medici e degli infermieri - non sono consoni se si coprono ruoli così importanti. Se si vogliono assumere certe responsabilità si deve essere in grado di dare messaggi diversi, come quello dell'esempio e la politica su questo ha il dovere di intervenire''. Critiche arrivano anche dal Nursing Up Piemonte che si dice ''sconcertato e allibito dalla circolare del Dirmei'', e aggiunge: ''ancora più offensivo è constatare che se da un lato il Dirmei pensa di trattare noi come gli scolaretti indisciplinati' ai quali ''proibire le vacanze'' dall'altro abbiamo il capo della maxiemergenza del 118 piemontese che viene intervistato al mare asciugamano sulle spalle pur con un'emergenza che stiamo ancora vivendo in Piemonte e tutte le limitazioni che ben conosciamo''.

La difesa

A sostenere le regioni di Raviolo è il suo legale, Stefano Campanello, che precisa si è trattato di "tre giorni di ferie, conclusesi il 31 marzo, che rappresentano una piccola frazione delle numerosissime giornate di ferie mai fruite e accumulate nei mesi scorsi". Il legale parla di "ingiustificato quanto gratuito discredito sulla figura del mio assistito". Per l'avvocato di Raviolo, inoltre, "non corrisponde al vero che sia in atto una precettazione dei medici, da parte della Regione Piemonte, cui il dottor Raviolo si sarebbe sottratto. Le raccomandazioni che il Dirmei ha rivolto alle Direzioni Generali delle Aziende Sanitarie Regionali in tema di continuità clinico assistenziale, non hanno attinenza con il fatto commentato dagli organi di stampa", ovvero l'intervista televisiva di Raviolo a Loano. "Non corrisponde assolutamente al veron - conclude l'avvocato Campanello - che la presenza del mio assistito in Liguria sia da relazionare a una violazione delle disposizioni, anche regionali, che hanno limitato la possibilità di spostamenti durante le festività pasquali. Al contrario, il dottor Raviolo ha pienamente osservato le vigenti regole in materia, e la sua permanenza in Liguria concerne un breve periodo precedente alle suddette raccomandazioni del Dirmei".